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Pietre d'inciampo 2019 a Roma

In occasione della prossima "giornata della memoria" l'artista tedesco Gunter Demnig è tornato nella capitale per proseguire la sua "missione" iniziata oltre 10 anni fa: ricordare gli orrori delle deportazioni nazifasciste ponendo una "pietra d'inciampo" nei luoghi dove i deportati vivevano a Roma. La pietra d'inciampo, un sampietrino ricoperto da una lamina di ottone riportante il ricordo del deportato, viene posizionata di solito davanti al portone dell'abitazione dove il deportato viveva. E oggi, 15 gennaio 2019, Gunter Demnig ha iniziato il suo lavoro ponendo la prima pietra della giornata in via delle Fornaci 39, all'ombra del cupolone di San Pietro, dove risiedeva Renato De Santis, deportato il 4 gennaio del 1944 nel campo di sterminio di Mathausen in Austria. Alla cerimonia hano partecipato una delegazione dell'ANPI, numerose scolaresche del quartiere e il presidente del municipio. Qui tutte le foto d...

Pietre d'inciampo a Roma per ricordare gli orrori delle deportazioni e dei campi di concentramento

L'artista tedesco Gunter Demnig il 10 gennaio 2012 ha posizionato a Roma una "pietra d'inciampo" (i sampietrini da lui creati, coperti da una targa dorata che ricorda i nostri concittadini deportati dai nazisti nei campi di concentramento e mai più ritornati) in ricordo di Dario Di Cori, davanti alla sua casa in piazza Ippolito Nievo 5. Alla breve cerimonia hanno partecipato il presidente del XVI municipio, Fabio Bellini, il consigliere Raffaele Scamardì, i familiari di Dario Di Cori ed esponenti della comunità ebraica romana. Nelle foto Gunter Demnig posiziona la pietra d'inciampo, aiutato dagli operai del comune, e al termine saluta il presidente del XVI municipio, Fabio Bellini. Gunter Demnig  si accinge a posizionare la "pietra d'inciampo" in memoria di Dario Di Cori La pietra d'inciampo viene collocata nel marciapiede  davanti al portone di piazza Ippolito Nievo 5, dove abitava Dario Di Cori Dario Di Cori  fu arrestato dai na...

Sampietrini della memoria a Roma

Una tranquilla passeggiata di fine anno nel quartiere Prati, in via Germanico per la precisione. Vetrine, turisti, profumi che escono dalle pasticcerie, quando l'occhio viene attirato da tre macchie dorate sul selciato. Guardo meglio: sono tre placche metalliche annegate nel cemento del marciapiede. Sopra ogni placca c'è scritto qualcosa: mi chino, leggo la prima: " Qui abitava Augusto Efrati, nato 1916, arrestato 16.4.1944, deportato Auschwitz, morto 19.3.1945, Gross Bosen ". La seconda " Qui abitava Clara Barroccio Efrati, nata 1891, arrestata 16.10.1943, deportata Auschwitz, morta in luogo ignoto in data ignota ". La terza " Qui abitava Giuseppe Efrati, nato 1880, arrestato 16.10.1943, deportato Auschwitz, assassinato 23.10.1943 ". Alzo lo sguardo verso il portone: è il civico 96 di via Germanico, e ricordo di aver letto qualcosa su questa iniziativa alcuni mesi fa: le tre placche sono tre " pietre d'inciampo o sampietrini della m...

Il giorno della Memoria

In occasione della celebrazione della giornata della Memoria del prossimo 27 Gennaio alcuni municipi di Roma (I, II, VI, IX, XVI e XVII) hanno finanziato e patrocinato un progetto consistente nell’installazione di 30 Stolpersteine (pietre d’inciampo) nei marciapiedi prospicienti le abitazioni di cittadini romani deportati per motivi razziali, politici, militari e per lavori coatti. due "pietre d'inciampo" Sono normali sampietrini con la sola differenza di avere la superficie superiore, a livello stradale, di ottone lucente. Su di essa sono incisi: nome e cognome del/lla deportato/a, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte. Il progetto sarà inaugurato dall’artista tedesco che lo ha creato, Günter Demnig. L’idea di Demnig risale al 1993 quando l’artista fu invitato a Colonia per una installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista de...