Passa ai contenuti principali

Musica in quota sulla Dolomiti. Val di Fassa Panorama Music 2020

Si è conclusa pochi giorni fa la 6° edizione del Val di Fassa Panorama Music, iniziata lo scorso 12 luglio. 

In poco più di un mese sono stati offerti, gratuitamente, ai turisti 12 appuntamenti con la musica, vissuti in quota su alcuni dei luoghi più suggestivi e panoramici che circondano la val di Fassa, al cospetto di alcune tra le più belle cime dolomitiche: dal Sassolungo al Pordoi, dal Catinaccio ai Monzoni.

   

L’edizione invernale 2020 non si era potuta svolgere a causa del periodo di lockdown, e quindi gli organizzatori, quando hanno annunciato in primavera il programma, avranno sicuramente avvertito un po’ di ansia, temendo di non riuscire a partire nemmeno con l’edizione estiva. Ma il loro coraggio è stato premiato e il 12 luglio, nella piana del Fuciade, al passo san pellegrino, alle 11 sono risuonate le note del primo concerto. 

L’iniziativa è frutto della collaborazione tra associazioni e imprenditori locali. Il Direttore artistico è Enrico Tommasini, che per ricordare al suo pubblico le nobili origini di batterista, si è anche cimentato al suo strumento in alcuni dei concerti. 
La scopo di questa ricca edizione estiva 2020 del val di Fassa Panorama Music è stato quello di offrire una pausa di serenità e cultura musicale, offrendo carburante morale per alimentare il necessario spirito di ripartenza. Massime sono state le misure di cautela sanitaria: aree dei concerti recintate, accesso, gratuito, consentito solo indossando la mascherina e sanificando le mani e controllo da parte dei volontari dell'Associazione Nazionale Polizia di Stato.


 
Ad alternarsi sul palco, in un mix molto ampio di generi musicali, artisti italiani ed internazionali, oltre a giovani promesse della musica cantautorale. Di gran pregio sicuramente la sezione dedicata alla musica in lingua minoritarie, su cui forse varrebbe puntare per le prossime edizioni per dare una maggior caratterizzazione a questo evento, che oramai si è conquistato di diritto un suo posto fra le manifestazioni della Val di Fassa e della provincia trentina nella doppia edizione invernale ed estiva. E così intorno alle cime più famose delle Dolomiti sono risuonate canzoni ammalianti in lingua ladina, friulana e catalana, con parole che raccontano di antiche leggende o radicati amori.

Qui presentiamo i cinque artisti che si sono esibiti nel mese di agosto.
Sull'ampio pratone del Buffaure protagonista è stato Vincenzo Capezzuto – già ballerino al San Carlo di Napoli, oggi voce che sfugge ad ogni tipo di classificazione per la particolarità del timbro, per l’estensione e la spiccata versatilità nello spaziare tra generi musicali diversi voce straordinariamente particolare che, accompagnata dall’indiscutibile dono di una mimica e una presenza scenica di forte impatto sul pubblico, articola i suoi acuti straordinari in virtuosismi canori caldi ed eleganti. 


Vincenzo è stato accompagnato alla chitarra da Giancarlo Bianchetti, uno tra i più interessanti e virtuosi chitarristi sulla scena internazionale. Una voce ed uno strumento per vivere una dimensione intima e vibrante attraverso brani emozionanti e suadenti; un viaggio musicale che parte dalla musica del Sud Americana toccando l’Argentina, Messico, Venezuela, per approdare al Sud della Spagna e Italia. 

A Col Margherita Silvia Donati ha presentato il suo lavoro "Encresciadum", basato su testi ladini di Fabio Chiocchetti, ispirati a figure e motivi della cultura dolomitica, con la partecipazione di alcuni dei migliori interpreti della musica jazz nazionale. 


Il progetto mira alla creazione di "nuova musica ladina", composizioni originali espresse in un linguaggio musicale contemporaneo in cui la lingua ladina sia in grado di veicolare contenuti culturali radicati nel territorio ma mediati da una riflessione sul presente. Music band: Silvia Donati (voce), Pietro Tonolo (sassofono soprano e tenore), Roberto Soggetti (piano), Giulio Corini (contrabbasso), Roberto Rossi (batteria). 

In località Le Cune, sull'Alpe Lùsia, protagonista è stata Helga Plankensteiner, altoatesina, una vera "local hero", ma anche un’artista che con la sua esuberanza e l’incredibile padronanza strumentale ha saputo ritagliarsi uno spazio sulla scena jazzistica internazionale. 




Music band: Helga Plankensteiner (sassofono baritono, voce), Michael Lösch (pianoforte), Enrico Tommasini (batteria). 

Al "Ciampac" sopra Alba di Canazei, è stato Stefano Merighi a movimentare la mattinata dei presenti con la sua energia travolgente, a volte velata da un soffio di malinconia, soprattutto nei brani in lingua ladina.


Il giovane cantautore fassano ha proposto differenti stili musicali, dalla musica reggae allo ska, dallo swing al blues. L’artista ha deciso di dedicare parte del progetto e dell’imminente nuovo disco al suono dolce e curioso della lingua ladina, lingua minoritaria parlata tutt’oggi nella val di Fassa. Particolare e struggente la canzone dedicata alle “mani della madre”. 

 E in chiusura della manifestazione è stata la volta di Charlie Cinelli, un artista lombardo che ha proposto un repertorio country/western davvero singolare da ascoltare sul pianoro del Ciampedìe. 



Commenti

Post popolari in questo blog

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico

Perché gli Olandesi vanno in bici? qui si parla delle ciclabili, ma anche di politica, economia, salute e vite umane

Guardare alle esperienze degli altri può essere di aiuto. Questo video spiega come hanno fatto gli olandesi a trasformare le loro città in amiche della bicicletta. A seguire ho inserito la traduzione in italiano dei testi, che possono anche essere letti direttamente sui sottotitoli in inglese cliccando su "cc": Traduzione del testo ( l'ordine segue, in via di massima, la sequenza delle slides. Ad ogni cambio di slide corrisponde, più o meno, un "a capo" del testo tradotto ): l'Olanda è il paese con la maggior percentuale di ciclisti al mondo ma è anche il posto più sicuro al mondo dove si possa pedalare, soprattutto grazie alle magnifiche infrastrutture a servizio dei ciclisti, che si trovano ovunque nel paese. Come hanno fatto gli olandesi ad ottenere questa rete di piste ciclabili di alto livello? Molti, compresi anche tanti olandesi, credono che le piste ciclabili siano sempre esistite. Questo è solo parzialmente vero. Sì, (nel passato)

La storia infinita dell'ex residence Bravetta

Il Corriere della Sera del 28 maggio dà notizia della condanna di Barbara Mezzaroma a 23 mesi di reclusione per aver demolito un palazzo nell’ex residence Bravetta, senza averne il permesso. La contestazione mossa all’amministratrice delegata di Impreme è di abuso in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, in violazione del testo unico sull’edilizia e del codice dei beni culturali e del paesaggio. La demolizione è avvenuta tra il 2015 e il 2017, mentre il Comune nel 2007 si era accordato con il gruppo Mezzaroma per la riqualificazione del residence, realizzato negli anni Settanta. Quello che a noi abitanti del quartiere risulta difficile da comprendere è il contenuto della decisione del giudici. Il giudice ha infatti stabilito che la Mezzaroma dovrà ricostruire l’immobile e pagare un risarcimento danni al Comune pari a 70 mila euro. Condizione questa cui è sottoposta la sospensione della pena. La domanda che noi ci poniamo è "ma il giudice ha presente cosa sia l