martedì 23 agosto 2016

Incendi di fine estate a Roma

"Rome is burning", questo il titolo di un sito statunitense di news oggi pomeriggio. Ed effettivamente Roma stava bruciando sotto l'effetto devastante di un forte vento di maestrale.

Le fiamme più violente sono scoppiate nella mattina di martedì 23 agosto nell'area del "Pineto" in zona Roma nord. Alte colonne di fumo si sono subito levate e sono state viste da ogni quartiere della città.

Nel pomeriggio per tentare di contrastare l'avanzate delle fiamme sono stati impiegati mezzi aerei: due Canadair, che hanno fatto la spola fra il litorale di Ostia, dove si sono riforniti di acqua, e il cuore dell'incendio


e alcuni elicotteri dell'esercito, per lanciare enormi secchiate di acqua sul fuoco.

I piloti dei Canadair, per essere maggiormente efficaci, hanno operato delle audaci "picchiate" verso il cuore delle fiamme, tra una selva di tetti ed antenne





Istantanee da una vacanza

Val di Fassa e monti che la circondano. Agosto 2016





lunedì 11 gennaio 2016

Borsa di studio Rosa Varvara

L'Università Angelicum ha consegnato, venerdì 8 gennaio 2015, le prime due borse di studio intitolate alla memoria di Rosa Varvara.

Le borse sono assegnate a due studenti particolarmente meritevoli, e coprono una parte della quota di partecipazione al master in "Management e Responsabilità Sociale d'Impresa".
Rosa Varvara aveva conseguito il diploma del master nel 2012, prima di iniziare la sua, purtroppo brevissima, carriera professionale nel settore della Corporate Social Responsibility.

La borsa di studio erogata dall'Università Angelicum ha l'obiettivo di mantenere nel tempo la memoria di una studentessa, di una professionista, di una donna davvero speciale.

giovedì 19 novembre 2015

A Corviale fiaccolata per la legalità

Vince solo chi custodisce. Questo slogan scandito a perdifiato dalle centinaia e centinaia di persone scese in strada nel quartiere romano di Corviale ha accompagnato la fiaccolata per la legalità.

L'iniziativa è nata come forma di ribellione contro l'incendio doloso che la scorsa settimana è stato appiccato alla piccola casetta in legno del centro sportivo del Calcio Sociale.

Molte le autorità presenti, ma quello che ha colpito di più è stata la folta presenza di bambini, giovani, donne, famiglie. Persone non abituate a manifestare in strada, che stavolta però hanno voluto gridare la propria rabbia contro un gesto di degrado indirizzato contro un simbolo di rinascita e riscatto del quartiere.


Il reportage fotografico completo è su Repubblica.it

giovedì 3 settembre 2015

Addio Rosa

Ciao Rosa, alla fine te ne sei andata via senza che riuscissi a darti nemmeno una carezza o un bacio. Ma forse non avresti voluto, perché eri troppo riservata per concederti un riconoscimento di debolezza. Infatti eri sì sorridente, solare, bellissima, ma anche una gran "capa tosta".

Quante volte abbiamo discusso e mai, davvero mai, sono riuscito a farti cambiare idea. Al limite, ma proprio al limite, accettavi di fare i lavori che ti chiedevo, sottolineando però con chiarezza che non eri d'accordo.
Ci conoscemmo poco più di tre anni fa: tu una giovane studentessa fuori sede ed io un vecchio prof. Mi colpì la tua serietà, la tua voglia di fare sempre tutto nel miglior modo possibile, il tuo desiderio di imparare, conoscere, sapere. Ci trovammo a discutere di libri, di articoli, di approfondimenti del programma.

Poi iniziammo a lavorare insieme, fianco a fianco: prima lo stage, poi i contratti a tempo, poi finalmente l'assunzione. Tu eri felice, ma dopo poco cominciasti ad avvertire alcuni segni della malattia. Eppure in tre anni mai un lamento, una parola di stanchezza o di sofferenza è uscita dalla tua bocca. L'importante per te era non restare indietro con il lavoro e soprattutto che nessuno in ufficio conoscesse le tue difficoltà di salute. Orgoglio, dignità, fierezza, tutte parole che descrivono bene il tuo approccio ai rapporti con gli altri.

Sapevo da molti mesi che stavi percorrendo una strada maledettamente segnata, ma fino all'ultimo ho sperato che il miracolo avvenisse. Avevo chiesto, due anni fa, alla Madonna di Lourdes di accoglierti nella Sua protezione ed ero convinto che, attraverso i medici che ti curavano, il miracolo fosse avvenuto.

Ma il Signore aveva per te altri programmi. Ci siamo visti l'ultima volta il 14 maggio: eri preoccupata perché sentivi un fastidio alla gola che ti impediva di parlare e deglutire. Io ti salutai augurandoti di rivederti dopo un paio di giorni di riposo.

Non ti ho più vista: quando venni in ospedale ai primi di agosto per portarti una copia del bilancio di sostenibilità al quale avevi tanto lavorato rispettai il tuo desiderio. Lascia il libro a Tommy e me ne andai senza entrare nella tua stanza. Nel pomeriggio, era un sabato, la tua telefonata. Una voce stanca ma bella, con la quale hai voluto ringraziarmi. Da allora non ti ho più nemmeno sentita. Da allora solo messaggini su Whatsapp e poi, all'improvviso...più niente. Pamela aveva preso il tuo cellulare e mandava poche notizie, sempre le stesse, tragiche, strazianti notizie.
Stamattina ti sei stufata ed hai deciso di andartene: questa storia della malattia era durata anche troppo per i tuoi gusti. Non potevi più perdere tempo qui fra noi, hai cose molto più belle e interessanti da vedere e fare in cielo. Lo so che ora sei felice, stai bene. Però, mannaggia, mi manchi tanto.
Addio Rosa

lunedì 3 agosto 2015

Laghi in città

A Roma un'alternativa affascinante per un pomeriggio di estate.
Per trascorrere qualche ora a contatto con la natura è possibile andare nei "laghi" cittadini: specchi d'acqua, spesso all'interno di parchi storici, che consentono di dimenticare la città e sentirsi avvolti da un'atmosfera a volte da sogno. Iniziamo, seguendo le foto esclusive di Paolo Cerino, con Villa Pamphili, che di laghetti ne ha ben due.



Il primo è il più piccolo, con un ponticello che lo sovrasta, una cascatella che lo alimenta e le sponde accessibili ricche di cespugli fioriti. Qui è il regno di bambini e famiglie, che utilizzano gli ampi prati come una spiaggia. 




Il secondo, il lago del Giglio, è una perla naturalistica. Recentemente ripulito, sembra un frammento di foresta nella città, con gli affluenti, le sponde ricche di vegetazione e le acque verdi e calme.






Di tutt'altro genere il famoso laghetto di Villa Borghese, meta di turisti e romani anche per la possibilità di una divertente remata su una delle tante barchette.


E' più piccolo dei precedenti, ma ugualmente splendido per l'ambientazione storico-artistica, sormontato dal tempio di Esculapio, e il prezioso giardino che lo circonda, ricco di flora anche esotica come i bambù.



A villa Ada troviamo un grande lago, centro della vita artistico culturale estiva della villa, con la penisola sede di manifestazioni musicali e teatrali.




Qui troviamo sponde ampie e ben curate dove è possibile sostare per leggere un libro, scrivere su un quaderno o semplicemente prendere il sole.



Diverso da tutti i precedenti è il laghetto dell'Eur, entrato di diritto nei luoghi della memoria romana. Stretto fra grattacieli e palazzi in vetro e acciaio, è sempre vivo e animato, frequentato da persone di ogni età alla ricerca di un momento di frescura e serenità.



Ma a volte la tranquillità è rotta dalle tante manifestazioni sportive che vi svolgono, come quella nelle nostre foto: i campionati nazionali di canoa-polo, con tantissimi atleti in acqua e un pubblico appassionato e chiassoso sulle rive.