Passa ai contenuti principali

L'arte di strada destinata a pochi?

E' stato inaugurato il 16 febbraio a Corviale, alla presenza dell'assessore comunale Maurizio Veloccia e del presidente del XIII Municipio Gianluca Lanzi, il gigantesco Murale "Icarus", dell'artista olandese Judith De Leeuw - JDL, che avevamo presentato in anteprima a dicembre, alla conclusione dei lavori (https://magociclo.blogspot.com/2022/12/il-mito-di-icaro-corviale.html).  L'evento è stato organizzato da MArteLive e Street Art For Rights. 

A caldo vorrei proporre una veloce riflessione che mi è venuta in mente osservando la scarsissima presenza di abitanti del Serpentone all'inaugurazione. E soprattutto nessun giovane del posto era presente. 

Mi domando allora "ha senso portare l'arte nelle periferie? E se lo ha questo senso (come io ritengo) è importante o no coinvolgere gli abitanti in questi progetti? Oggi purtroppo a Corviale, nonostante il clima di festa, gli abitanti del "Serpentone" presenti all'inaugurazione erano pochissimi. C'erano sì i responsabili di alcune associazioni, come il Mitreo e Corviale Domani, ma di abitanti pochissimi e di giovani nessuno. 

E i pochi residenti presenti erano giustamente affascinati sia dall'opera sia dalla scelta di farla sul loro palazzone. Stavolta alla "politica" davvero non si può imputare nulla: da parte dei promotori ed organizzatori c'è stato un plauso convinto e corale alle istituzioni, al municipio, al Comune, alla Regione, i cui rappresentanti erano presenti anche oggi. 
da sx: Marta Leonori, assessore regionale, Maurizio Veloccia, assessore comunale, Gianluca Lanzi, presidente XI municipio di Roma

Forse sarebbe stato opportuno coinvolgere nell'inaugurazione le scuole, le associazioni sportive del Serpentone e di Corviale in genere, organizzare qualche manifestazione di contorno? Domande difficili ma che necessitano di una risposta.

Allora, a chi sarebbe spettato diffondere la conoscenza dell'opera fra gli abitanti? E' giusto così, come è stato fatto, aspettando che la conoscenza dell'opera si realizzi da sola, gradualmente, giorno dopo giorno? Non ho una risposta, ma constato un'evidenza. Qui le foto della cerimonia di inaugurazione: https://photos.app.goo.gl/u36afXkwNxcmkjQ47

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico ...

Roma non è Valencia

Roma non è Ferrara, ma nemmeno Valencia. In questi giorni si discute a Roma della costruzione di un ponte ciclopedonale sull'Aniene che sarà pronto nel 2011 e di un ponte sul Tevere, all'altezza di lungotevere Flaminio, che la città aspetta da oltre 100 anni. E mentre Roma parla a Valencia, terza città della Spagna, 800.000 abitanti e 78 km di piste ciclabili, hanno costruito in 4 anni scarsi, praticamente dal nulla, un porto gigantesco e bellissimo per l’America’s Cup. Hanno creato un parco urbano, quello del Turia, deviando l’omonimo fiume, (avete capito bene: hanno deviato il letto del fiume dal centro della città alla periferia!!) che offre uno sfogo verde a tutta la città. Il vecchio corso del fiume è diventato il Jardín del Turia, grande giardino e polmone verde della città. Lungo questo giardino si alternano impianti sportivi e prati. Lungo le due (ex) rive si trovano alcuni dei principali musei, monumenti e punti di interesse turistico della città che rendono questo gra...

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...