Domenica 1° giugno, il grande rugby italiano è a Città di Castello, in provincia di Perugia. Grande nel senso di grande organizzazione, grande sportività, grande divertimento. In realtà il 3° torneo Città di Castello è stato dedicato ai piccoli e non ai grandi, ai giovani del rugby, nelle categorie under 7, 9, 11, 13 e 15. C'era un numero incredibile di ragazzini, di familiari, di allenatori. I dialetti si intrecciavano in una lingua franca che partendo dal veneto si addolciva in riva all'Arno e si troncava sulle sponde del Tevere. In 9 ore di sport, decine di incontri e scontri, mai una parolaccia o un gesto sconveniente (tranne che da un personaggio -recidivo- polemico e "rosicone" che vale la pena identificare: l'allenatore di una delle giovanili dei "Bombi" di Firenze, squadra che per la simpatia e la bravura degli altri allenatori e di tutti i giocatori non merita di essere identificata da una persona che dello spirito del rugby non ha davvero appre...
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