Passa ai contenuti principali

Luce per bici senza batterie e senza dinamo: la Magnic Light

E' ancora in fase sperimentale, ma se dovesse essere prodotta in scala industriale la Magnic Light promette di essere un'ottima soluzione per rendere visibile il ciclista nel buio e per illuminarne la strada. Si tratta di una innovativa dinamo sviluppata dal tedesco Dirk Strothmann, che la definisce la prima dinamo compatta per biciclette senza contatti. Non ci sono batterie, è una vera e propria dinamo, che però non è in contatto fisico con il cerchione.


Funziona con tutti i tipi di cerchioni metallici (di solito fatti in alluminio, acciaio o magnesio). Anche l'alluminio e il magnesio, pur non essendo magnetici (ma paramagnetici) sono però materiali conduttivi. I movimenti relativi dei magneti e del materiale conduttivo vicino inducono delle correnti parassite - dette anche correnti di Foucault - nel materiale conduttivo, nel nostro caso il cerchione metallico. Queste correnti parassite hanno i loro campi magnetici che vengono assorbiti dal generatore del Magnic Light, producendo in questo modo energia elettrica.


Benchè non vi sia frizione, l'assorbimento dei campi magnetici genera un minimo di effetto frenante, quindi l'ottenimento dell'energia non è esattamente a costo zero. Magnic Light contiene i LED più efficienti al momento disponibili sul mercato (i (CREE XM-L T6) per ottenere la massima luminosità con la minima energia."
Il progetto è interessante, ma per essere finanziato e sviluppato cerca sostenitori: sul sito è attivo un count-down. Occorrono 50.000 dollari entro il 19 marzo. Attualmente la sottoscrizione è a 32.000 USD, quindi il traguardo non appare impossibile.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Roma non è Valencia

Roma non è Ferrara, ma nemmeno Valencia. In questi giorni si discute a Roma della costruzione di un ponte ciclopedonale sull'Aniene che sarà pronto nel 2011 e di un ponte sul Tevere, all'altezza di lungotevere Flaminio, che la città aspetta da oltre 100 anni. E mentre Roma parla a Valencia, terza città della Spagna, 800.000 abitanti e 78 km di piste ciclabili, hanno costruito in 4 anni scarsi, praticamente dal nulla, un porto gigantesco e bellissimo per l’America’s Cup. Hanno creato un parco urbano, quello del Turia, deviando l’omonimo fiume, (avete capito bene: hanno deviato il letto del fiume dal centro della città alla periferia!!) che offre uno sfogo verde a tutta la città. Il vecchio corso del fiume è diventato il Jardín del Turia, grande giardino e polmone verde della città. Lungo questo giardino si alternano impianti sportivi e prati. Lungo le due (ex) rive si trovano alcuni dei principali musei, monumenti e punti di interesse turistico della città che rendono questo gra...

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico ...

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...