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Il casco invisibile: Hövding

Due ragazze svedesi hanno inventato e brevettato un prodotto straordinario: il casco invisibile per ciclisti, dal nome un po' duro, Hövding  . E' una protezione basata sul concetto dell'airbag: in caso di caduta, da un collare morbido indossato dal ciclista in una frazione di secondo esce una copertura che protegge l'intera testa. Ecco il video esplicativo:   Se ne parla ancora poco in Italia, ma l'agenzia Reuters già lo scorso anno girò un reportage su questa invenzione che potrebbe davvero cambiare le abitudini di molti ciclisti. Qui il video della Reuters su Youtube con i sottotitoli in inglese:    Il casco è ancora in fase di produzione sperimentale e costa 450 dollari, ma ovviamente una produzione industrializzata in serie consentirebbe un significativo abbassamento del costo. Segnalo nel primo video una frase che mi è molto piaciuta: Cars are so yesterday, bikes are the future

In bici casco sì, casco no

Per i ciclisti arriva il casco obbligatorio, a norma, accompagnato da bretelle o giubbino catarifrangente se ci circola dopo il tramonto e prima dell'alba o si transita in galleria. Per invogliare a spostarsi in città in modo ecologico un emendamento approvato consente ai ciclisti di parcheggiare sui marciapiedi e nelle aree pedonali, a patto che non si intralcino pedoni e disabili. Ci informa di queste novità Il Sole 24h di domenica 25 aprile . Sono alcune delle misure introdotte dalla commissione Lavori pubblici del Senato nel Ddl sulla sicurezza stradale. La tabella di marcia del provvedimento prevede lo sbarco del Ddl in aula a Palazzo Madama il 4 maggio, a meno che la commissione non ottenga di approvare il provvedimento in sede redigente. Su questa novità si è aperto un dibattito: c'è chi vede nel casco un sistema di sicurezza utile , tanto da doverne imporne l'uso per legge, e chi lo vede come un'inutile vessazione . Se vi va, apriamo anche qui una discussione...