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Visualizzazione dei post con l'etichetta piste ciclabili

Roma, città ostile alle due ruote: neanche 1% degli spostamenti in bici

Riprendo un ottimo articolo di Simona De Santis sul Corriere on line edizione Roma, dove si parla della situazione vergognosa della ciclabilità romana. In più (ma è solo questione di vanità personale) l'articolo è impreziosito da una foto scattata da magociclo il 27 settembre 2011 a piazza S. Salvatore in Lauro. ROMA - Anche il sindaco di Londra, Boris Johnson, l’aveva detto un anno fa: «Roma deve aumentare le bici in centro», tuonò il primo cittadino londinese durante una visita nell’Urbe. Nulla di fatto. Il bike sharing è fermo, graniticamente fermo, ed è scivolato ancora (dopo la proroga di un mese) il bando per l’assegnazione del nuovo gestore per le due ruote «in condivisione». Ed è di questi giorni la sciabolata di Legambiente: a Roma solo lo 0,4% degli spostamenti avviene in bicicletta, risultato inferiore rispetto a tutte le grandi città italiane. Insomma, la mobilità sostenibile resta un miraggio nella Capitale. Associazioni e ciclisti urbani sono sul piede di guerra: ...

Foto del giorno su "Il Corriere della Sera"

Prepotenza in pista - Pista ciclabile lungo la via Cristoforo Colombo: una macchina ostruisce del tutto l'ingresso e l'uscita delle biciclette della pista. La Polizia municipale pensa di essere in grado di reprimere o almeno contenere questa dilagante prepotenza? Questa foto, scattata e commentata da magociclo, è stata pubblicata su Il Corriere della Sera, dorso Roma, dell'8/01/2011 e sul sito del Corriere.it come "foto del giorno"

XVII Municipio di Roma, mosca bianca della città

A Roma c'è un quartiere, in gran parte coincidente con il territorio del XVII Municipio, dove il ciclista urbano sente di poter ancora avere delle speranze. Parlo di "Prati" o, per maggior precisione dei "Prati di Castello". E' la zona della città che si estende alle spalle di Castel S. Angelo (il Castello) e che dagli inizi del '900 è stata massicciamente edificata con uno stile "sabaudo": palazzi squadrati, strade che si incrociano ad angolo retto, a formare un reticolo del tutto nuovo alla capitale. Oggi in Prati hanno sede la città della Giustizia (Tribunali vari sparsi in un largo raggio) e, di conseguenza, centinaia di studi professionali, uffici pubblici (la Corte dei Conti), la RAI (via Teulada e viale Mazzini), la Finmeccanica, e così via. Ebbene in questo quartiere, complici la dissennatezza e l'assoluta mancanza di senso politico (intendo il senso politico delle attuali maggioranze di governo nazionale e locale) degli amministrat...

Traffico sulle piste ciclabili a Roma

Che le piste ciclabili romane siano affollate è un magnifico segnale. Che addirittura ci sia la fila per passare è un segnale importante. Che a causare la fila dei ciclisti sia una transenna posta dal dicembre 2008 sulla più lunga e suggestiva ciclabile della capitale è uno scandalo! ciclisti impegnati nel superamento con scavalco di una delle due transenne che chiudono la ciclabile Tevere Nord all'altezza del ponticello sul fosso Cremera Il sindaco Alemanno in settimana ha presentato il bilancio dei primi due anni della sua giunta. Basta questa fotografia per sintetizzare il giudizio dei ciclisti sui due anni di giunta Alemanno: inutili, se non dannosi.

La ciclabile Tevere nord non esiste più

Una bella mattina di fine febbraio: una famigliola decide di fare una passeggiata in bici sulla ciclabile Tevere nord. La imbocca all'inizio di via Capoprati. Pochi metri e... ...la ciclabile è interrotta per i lavori di costruzione del "ponte della musica" (lavori che, a vista, sembrano fermi da molte settimane). Per proseguire si deve salire una scaletta in metallo, portando la bici a braccia, perché la canalina per trascinare la bici è stata realizzata troppo vicina alla ringhiera della scala e i pedali strusciano. Salita la scala, la famigliola arriva sul marciapiede che costeggia il lungotevere Maresciallo Diaz. Percorsi 100 metri sul marciapiede, i nostri devono scendere per una ripida rampa, conducendo la bici a mano, come imposto dal segnale stradale, per ritorna sul tracciato originario. Prima interruzione. La famigliola in bicicletta arriva a ponte Milvio, ma deve di nuovo salire una scomoda scala (anche qui la bici va portata a braccia) per proseguire sul tra...

Meta sudans, ovvero quelli del crodino

Ebbene sì, temo che da oggi la gloriosa squadra ciclistica "meta sudans" sarà additata come la squadra di quello " del crodino ". Ma andiamo in ordine. Alle 9.15, puntuali come un orologio i "meta sudans" si ritrovano all'inedito meeting point di ponte Milvio, a Roma. Oltre al nocciolo duro della squadra (cito, per chi avesse perso la puntata precedente : Ventus, Masso, Parvus Magister e Magociclo) sono presenti Francesca e Giovanni. Al loro apparire un brusio di stupore: i due sono perfettamente equipaggiati, con tutina, caschetto, occhiali, scarpe tecniche con tacchette e...mountainbikes. Come mountainbikes, dirà il fedele lettore? I meta sudans non sono gli apostoli dell'asfalto e delle ruote sottili? Anche i tre gregari "meta sudans" rivolgono uno sguardo interrogativo al capitano Ventus, che ha diramato gli inviti alla pedalata. Il capitano però vuol stare lontano dalle polemiche e si lascia scivolare l'interrogativo addosso, si...

Copenhagen, le biciclette e il nostro futuro

Forse è vero, sto diventando noioso a forza di parlare di Copenhagen e delle sue biciclette. Però nelle scorse 2 settimane Copenhagen è stata al centro dell'attenzione mondiale per la Conferenza sul clima. La Conferenza è stato un mezzo fiasco, l'organizzazione non è stata impeccabile, ma tutti i delegati hanno potuto personalmente verificare l'impegno dell'amministrazione cittadina nel promuovere CONCRETAMENTE l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. La scelta dell'amministrazione danese è stata quella di separare il traffico motorizzato dalle biciclette, creando piste e percorsi dedicati. Io sposo in pieno questo indirizzo, e ritengo che al momento non vi siano alternative, anche per le città italiane: costruire ciclabili, separare il traffico motorizzato da quello ciclistico, chiudere fette di città al trasporto motorizzato, migliorare il servizio di trasporto pubblico urbano. E se tutto questo dovesse costare il sacrificio di qualche "...

Copenhagen, città dei ciclisti

Copenhagen - City of Cyclists from Colville Andersen on Vimeo . A Copenhagen l'amministrazione locale ha bandito un concorso di idee per progettare il nuovo sistema di bike sharing (quello attualmente in attività fu inaugurato nel 1995). Il nuovo bike sharing dovrà essere: - un prodotto attraente per gli ospiti della città - un pezzo indispensabile nel puzzle del trasporto per i passeggeri dei treni - un amico fedele nel momento del bisogno per gli abitanti della città - facilmente integrabile ed implementabile nella città esistente - unico, elegante, attraente - robusto Ciò significa tante cose. Innanzitutto che Copenhagen, che si definisce nei documenti pubblici "città dei ciclisti", progetta ed investe nel ciclismo urbano, inteso non come attività ludica, ma come parte integrata della pianificazione urbana. Secondo, l'amministrazione coinvolge in questa progettazione direttamente tutti coloro che sono interessati al tema, ascoltando e valutando le proposte. A c...

Cicloeuroviaggio 2009: la Drauradweg (ciclabile della Drava)

Eccoci arrivati all'ultima tappa del cicloviaggio 2009 in Europa: la Drauradweg , ovvero la ciclabile della Drava (Drau, in tedesco). Partendo da Dobbiaco, in Italia, si segue il corso della Drava, prima in Austria e poi, dopo oltre 360 km, in Slovenia fino a Maribor. Purtroppo non ho il tempo necessario per percorrerla tutta, ma un "assaggio" me lo voglio fare. E allora eccomi a Dobbiaco, pronto a partire. Nei primi chilometri, fino al confine con l'Austria, la pista corre praticamente in piano. Da lì inizia una discesa, che si accentua dopo Sillian e, dopo 50 km, arriva a Lienz. Il percorso è davvero stupendo: corre a fianco del fiume, che all'inizio è un veloce torrentello, ma che via via e si ingrossa rapidamente, alimentato dai tanti affluenti che scendono dalle montagne. E dopo Lienz la Drava si mostra già come un fiume "serio Pedalare qui è una vera festa: giovani, anziani, famiglie, cicloamatori, appassionati in mountain bike che raggiungono la base...

Cicloeuroviaggio 2099: il lago di Costanza

E' arrivato il momento di sperimentare anche le piste ciclabili che circondano il lago di Costanza. In sella all'affidabile Triban Trail 7 parto per il giro delle due nazioni: uscire dalla Germania, entrare in Austria e poi tornare di nuovo in Germania. Il tutto ovviamente sempre in pista ciclabile. I km scorrono veloci attraverso campi di mais o di mele, coltivati a filare. La prima tappa è Lindau, la porta tedesca sul lago di Costanza. Anche qui ovviamente bici ovunque. Ma i km mi aspettano e quindi riparto presto, per un percorso facile facile tutto sotto una galleria di alberi, che ripara dal caldo delle ore più calde. Ecco il confine con l'Austria Il paesaggio diventa meno curato, la ciclabile presenta qualche crepa nell'asfalto; diciamo che, con il dovuto rispetto, mi sento meno lontano da casa. Arrivo a Bregenz. Mangio un bel gelato, passo davanti alla stazione e resisto alla tentazione di inforcare il treno (ne passa 1 ogni 30' su entrambe le direzioni: da ...

Cicloeuroviaggio 2099: Friedrichshafen e il lago di Costanza

Eccoci ora sul lago di Costanza, o Bodensee (in tedesco), sulla sponda tedesca, a Friedrichshafen, nella cittadina dove proprio in questi giorni si sta svolgendo l'annuale salone del ciclo Eurobike . Qui tutto parla di Zeppelin, o meglio, del conte Ferdinand von Zeppelin, inventore del dirigibile. Sul lago c'era una piattaforma dove i dirigibili venivano assemblati e da cui decollavano. La città si sviluppa lungo il lago e, inutile continuare a ripeterlo, è percorsa ovunque da piste ciclabili. O meglio, tutto il lago è circondato (e raggiunto) da piste ciclabili. Siamo in una specie di "capitale" europea della bicicletta. Una rete di questo tipo genera ovviamente un gran traffico di bici, che deve essere disciplinato e che determina problemi che vanno affrontati e risolti. Il parcheggio ad esempio: non sarebbe possibile legarle ad un palo, e via, come si usa da noi a Roma. Non basterebbero tutti i pali della città! In stazione ho avuto modo di fotografare le solite ra...

Cicloeuroviaggio 2009: Titisee e la Schwarzwald (la Foresta Nera)

Anche la Foresta Nera, in Germania, è percorsa da una fittissima rete di sentieri e vie ciclabili, che consentono, oltre a rilassanti passeggiate, i collegamenti fra i tanti paesini che ne costeggiano i confini. Il tutto ovviamente ben segnalato con cartelli chiarissimi, riportanti anche le possibili coincidenze con altri mezzi di trasporto (ad esempio, la lettera H indica una fermata di autobus) e le distanze da percorrere. Per chi invece voglia rimanere con le ruote sull'asfalto, ci sono sempre le immancabili piste ciclabili "cittadine" da percorrere nella massima sicurezza Qui siamo a Titisee, cittadina turistica, ai margini della foresta nera, dove un papà porta in bici i suoi due figli piccoli: Così i pedoni hanno la loro porzione di marciapiede dedicata e i ciclisti possono procedere senza rischio di investire qualcuno. Ci vuole tanto poco per evitare rovinose guerre fra poveri! Ma il sospetto che sto maturando è che si stia cercando di creare una barriera fumogena...

Cicloeuroviaggio 2009: friburgo

Lasciata la Francia, dopo una breve parentesi a Colmar (dove anche quando piove si va in bici, magari con l'ombrello) il cicloeuroviaggio mi ha portato in Germania, e più precisamente a Friburgo , nel Baden-Württemberg, una bella città universitaria, stracolma di giovani che si spostano, prevalentemente, in bicicletta. Questa è una delle prime immagini che mi ha accolto all'arrivo: un giovane che, alla guida di un tandem, portava a "tracollo" una scala a pioli di legno. Mi ha colpito la quasi totale assenza di ciclomotori in città, bilanciata dalla presenza di una vera rete di piste ciclabili, che si intersecano, si fondono, si dividono e servono tutta la città

Cicloeuroviaggio 2009: percorso ciclabile lungo il bacino del fiume Doubs

Nuova tappa del cicloeuroviaggio: partenza dal piccolo borgo di Quingey : saluto gli amici camperisti attendati lungo le splendide sponde del fiume Loue e mi avvio in bici verso il Doubs, lungo il quale scorre un percorso ciclabile , che parte da Besancon e continua per 185 km (si tratta di uno spezzone della via ciclabile Eurovelo 6 che collegherà Nantes a Budapest) tranquillo, parte su asfalto e parte su sterrato, lungo il fiume, in leggera, continua salita. Peccato che ci siano pochissimi cicloturisti: il "business" qui non è stato sviluppato come in Austria, e chi si sposta in bici per viaggio deve tenere conto di questa situazione. In compenso i panorami sono dolci, l'aria è fresca e le persone gentilissime. Non ultimo il cibo eccellente: se vi capita di passare di là, non perdetevi la trota alle mandorle o la salsiccia di Morteau, vere specialità del territorio! Siamo lontanissimi dal caos cittadino e mi domando come mai non siano milioni i cicloturisti, vista l...

Magociclo is back

Magociclo, fedele al suo nome, nel mese di agosto ha scorrazzato in bici su strade e ciclabili di Francia, Germania e Austria. Ed ora è pronto per raccontarvi le "meraviglie" del mondo civile, la civilità dei paesi dove i ciclisti sono rispettati come persone, dove ci sono ciclabili per andare al lavoro, a scuola, a passeggio. Paesi dove le ciclabili collegano città anche lontane, consentendo di spostarsi normalmente in bici. Per iniziare, posto una foto che sarebbe magnifico vedere anche in Italia: Lindau, città tedesca vicino al confine con l'Austria. Una folla di ciclisti che attende l'apertura di un passaggio a livello.

E' l'offerta che crea la domanda

Sono i cycling hubs una delle risposte inglesi alla pressante richiesta di mobilità quotidiana a medio raggio, quella dei pendolari o meglio, in inglese, dei commuters. Si tratta di centri attrezzati posti nelle immediate vicinanze di stazioni ferroviarie, attrezzati con posteggi per bici, meccanici e negozi specializzati in vendita di tutto ciò che attiene alla biciclette. In pratica il commuter arriva alla stazione e lì trova la sua bici posteggiata. La prende, la usa e poi alla sera la posteggia nuovamente e riprende il treno per tornare a casa. Il progetto però non è lasciato alle belle parole, ma è supportato da un signor investimento di oltre 5 milioni di sterline da parte del governo di Sua Maestà la Regina, come riporta il quotidiano "The Guardian" nel numero del 23 giugno scorso. L'obiettivo è quello di portare gli spostamenti quotidiani su bicicletta dall'attuale 2% al 34% dell'Olanda. Punto centrale dell'iniziativa sono i posteggi per le bicicl...

Finalmente una proposta intelligente

Stavolta devo davvero fare ammenda: devo rendere merito a 41 parlamentari (primo l'on. Dussin, della Lega nord) che lo scorso 29 gennaio hanno presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge dal titolo "Norme per lo sviluppo della mobilità ciclistica, per la promozione dell'uso della bicicletta e per la realizzazione di reti di percorsi ciclabili" La proposta prevede investimenti di 300 milioni di euro all'anno per valorizzare il settore della mobilità ciclabile, al fine di portare un numero sempre maggiore di cittadini a scegliere le due ruote non inquinanti. Circa il 50% degli studenti, osserva l'on. Guido Dussin, dichiara che il suo mezzo di trasporto preferito per recarsi a scuola è la bicicletta. Ma per una politica efficace a sostegno della bici, occorre ragionare, sottolineano i firmatari della proposta, in termini di "rete": studiare cioè un insieme di percorsi ciclabili destinati in via prioritaria ai ciclisti principianti, "l...