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Abdul Saboor, bike messenger afgano

Si sa, i blogger sono curiosi, leggono gli altri blog, postano commenti ovunque capiti loro l'occasione, costruiscono (e altrettanto velocemente distruggono) ampie reti di contatti. Recentemente, proprio gironzolando fra blog, ho trovato un post interessante, dedicato ai bike messenger (d'ora in avanti "BM"), quei personaggi, di solito giovani atletici, che consegnano porta a porta plichi e piccoli pacchi, spostandosi velocemente in città con la bicicletta. Mi si dirà: ma che differenza c'è fra i BM e il nostro caro vecchio postino che consegnava le lettere muovendosi con la bici ? Secondo me, a parte la velocità (a volte folle dei BM) non ci sono molte differenze, ma il termine è di conio americano e la mitologia della figura nasce proprio in città come New York o San Francisco.
Eppure ho letto la storia di un BM davvero particolare, Abdul Saboor, 35 anni, di Kabul. La particolarità di Saboor è quella di essere rimasto 13 anni fa con una sola gamba, perché l'altra gli fu amputata dopo essere stata maciullata da una bomba nascosta nel terreno. Oggi Saboor fa il BM, insieme ad altri 14 colleghi, per una piccola agenzia della capitale afgana, in uno dei paesi più poveri del mondo, dove la disoccupazione raggiunge una media del 40%. Non usa protesi al carbonio (come l'atleta Pistorius), anzi non ne usa affatto: quando cammina usa una stampella di legno, quando pedala lo fa con una gamba sola.

Guadagna non più di 16 dollari al mese, cui se ne aggiungono altri 10 che riceve come indennità per l'invalidità. L'agenzia fu fondata alcuni anni fa da una ONG, costretta poi però a lasciare il paese. Oggi il lavoro di Saboor è a rischio perché i finanziamenti della ONG sono finiti, i clienti sono pochi e nelle casse dell'agenzia non ci sono più nemmeno i soldi per pagare l'affitto del misero locale dove ha sede l'ufficio. I pochi dollari che Saboor guadagna potrebbero perciò presto sparire e lui essere costretto a trovarsi un altro lavoro, perché di vivere di carità non vuol sentirne nemmeno parlare.

E allora, fra qualche anno, resterà solo un ricordo, un'immagine, di quell'uomo che nella polvere delle strade di Kabul, avanzava faticosamente in bicicletta pedalando con una gamba sola, ma con lo sguardo fiero e la testa alta, rivolta verso il futuro.

(Questa è una storia vera, ripresa da un reportage del NYT)

Commenti

Anonimo ha detto…
La vita di Saboor e' uno dei piu' bei post che ho letto sul tuo Blog!...Grazie

MAP

PS Comunque i BM che girano per Londra sono pirati della strada a tutti gli effetti!!!

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