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Il 25 aprile ha ancora un senso?

Il 25 aprile ha ancora un senso? e se sì, quale? E' la domanda che stamattina è risuonata più volte fra i cittadini di Bravetta (un quartiere romano oggi pienamente inglobato dalla città ma fino a 70 anni fa in piena campagna) che si sono incontrati per onorare la memoria dei caduti della guerra di liberazione.

Due sono stati gli eventi: il primo la deposizione di una corona di alloro al cippo posto all'incrocio fra via di Bravetta e via della Pisana e dedicato alla memoria dei caduti del quartiere.

Il secondo, una riflessione comune in una zona simbolo della resistenza romana e dell'orrore della dominazione nazifascista: forte Bravetta, dove, fra gli altri, fu trucidato il 13 aprile 1944 don Giuseppe Morosini.

E quindi, che senso ha commemorare oggi il 25 aprile? Molte sono state le risposte, ma tutte convergenti verso un comune valore, quello della democrazia.

Il 25 aprile è la festa in cui non sono ammessi fraintendimenti, non sono possibili sfumature: la storia ha indicato con chiarezza la parte giusta e quella sbagliata, ha indicato come il vivere comune non possa prescindere dal confronto democratico ma debba rifiutare sempre la violenza e la sopraffazione.

E sono state avanzate anche alcune proposte, fra le quali quella di spiegare con chiarezza ai giovani il senso della storia del nostro Paese, delle feste come quella di oggi, e i fatti che hanno caratterizzato luoghi come Forte Bravetta.

Qui le foto della giornata: https://photos.app.goo.gl/TnZGR3dIMw4Xn1y53

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