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Chi ci difenderà dai difensori?

Non so attraverso quale diabolico meccanismo, ma da alcuni mesi ricevo a casa il periodico di un'associazione di nome "Biciroma". Ebbene, nel numero che ho trovato oggi nella cassetta della posta c'è la notizia, corredata di foto, dello stand di Biciroma sulla banchina del Tevere. Titolo della notizia: "Biciroma all'estate romana!
Posso commentare? vergognoso! Biciroma, invece di protestare contro l'abuso scandaloso delle bancarelle sopra la pista ciclabile "Tevere", denunciato da anni da tutti i ciclisti romani anche con esposti alle autorità, cosa fa? Si accomoda fra gli usurpatori più o meno legali e addirittura piazza un gazebo fra le bancarelle dell'estate romana, per ottenere un po' di visibilità e qualche iscrizione in cambio delle solite "perline di vetro": maglietta, zainetto, cappellino e penna.
Biciroma, che dichiara di rappresentare 3200 ciclisti (ricordo che Roma ha circa 3 milioni di abitanti), dovrebbe difendere gli interessi dei ciclisti romani. A questo punto mi domando chi ci difenderà dai difensori!

Commenti

Anonimo ha detto…
Non mi piacciono molto le "perline di vetro" ne l'abitudine di molti italiani di firmare qualunque cosa pur di ottenere un gadget ignorando spesso le conseguenze del propria ignoranza.
Ma... ho visto il gazebo sul tevere e se non altro puo' essere un buon testimone del fatto che "li" ci dovrebbe essere una ciclabile.
Purtroppo quando sono passato non c'era ancora nessuno di biciroma, avrei voluto capire meglio.
Fatto sta pero' che a parte bonafaccia, santoni ed il capomeccanico mi sembra che per il resto non ci siano tentativi seri, per confrontarsi con questa giunta e tentare di fare qualcosa di "concreto".
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