Passa ai contenuti principali

#SALVAICICLISTI A ROMA

La frase più bella di SALVAICICLISTI l'ha pronunciata Paolo Bellino quando ha detto "Grazie a nonno Antonio, che mi  insegnò ad andare in bici quando avevo 5 anni, in Sicilia. Caddi una volta, capii cosa significava il dolore e da allora non caddi più".
Oggi ai Fori di Roma per #Salvaiciclisti si sono unite migliaia di persone (circa 25.000), di ogni età e condizione sociale per chiedere rispetto e dignità per chi vuole vivere una vita più leggera, meno rumorosa ed inquinante. In una parola, per ciclisti e pedoni, i cosiddetti utenti deboli della via. Qualche foto della bicifestazione e poi il fotoracconto:
Il logo della bicifestazione #Salvaiciclisti entra in via dei Fori issato su una bicicletta

via dei Fori una volta tanto bloccata per qualche ora ai veicoli a motore

già prima delle 15.00 sono tantissime le persone che raggiungono via dei Fori in bicicletta

i vigili urbani sono molto preoccupati, ma alla fine il teorema risulta dimostrato:  i ciclisti  sono gente tranquilla...se non li si fa arrabbiare!

migliaia di persone affollano largo Corrado Ricci

primizia assoluta per i romani: vigili urbani in bicicletta

i vigili urbani in bicicletta usano veicoli a pedalata assistita

i vigili urbani in bicicletta sono più sereni dei loro colleghi in automobile

una delle richieste della bicifestazione: la chiusura dell'autostrada che spezza a metà una delle aree archeologiche più importanti del mondo

altra primizia: bici del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde" di Roma Capitale


il grande logo di #Salvaiciclisti



anche il cagnolino ha manifestato in bici

il flash mob in memoria dei ciclisti e dei pedoni morti sulla strada per incidente


bicycle power



E per finire il "fotoracconto": lo puoi seguire qui oppure, cliccando sull'immagine, trasferirti sul sito che ospita le foto e scorrerle con il ritmo e con la dimensione che preferisci: 

Commenti

Post popolari in questo blog

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico

Perché gli Olandesi vanno in bici? qui si parla delle ciclabili, ma anche di politica, economia, salute e vite umane

Guardare alle esperienze degli altri può essere di aiuto. Questo video spiega come hanno fatto gli olandesi a trasformare le loro città in amiche della bicicletta. A seguire ho inserito la traduzione in italiano dei testi, che possono anche essere letti direttamente sui sottotitoli in inglese cliccando su "cc": Traduzione del testo ( l'ordine segue, in via di massima, la sequenza delle slides. Ad ogni cambio di slide corrisponde, più o meno, un "a capo" del testo tradotto ): l'Olanda è il paese con la maggior percentuale di ciclisti al mondo ma è anche il posto più sicuro al mondo dove si possa pedalare, soprattutto grazie alle magnifiche infrastrutture a servizio dei ciclisti, che si trovano ovunque nel paese. Come hanno fatto gli olandesi ad ottenere questa rete di piste ciclabili di alto livello? Molti, compresi anche tanti olandesi, credono che le piste ciclabili siano sempre esistite. Questo è solo parzialmente vero. Sì, (nel passato)

La storia infinita dell'ex residence Bravetta

Il Corriere della Sera del 28 maggio dà notizia della condanna di Barbara Mezzaroma a 23 mesi di reclusione per aver demolito un palazzo nell’ex residence Bravetta, senza averne il permesso. La contestazione mossa all’amministratrice delegata di Impreme è di abuso in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, in violazione del testo unico sull’edilizia e del codice dei beni culturali e del paesaggio. La demolizione è avvenuta tra il 2015 e il 2017, mentre il Comune nel 2007 si era accordato con il gruppo Mezzaroma per la riqualificazione del residence, realizzato negli anni Settanta. Quello che a noi abitanti del quartiere risulta difficile da comprendere è il contenuto della decisione del giudici. Il giudice ha infatti stabilito che la Mezzaroma dovrà ricostruire l’immobile e pagare un risarcimento danni al Comune pari a 70 mila euro. Condizione questa cui è sottoposta la sospensione della pena. La domanda che noi ci poniamo è "ma il giudice ha presente cosa sia l