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Il Corriere.it oggi paragona l'Italia alla Springfield di Homar Simpson, lo scalcinato personaggio del cartone animato americano. Anzi, l'articolo sostiene che siamo proprio governati da tanti emuli di Homar Simpson, senza che però, aggiungo io, ci siano la moglie Marge o la figlia Lisa a riportarlo alla ragione.
Fra gli esempi citati ce n'è uno in linea con i temi che tratto qui sul blog, il disprezzo verso i ciclisti. Leggete un po:

"Meno bici più gipponi

Il Comune di Milano (tasso di smog pari alla simpsoniana Springfield) aveva approvato finanziamento e costruzione di sei nuove piste ciclabili, così, per traversare il centro pedalando senza venire uccisi. Roba da sciurette. Perciò: dopo una consultazione con Homer, gli assessori competenti hanno bloccato il tratto Duomo-Porta Nuova e altri cinque percorsi. Utili per i «bacarospi» (direbbe Homer) che pedalano; disastrosi per i portatori sani e virili di auto e Suv. Le piste cancellerebbero centinaia di parcheggi. Essenziali per chi sta in centro, si muove solo in auto, ha partners che vogliono trascinarli a fare giri in bici. Senza piste sicure, avrà i soliti buoni motivi per starsene a bere birra davanti alla tv. Alla Homer."

Difficile contestare questo paragone

Commenti

Anonimo ha detto…
Homer...si scrive Homer.

Homàr è un'altra cosa ('Vide Homàr quanto è bello').

Senza entrare nel merito di quello che scrivono i quotidiani.

L'altro giorno hanno scritto 'Arriva il Telepass per i tifosi' e si parlava di una carta che bisognava strisciare all'entrata dello stadio.

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