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Emergenza Goma. Congo, una guerra dimenticata

Nonostante gli accordi di pace firmati appena due anni fa, l’area del Kivu della Repubblica Democratica del Congo è di nuovo sotto assedio occupata da migliaia di militari, di guerriglieri e truppe irregolari che si fronteggiano e combattono per ottenere lo sfruttamento dell'immenso patrimonio di risorse minerarie della Regione, uno dei più importanti al mondo.

Al Centro Don Bosco di Ngangi, nei pressi di Goma al confine con il Rwanda, dove ci si prende cura da oltre vent’anni dei bambini in difficoltà, Padre Mario Perez - direttore della struttura - oggi accoglie più di 3.000 bambini e ragazzi.

Con l’acuirsi degli scontri ogni giorno suonano alla porta del Centro 800 nuovi bambini e ragazzi, spesso figli degli sfollati che vivono a ridosso del Centro Don Bosco, ragazzi-soldato e ragazze vittime di violenza.

“Nonostante il silenzio piombato sulla vicenda congolese, in Congo si spara e si muore ancora, e soprattutto i bambini non possono andare a scuola, non hanno un posto per dormire e neanche di che sfamarsi”.Il silenzio sulla guerra da parte dei media è assordante e colpevole, nasconde e giustifica le scelte miopi politiche ed economiche dell’Occidente ai danni di una popolazione che vive su una terra tra le più ricche di risorse minerarie del mondo. È Jean Léonard Touadi, deputato del Partito Democratico, a rompere il silenzio con un accorato video appello:

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