Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta ciclismo

Troppe bici a Copenhagen?

E' mai possibile che qualcuno pensi che a Copenhagen girino troppe biciclette?  Davvero la sicurezza stradale danese sarebbe a rischio a causa delle troppe bici in circolazione? Non è una domanda che noi cittadini di Roma riusciamo a comprendere fino in fondo: noi, al contrario, pensiamo che con più bici in giro la sicurezza stradale ne guadagni. Eppure a Copenhagen - una delle città più "ciclistiche" al mondo in cui il 36% dei suoi abitanti va al lavoro o a scuola in bicicletta, e che si è impegnata a portare questa percentuale al 50% entro il 2015 - ci sono voci controverse su questo tema. Un recente articolo apparso sul britannico " Guardian ",  la Federazione Ciclisti danese (DCF) e ​​Wonderful Copenhagen, l'organizzazione turistica ufficiale per la Danimarca, segnala che il successo della bicicletta sta paradossalmente creando un clima intimidatorio e sgradevole per i ciclisti in città. "A Copenaghen, abbiamo problemi di straordinaria congesti...

E' più pericolosa una Formula 1 o una bicicletta?

Dalla bicirassegnastampa che scorre qui a fianco estraggo, su segnalazione di Cormarco, la notizia di un incidente stradale occorso ad un pilota di formula 1, Mark Webber. Webber alla guida dell F1 Red Bull nella stagione 2008 Tutto normale direte voi, fa parte del rischio del mestiere. Già, però l'incidente ha avuto caratteristiche diverse da quelle che immaginate: Webber era in bicicletta ed è stato investito da un'automobile, mentre partecipava ad una manifestazione di beneficienza in Tasmania, vicino Port Arthur . Purtroppo per lui si è rotto una gamba ed ha dovuto subire un'operazione chirurgica. Webber viene caricato dai soccorritori su un'eliambulanza per essere trasportato in ospedale dopo l'incidente L'unico commento che mi viene in mente è che, almeno per Webber, è stata molto più pericolosa la bicicletta che la sua Red Bull! Ma questo, noi ciclisti urbani romani, lo sapevamo da anni!

Siamo positivi: 2 consigli. Un libro e un DVD

Raccolgo l'invito di Mamaa ad essere positivo e, prima del prossimo post sull'indagine ISFORT, voglio segnalarvi un libro e un DVD di sicuro interesse. Il libro è " La fiamma rossa " (nessun riferimento politico: è la cd "flame rouge" che indica l'ultimo km nelle tappe del Tour de France), di Gianni Mura, edizioni minum fax. Se andate sulla pagina raggiungibile con un click anche qui , troverete una lunga serie di recensioni e di materiale relativo al libro. Il DVD è " Bottecchia, l'ultima pedalata " di Gloria De Antoni. Si può ordinare con una email a Livio Jacob della Cineteca del Friuli, all'indirizzo e mail cdf@cinetecadelfriuli.org. Costa 15 euro e te lo mandano a casa contrassegno. Contiene il racconto delle ultime, misteriose ore di vita di Ottavio Bottechia, vincitore nel 1924 e nel 1925 del Tour de France, prima che fosse ritrovato morente sul ciglio di una strada il 3 giugno 1927, vicino Peonis, borgo friulano. Fu incidente ...

Bottecchia: un giallo ancora irrisolto

Ottavio Bottecchia (1894-1927), vincitore del Tour de France del 1924 e 1925 e di tante altre gare ciclistiche, morì misteriosamente 81 anni fa, nel 1927, senza che i medici del tempo potessero fare nulla per salvarlo e senza che fosse mai appurata la causa vera della morte. Bottecchia era nato il 1° agosto 1894 a San Martino di Colle Umberto in provincia di Treviso. Dopo aver fatto il muratore in Germania, combattè come bersagliere nella prima guerra mondiale. Dopo il congedo nel 1919 dovette emigrare in Francia dove rimase poco più di 1 anno facendo il muratore, senza però mai abbandonare la passione della bicicletta. In bici mostrò presto il suo valore: nei primi anni Venti vinse il il Giro del Piave, il Giro del Friuli e quello del Veneto, la Milano-San Remo, alcune tappe del Tour de France del 1923; fu il primo italiano a vincere il Tour (nel 1924) aggiudicandosi quella gara anche l’anno seguente. Tutti i suoi allenamenti, compreso quello fatale del 1927, si tenevano in Friuli, i...

L'abbattimento del Velodromo di Roma

Costruito per le Olimpiadi di Roma, nel quartiere dell'EUR, per le gare di ciclismo su pista il Velodromo ( * ) fu inaugurato il 30 aprile del 1960. Un'immagine del Velodromo ancora efficiente Oggi è di proprietà dell'EUR spa. Sulla sua pista si sono svolte le gare ciclistiche delle Olimpiadi del 1960, i Campionati del mondo del 1968 e, nel 1967, vi è stato anche battuto il record dell'ora. L'ultima manifestazione svoltasi al velodromo con la partecipazioine del pubblico fu quella dei mondiali del 1968. Successivamente, a causa di fenomeni di assestamento delle strutture e delle tribune del pubblico, l'uso dell'impianto fu dapprima limitato ai soli allenamenti del ciclismo e dell' hockey su prato, e successivamente, abbandonato. Così si presenta oggi il Velodromo, abbandonato e fatiscente Il Consiglio Comunale di Roma, con delibera del 3 aprile 2006 , approvò il programma di interventi “per il recupero e trasformazione del Velodromo Olimpico e nuova e...

Figlio mio, il doping è per i deboli, noi continuiamo a pedalare

Non ce la faccio più, non ce la faccio più a dovermi giustificare con mio figlio di 11 anni che ama il ciclismo come me e più di me, che viene in bici con me, che si guarda tutte le tappe del Giro e del Tour, che sa a memoria i nomi di tutte le salite, conosce le squadre, gli sponsor, i direttori sportivi. E puntualmente, appena vede un ciclista che scatta, o va in fuga o vince una volata mi chiede implacabile: "questo è dopato, papà?". E io "ma no, ma che dici, oramai sono tutti controllati, hanno firmato il codice d'onore...", e poi apri il sito internet di Repubblica e leggi "Tour, Riccò trovato positivo all'EPO. Il corridore fermato dai gendarmi". Papà, è dopato? mi chiede guardandomi con un'espressione di commiserazione. Sì, sì, sì, mannaggia, mille volte sì....è dopato, altri saranno ancora dopati, ma la bicicletta non è dopata, figlio mio, la bicicletta è una scuola di vita e di carattere, la bicicletta vive di te, della tua forza, va f...

La vita a volte si comporta da galantuomo

Schiacciata dalle tante notizie sportive del lunedì (motociclismo, tennis, calcio giocato e calciomercato) c'era oggi sui giornali anche la notizia della vittoria, nel campionato italiano di ciclismo maschile su strada di Filippo Simeoni , 37 anni, ciclista professionista da 13 anni, qualche vittoria di tappa nei "giri" fino al 2005, un grave incidente e il fallimento della squadra dove militava. Ma se nell'ambiente aveste chiesto chi fosse questo Simeoni, avreste visto espressioni strane, facce in difficoltà. Già perché il ciclismo professionista si teneva su, nel passato direi molto spesso, oggi forse meno, con due grandi forze: il doping e l'omertà. E Simeoni, caduto anche lui nel giro dell'EPO, ne era venuto fuori e aveva osato denunciare il medico che gestiva questo losco affare, il famigerato dott. Michele Ferrari, e Lance Armstrong, il ciclista americano padrone del Tour de France, che mal digerì questo affronto e scatenò il "gruppo" (compost...

Regalo di Natale ai ciclisti romani

Ecco il regalo del comune ai cittadini romani: la ciclabile della musica , all'altezza dell'auditorium, è "legittimamente" interrotta da una rivendita di alberi di Natale. Proprio nel posto dove provocatoriamente apostrafai davanti a giornalisti e reporter televisivi l'assessore Esposito nel giorno dell'inaugurazione, chiedendogli quando, alla pari di quanto successo sulla ciclabile Tevere, avrebbe fatto installare le banchine degli ambulanti sulla nuova (e mai completata) ciclabile, si è compiuto l'ennesimo misfatto ai danni della città, sempre più ostaggio del commercio abusivo "sanato" e tollerato.

Bici in città: qualche numero, qualche consiglio e una riflessione

"Un adulto in buona salute, non fumatore, che vive in città, inspira tra i 6 e i 9 litri di aria al minuta, introducendo nei polmoni circa 1/2 grammo di veleni ogni ora. Un ciclista urbano, nelle stesse condizioni, aumenta di circa 10 volte la quantità di aria respirata e quindi introduce ogni ora circa 5 grammi di veleni vari, tra biossido di zolfo, biossido di azoto, monossido di carbonio, ozono (questo gas, per assurdo, trova le concentrazioni più elevate nelle ville, nei parchi e nelle zone verdi urbane, nelle ore di maggior insolazione e calore) , benzene e PMI, le famigerate "polveri sottili".... "Inoltre il ciclista sfrutta un meccanismo di ventilazione polmonare particolarmente intensa, che stimola i polmoni in tutta la loro capacità di scambio, fino agli alveoli più piccoli. Quando poi lo sforzo aumenta, il ciclista respira con la bocca, annullando l'effetto di filtro prodotto dal naso contro le PMI. Inoltre, se in città ci sono sole e caldo, aumenta ne...

L'autre tour, ovvero senza doping è meglio

Ricordate Guillame Prébois e Fabio Biasiol, i fantastici protagonisti dell' " Autre tour " che abbiamo seguito nello scorso mese di luglio? Un'impresa organizzata per dimostrare che anche oggi è possibile uno sport pulito, senza inganni e senza doping. Adesso l'altro tour è raccontato in un libro, "L'Autre Tour ou le Tour à l'Eau Claire" (Editions Melody), presentato pochi giorni fa in Francia. E ora è possibile seguire le imprese ciclo giornalistiche di Guillame su un nuovo sito internet .

Indagine ISTAT "la pratica sportiva in Italia - 2006"

E' stata pubblicata oggi l' indagine Istat sulla pratica sportiva degli italiani. I risultati sono interessanti, e vi rimando alla loro lettura tramite il link sopra riportato. Qui intendo evidenziare solo qualche numero relativo alla pratica ciclistica. L'indagine individua la categoria generale degli "sport ciclistici", che al suo interno è composta da circa 1 milione e 180 mila praticanti del ciclismo su pista o su strada, ma anche da circa 800 mila appassionati che, mossi da motivazioni diverse, si dedicano alla passeggiata in bicicletta o alla più classica cyclette casalinga o in palestra, o ad attività che consentono di vivere un più stretto rapporto con la natura come la mountain bike o il cicloturismo. La somma delle varie sottocategorie evidenzia un totale praticanti nel 2006 di 2.012.000, pari al 11,7% dei praticanti sportivi in Italia (nel 200o era il 10,3%) e al 3,7% degli abitanti del Paese. Gli uomini sono la maggioranza, 1.445.000, mentre le donne s...

Ronde cicliste? No, grazie!!

Alcuni giorni fa, lungo la pista ciclabile "Tevere sud", in un posto tranquillo e pieno di verde, alle spalle dell'ippodromo di Tor di Valle, un ciclista è stato assalito alle spalle con un bastone da alcuni sconociuti che volevano rapinargli la bici. Il poveretto è ancora in coma all'ospedale con la testa fracassata, mentre i rapinatori sono spariti. A fronte di questa tragica notizia di cronaca, che colpisce tutti i ciclisti urbani e soprattutto quelli che come me in quel posto ci sono passati decine di volte, si stanno alzando le voci più fantasiose che invocano anche la creazione di "ronde cicliste". A parte la terminologia, che proprio non mi piace, credo che il compito di far rispettare l'ordine non competa ai ciclisti, ma alle forze dell'ordine, che, come accade in altri paesi, potrebbero essere dotate di bici e incaricate di pattugliare questi percorsi protetti. Secondo me qualche pattuglia composta come quella illustrata nella foto saprebbe ...

L'autre tour 4, la vittoria

Nelle settimane scorse abbiamo seguito in questo blog l'impresa di Guillame Prébois e di Fabio Biasiolo che hanno "replicato" il tour de france percorrendo, 24 ore prima dei professionisti, lo stesso itinerario della grande boucle per dimostrare che un ciclismo pulito è ancora possibile. Da questo blog avevo mandato un saluto ai 2 ciclisti. e proprio un paio di giorni fa Guillame, il giornalista francese, ha avuto la cortesia e l'attenzione di rispondermi per posta elettronica: Grande Magociclo, approfitto del primo momento di calma per risponderti e ringraziarti. Abbiamo dimostrato che un Altro Tour è possibile, facendo il percorso del Tour a quasi 29 di media in 2 senza gruppo e su strada aperta al traffico. Ma soprattutto le analisi mediche dimostrano che il mio corpo sta meglio dopo che prima: stesso peso, ematocrito invariato, 1,2 chili di muscolo in più sulle gambe...Lo sport pulito è possibile.Saluti.Guillaume. E salutando gli amici Guillame e Fabio, faccio mio...

In giro per l'Engadina

Stanno per iniziare le vacanze d'estate e non posso sottrarmi all'obbligo delle "segnalazioni turistiche". Allego perciò alcuni links per la descrizione di itinerari in mountainbike proposti dall'ente del turismo svizzero e recensiti dal periodico "Dove", completi di hotel, saune, massaggi e menu ad hoc per ciclisti. Il primo itinerario inizia da Tirano, paesino di confine vicino Sondrio, a St. Moritz, vero crocevia degli itinerari a due ruote. Da qui partono 600 km di tracciati a vari livelli di difficoltà. Il secondo itinerario , che richiede un discreto allenamento, è un anello che parte e si conclude proprio a St. Moritz. Certamente più comodo è il terzo itinerario , che costeggia i laghi della zona e consente giri rilassanti. Il quarto itinerario vede come meta Zuoz, con un adeguato contorno di ristoranti specializzati in menu per ciclisti. Mi domanderete: ma perché, come mangiano i ciclisti? Io, che ciclista sono, mangio normalmente, con una spicca...

L'altro tour 2

Come promesso, continuiamo a seguire l'altro Tour de France corso da Guillame Prébois e Fabio Biasiolo. Stanno precedendo di 1 giorno, sullo stesso percorso, la carovana ufficiale del Tour per studiare la reazione di un fisico allenato a questa fatica e per dimostrare come si possa comunque correre una corsa a tappe anche senza doversi dopare. E' un grido di richiesta d'aiuto che i ciclisti puliti lanciano alle autorità sportive internazionali perché la smettano di fare come le 3 scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano e si diano realmente da fare per smontare la macchina infernale del doping! Guillame e Fabio sono partiti stamattini per la loro 6a tappa, SEMUR-EN-AUXOIS /BOURG-EN-BRESSE, di 199,5 km. In questi giorni hanno incontrato tempo non buono, fa discretamente fresco ed il cielo è spesso coperto, se addirittura non piove. La fatica è tanta anche per 2 atleti come loro, tenendo conto che non possono certo contare sui supporti delle squadre dei profession...

L'altro "Tour"

Il 6 luglio, fra 5 cinque giorni cioè, partirà il Tour de France. Calma calma, avete letto bene, il 6 luglio, non il 7 come riportano tutti i giornali. Un cambio dell'ultima ora? no, è chiaro che non stiamo parlando della stessa cosa: io sto parlando di un "Altro Tour", un tour che vuole dimostrare come si possa percorrere la Grande Boucle senza necessariamente doparsi e sapendo che il corpo si affaticherà e soffrirà. Questa iniziativa nasce da una frase pronunciata dal campione del mondo di ciclismo Tom Boonen l'anno scorso dopo la prima tappa pirenaica del Tour : ”Oggi una persona normale sarebbe finita in ospedale”. Il giorno dopo, stremato, si ritirò. Il giornalista francese Guillaume Prebois fu colpito da questa constatazione. Lui percorre ogni anno oltre 20.000 km in bici, sa cosa significa soffrire e stringere i denti e sa anche che certe prestazioni viste sulle strade dei grandi "giri" non sono possibili se il ciclista non scende a patti con la chimi...

Andiamo al lavoro in bici

Le recenti norme in materia di assicurazione contro gli infortuni che possono avvenire sul lavoro stabiscono che è tutelato l’infortunio, subito dal lavoratore assicurato, nel normale percorso dalla dimora abituale al lavoro e ritorno, sia che avvenga a piedi sia con mezzi pubblici (cosiddetto "infortunio in itinere). Per quanto riguarda il mezzo privato, invece, l'uso deve essere "necessitato" (deve essere provata, a carico del lavoratore interessato, l'inesistenza di mezzi pubblici che coprano l'intero tragitto o i cui orari non coincidano con quelli del lavoro, ecc.). In questo quadro normativo l'uso della bicicletta per recarsi al lavoro è considerato alla stregua di qualsiasi altro mezzo privato (auto, motociclo) e così, pur sussistendo tutti gli altri elementi previsti dalla legge, è respinta la domanda di indennizzo del ciclista che subisce un infortunio, perché gli viene obiettato che avrebbe potuto usare il mezzo pubblico, equiparando così l'...