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SONO UNA DONNA AFGANA. VI PREGO, AIUTATEMI A FUGGIRE!

“ Please help us move from Afghanistan to a safe country ”. Il 27 settembre sullo schermo del computer di un'associazione di volontariato italiana, in una casella email utilizzata per richiedere informazioni logistiche, appaiono queste poche parole scritte in un inglese elementare. Chi scrive? Perché vuole fuggire dall’Afghanistan?  Per capire cosa stesse accadendo torniamo indietro con la memoria a quei giorni drammatici e convulsi di agosto 2021.  I talebani il 16 agosto prendono il controllo della capitale dell’Afghanistan, Kabul, e tornano, dopo venti anni, a comandare sul paese. Sono ore tremende: chiunque abbia avuto contatti con il “mondo occidentale” è in pericolo di vita. Chiunque abbia sostenuto cause di emancipazione e promozione sociale è in pericolo di vita.  Aisha (nome di fantasia) è una giovane maestra elementare, vive in una città a nord del paese ed è un’attivista dei movimenti per l’emancipazione femminile. Suo marito, Rashid (anche questo è nome di fantasia) è u
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Addio Gianluca

Addio grande amico.  Da alcuni mesi stavamo lavorando al tuo progetto per una borsa di studio da erogare a giovani studenti di architettura perché si specializzassero in progettazione di edifici senza barriere architettoniche. Quelle barriere che in questi anni hai dovuto affrontare in prima persona ma che hai sempre superato d'impeto, com'era nel tuo carattere.  Mi avevi chiesto di registrare un video in cui tu spiegavi l'importanza di costruire edifici pubblici e privati a misura di persona, nei quali chiunque sarebbe potuto entrare senza difficoltà e in autonomia. Questo era il tuo dono: nelle tue difficoltà pensavi sempre agli altri, a chi stava peggio di te, e a come avresti potuto evitare loro le difficoltà che avevi incontrato tu. Quel video non lo potremo più fare ma in me resterà per sempre il ricordo della tua energia, della tua passione, del tuo affrontare la vita senza lamentele, magari arrabbiandoti, ma senza mai arretrare di un passo.  Era il tuo approccio a t

Il cippo di confine fra i principati di Trento e Bressanone

Il cartello sopra l'abitato di Soraga indica che a 1800 metri c'è un "cippo confinale" del 1551. Occasione da non perdere, e quindi si va. Siamo in Val di Fassa, provincia di Trento. Si tratta di un reperto oramai raro. Infatti il vicepresidente della Società Alpinisti Trentini si batte da anni perché questi antichi cippi siano conservati e valorizzati. In passato indicavano i frastagliati confini fra "paesi" differenti, dividendo boschi, pascoli e vette. In questo caso il cippo indica il confine fra il principato vescovile di Trento a quello di Bressanone. I due "principati" erano dei veri stati, appartenenti al Sacro Romano Impero, e sopravvissero fino al XIX secolo. Si cammina dunque nel bosco, in una calda giornata estiva, alla ricerca di una "pietra". Oggi parlare di confini ad un giovane europeo può sembrare antico (anche se in qualcuno è forte la tentazione di rimettere confini, fili spinato e guardie) ma nel passato, anche in ques

Il Vagabondo delle stelle

Canzone scritta da mio nonno nel 1945 e cantata da Carlo Buti.

Lo scempio del Gianicolo

E dopo Villa Sciarra ci spostiamo di poche centinaia di metri per arrivare al Gianicolo, il colle compreso fra Vaticano e Trastevere, sede delle celebri battaglie garibaldine del 1849 in difesa della Repubblica Romana dagli attacchi dei francesi, accorsi in aiuto del Papa Pio IX. Ma sembra che Roma abbia perso qualsiasi rispetto per un luogo così storico e sacro, bagnato dal sangue di tanti ragazzi, caduti in una battaglia impari a difesa delle idee di libertà. In via Garibaldi il sacrario-ossario dei caduti, al cui interno è custodita anche la tomba di Goffredo Mameli, è attorniato da una savana di erbacce incolte alte oltre 1 metro. Nemmeno i cani riescono ad entrare nella fitta vegetazione e la recinzione del sacrario sembra a stento contenere l'assalto della natura fuori controllo, che in primavera esprime il massimo della sua crescita. Ma la situazione sulla cima del colle è, se possibile ancora peggiore. I celebri busti dei garibaldini sono attorniati da erbe alte che a volt

Villa Sciarra. Aspettiamo che sprofondi?

Una passeggiata a Monteverde prima della nuova chiusura per Pasqua per un giro a Villa Sciarra. Ci andavo da bambino piccolo e rimanevo sempre affascinato dai grandi pavoni nella voliera all'entrata. Primo stop: l'ingresso di via Calandrelli è chiuso. Faccio il giro esterno e riesco ad entrare dal varco delle mura Gianicolensi.  Ma appena entrato appare evidente lo stato di difficoltà in cui versa il parco gioiello di Monteverde, con secoli di storia e di bellezza.  Statue mutilate, fontane piena di muffe, aiuole non curate, staccionate divelte, secchi per la raccolta dei rifiuti debordanti di immondizia accolgono il visitatore, le decine di genitori con bambini, i tanti cani portati a fare una passeggiata non sull'asfalto. La villa non è propriamente in degrado perché si vede che qualcuno, con fatica immane, cerca di tenerla in piedi.  Anche qualche targa è stata sostituita, ma la maggioranza è sporca, rovinata o addirittura mancante. La voliera dei miei ricordi è (forse p

Street art for rights a Corviale. Gli SDGs sui muri di Roma

17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (gli SDGs) definiti dalle Nazioni Unite nell'Agenda 2030 per 17 opere di street art da realizzare nel Lazio. A Corviale lo street artist "Moby Dick" (firma di Marco Tarascio) ha aperto questo progetto realizzando un muro dedicato all'obiettivo 3 "Salute e Benessere".   Fedele alle sue convinzioni, Moby Dick, animalista, attivista, vegano, si schiera sempre per chi non ha voce, gli animali.  Nel muro realizzato a Corviale, lungo ben 40 metri e alto 2, l'artista fissa una enorme iguana e un camaleonte, circondati dalle fiamme che si riflettono in occhi umani.  Ma a fianco degli animali in pericolo c'è anche un cuore anatomico, al cui interno è inserita una sagoma di un animale degli allevamenti intensivi, così come dentro un occhio,  seguito dalla scritta "RESPECT ANIMALS", che si sovrappone ad un occhio, seguito da un piccolo squalo, un altro occhio probabilmente femminile e dall'immagine di batterio,