Passa ai contenuti principali

VERGOGNA

Il sig. Matteo Salvini, parlamentare italiano ed europeo, si è esibito recentemente, insieme ad alcuni suoi degni sodali, in un coretto di stampo razzista contro i napoletani.
Immediatamente censurato da più parti (tranne che dai suoi compagni di partito che quindi probabilmente ne condividono la performance), ha risposta che "si trattava solo di canzoni da stadio", "chi si stupisce o si scandalizza vuol dire che sono almeno 30 anni che non mette piede in uno stadio", "ne abbiamo cantata subito dopo una contro il Verona".
E proprio su queste risposte voglio soffermarmi qualche secondo:
  1. Secondo Salvini, nello stadio è lecito insultare, provocare, incitare all'odio fra popoli. O almeno, se non lecito, almeno tollerabile, tanto tollerabile che lui stesso ha prontamente aderito al coro. Mi domando come possa un parlamentare italiano sostenere questa tesi così idiota. Se esistono nel Paese situazioni di illegalità, un parlamentare dovrebbe farsi promotore di iniziative che mirino ad annullare queste macchie, non sostenerle o, peggio, aderirvi.
  2. La seconda frase è ancora più preoccupante: secondo Salvini (milanese) cantare una canzone contro i veronesi tende a bilanciare quella cantata contro i napoletani. Poi magari ne avranno cantata una contro i bergamaschi, poi contro quelli di Monza e, forse, anche contro quelli che abitano nel quartiere limitrofo a quello di residenza di Salvini. Insomma, Salvini, visto il suo spirito segregazionista, ci può almeno comunicare chi intende essere i suoi pari, quelli che si salvano dai suoi cori da stadio? forse solo i galantuomini che brindavano con lei a Pontida?

Commenti

Post popolari in questo blog

Il Chopper di Alan Oakley e i miei sogni di ragazzino

È morto ieri a 85 anni Alan Oakley, l'uomo che nel 1967 progettò per la Raleigh uno dei più singolari e fortunati modelli di bicicletta, la "Chopper", che salvò dal fallimento la fabbrica inglese. Il primo esemplare della strana bici fu messo in vendita in Inghilterra nel settembre del 1969, ed uscì di produzione nel 1984 con il record di 1,5 milioni di pezzi venduti. Per noi adolescenti degli anni '70 la chopper era rivoluzionaria, con il suo sedile largo con lo schienale, il cambio con la leva come un'automobile, la ruota posteriore grande e quella anteriore piccolissima, il manubrio altissimo e ripiegato all'interno. Per noi ragazzi nati alla fine degli anni '50 la bici era solo quella pesante d'acciaio da corsa o da città, non c'era l'alluminio, al massimo l'olandesina, ma solo per le donne o per contadini emiliani. Ancora non erano nate le mountain bike e l'unica altra rivoluzionaria apparsa sulle strade era la Graziella...

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico ...