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Visualizzazione dei post con l'etichetta incidente

Manifestazione delle Croci

L'Associazione Italiana Vittime della Strada ha sistemato il 23 maggio pomeriggio, sul selciato di piazza S. Silvestro nel centro di Roma, 120 croci di legno per ricordare il numero di persone che muore nel traffico ogni 10 giorni e per dire basta alle stragi sulle strade. Secondo me non è corretto definire queste morti come "incidenti della strada". Sono dei veri e propri omicidi, commessi violando le regole che disciplinano la circolazione (limiti di velocità, stop, precedenze). E chi uccide una persona sulla strada è un assassino! Tanti i bambini vittime della strada

Ha usato l'autobus come un arma contro il ciclista

Ha usato l'autobus come un arma contro il ciclista. E' quanto affermato da un giudice inglese nella causa contro l'autista di un autobus. Succede nella Gran Bretagna del "Salviamo i ciclisti". A Bristol il conducente di un autobus ha perso la testa e, utilizzando il mezzo come un'arma, ha puntato e scaraventato fuori strada un ciclista che lo precedeva. Per questo gesto è stato condannato a 17 mesi di reclusione, mentre il ciclista ha subito la frattura di una gamba, oltre ad avere la bici distrutta. Questo il filmato dell'episodio, accaduto lo scorso 5 aprile 2011: E qui il resoconto della BBC

Quello che non vorresti mai vedere

La mattina ti alzi, ti prepari, esci e...ecco il pugno nello stomaco...una bicicletta in terra, parzialmente sotto le ruote di un'automobile, gente che si affolla, poliziotti e vigili che si agitano... il cuore inizia a battere forte. Per prima cosa pensi a chi pochi istanti prima sedeva sul sellino di quella bici, cerchi di capire come sta e come sia potuto succedere poi inizi a pensare a quante volte hai percorso in bici quella strada, a quante macchine e pullman ti abbiano tagliato la strada in velocità su quel maledetto pavé lucido e sdrucciolevole che costeggia il colonnato di S. Pietro...poi senti, come in una nebbia i commenti dei passanti: "ma che vanno a fa' questi in bici? che 'ncioosanno che è pericoloso?" oppure " se.. se..., fai la scialla in bici, mo' so caazzi sua..." e ti vengono in mente le parole della canzone di Finardi "extraterrestre, portami via". Sono andato via. La ragazza era al suolo, cosciente, con una ferit...

Tragedia sfiorata

Il mio pensiero va al ciclista che appare al punto "-0:34". Pensate se fosse stato 500 metri più indietro! PS: il video è preceduto da spot che cambiano di visione in visione: trovo singolare che la prevalenza sia di pubblicità (brutte) di autovetture:

In memoria di Rosario, Franco, Domenico, Pasquale, Fortunato, Vinicio, Giovanni

Questi i nomi dei sette uomini che ieri sono stati falciati come oggetti sulla statale 18, in Calabria, da un'automobile guidata da un giovane di 21 anni, senza patente e drogato: Rosario Perri, Franco Stranges, Domenico Palazzo, Pasquale De Luca, Fortunato Bernardi, Vinicio Puppin e Giovanni Cannizzaro. A voi, fratelli ciclisti, il mio pensiero e le mie preghiere. Alle vostre famiglie la partecipazione ad un dolore atroce. A tutti i ciclisti italiani l'invito a non mollare e a lottare per ottenere il rispetto al nostro diritto di voler vivere. Questa è la canzone che Rosario, Franco, Domenico, Pasquale, Fortunato, Vinicio, Giovanni avevano scelto come loro "inno":

Caduti come birilli - SETTE ciclisti ammazzati da un autista drogato e senza patente

Strage di ciclisti - la morte è su due ruote

La morte in bicicletta

Il selciato bagnato dalla pioggia caduta fino a qualche minuto prima, una bicicletta bianca, una sagoma di donna disegnata per terra e una fila lunghissima di lumini e candele: così Roma ha ricordato Eva, figlia di un altro paese, innamorata della città eterna tanto da averla scelta come città della vita e che invece per lei è stata la città della morte. Fra i presenti volti tesi, espressioni tirate, qualche saluto, qualcuno a bassa voce prova a spiegare, ma trova intorno solo voglia di silenzio. Oggi è il giorno del dolore. E come ultima immagine quella di alcune bici poggiate in terra capovolte, quasi a porgere una riverenza ad Eva, che ora non pedala più. Servizio video sul TG5 del 7-11-2009, ore 13.30 (dal minuto 20.30)

In memoria di Eva

Venerdì 6 novembre, alle ore 20.00, a Roma, in via dei Fori Imperiali, i ciclisti romani ricorderanno Eva, morta a 28 anni, investita da un taxi mentre pedalava su quella strada.

Una ragazza uccisa per strada

English version

EVA

If you're 28 years old, you go to work by bicycle and your go along the fori imperiali road in Rome by night, you would never expect suddenly a taxi to hit you like a missile from behind. It's now been a while that you move around this crazy yet beautiful city. Loads of times you've found yourself trapped and endangered surrounded by cars and scooters. You've starred straight into the eyes of these persons driving around with rage and violence. In everyday life they seem good and reliable persons and yet when their hands grab the steering wheel and their foot hits the accelerator, they change. You can see them not respecting the right of way at intersections, they go through red lights, they don't stop for pedestrians that are crossing the street, they start going incredibly fast as soon as they see a free looking street, they double park in the street and on the pavement, they open their doors without looking behind them first. All to gather one more minute in a li...

Questi sono gli occhi di Eva..

... gli occhi che non vedremo più e che non vedranno più la luce di una realtà fatta di soprusi ed omicidi legalizzati su strada La foto è presa da ciclistica.it

Perché non si vede il fantasma?

Un fantasma che si rispetti è bianco, va in giro di notte e fa i dispetti ai vivi. Però il fantasma di una ciclista di 28 anni che viene sbattuta sull'asfalto da un taxi in una notte uggiosa di fine ottobre non è bianco e non si fa vedere. E' leggero come l'aria che entrava nei capelli di Eva quando girava in bici per Roma, lontano da Brno, la città dove era nata. Ha tutti i colori dell'arcobaleno, quello che Eva vedeva dietro al Colosseo lungo una strada percorsa decine di volte. Questo fantasma non si fa vedere, è come una bolla di sapone, si confonde con la forma delle nuvole dove ora Eva ci aspetta, ancora incredula della sorte che il destino le ha riservato. E già Eva, hai ragione, perché morire ammazzati di notte, colpiti alle spalle da un taxi che sfreccia a tutta velocità, lascia senza parole. Quello che invece non capisco è che senza parole ci siano rimasti anche i tanti altri che invece avrebbero dovuto parlare, scrivere, far sapere: non una riga di commento ...