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Villa Sciarra. Aspettiamo che sprofondi?

Una passeggiata a Monteverde prima della nuova chiusura per Pasqua per un giro a Villa Sciarra. Ci andavo da bambino piccolo e rimanevo sempre affascinato dai grandi pavoni nella voliera all'entrata. Primo stop: l'ingresso di via Calandrelli è chiuso. Faccio il giro esterno e riesco ad entrare dal varco delle mura Gianicolensi. 

Ma appena entrato appare evidente lo stato di difficoltà in cui versa il parco gioiello di Monteverde, con secoli di storia e di bellezza. 


Statue mutilate, fontane piena di muffe, aiuole non curate, staccionate divelte, secchi per la raccolta dei rifiuti debordanti di immondizia accolgono il visitatore, le decine di genitori con bambini, i tanti cani portati a fare una passeggiata non sull'asfalto.




La villa non è propriamente in degrado perché si vede che qualcuno, con fatica immane, cerca di tenerla in piedi. 



Anche qualche targa è stata sostituita, ma la maggioranza è sporca, rovinata o addirittura mancante.





La voliera dei miei ricordi è (forse per fortuna) vuota. Ma in stato di abbandono.


La realtà però è che a causa dell'ampiezza degli spazi, dell'evidente scarsità di risorse e forse anche di un pizzico di negligenza Villa Sciarra sta implodendo. La parte inferiore, quella che lambisce Trastevere è formalmente chiusa per pericolo smottamento terreno, anche se le reti manomesse fanno intuire passaggi ripetuti.

Difficile tirare una conclusione. Forse una speranza: parliamone, segnaliamo e protestiamo. Alla fine qualcuno dovrà pure dare un segnale di attenzione ad un parco che è anche un memoriale di storia secolare.

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