martedì 6 marzo 2012

Il quattrocento a Roma: S. Clemente

Ieri sera, 5 marzo, presso la basilica di S. Clemente, si è tenuto il primo dei cinque incontri della rassegna "1512-2012: a cinquecento anni dalla Volta della Sistina e dalla Stanza della Segnatura. Raffaello, Michelangelo e il rinascimento a Roma.". L'incontro di ieri ha avuto come titolo "Il quattrocento a Roma". Sono intervenuti d. Andrea Lonardo, direttore dell'ufficio catechistico della diocesi di Roma ed il prof. Antonio Manfredi, scriptor della Biblioteca Vaticana, sul tema "La cultura del Quattrocento a Roma e la Biblioteca Apostolica vaticana".



Qui la raccolta delle foto della serata (le immagini scorrono automaticamente. Se si vuole rallentare lo scorrimento, oppure si vuole vedere un ingrandimento, è sufficiente cliccare l'immagine):

lunedì 5 marzo 2012

Fotografare è...

Fotografare è solo incidentalmente una professione, o una vocazione. Da quasi due secoli è un comportamento, una relazione, un modo di affiancare al mondo i propri segni.
Michele Smargiassi, Fotocrazia

Roma, città ostile alle due ruote: neanche 1% degli spostamenti in bici

Riprendo un ottimo articolo di Simona De Santis sul Corriere on line edizione Roma, dove si parla della situazione vergognosa della ciclabilità romana.
In più (ma è solo questione di vanità personale) l'articolo è impreziosito da una foto scattata da magociclo il 27 settembre 2011 a piazza S. Salvatore in Lauro.

ROMA - Anche il sindaco di Londra, Boris Johnson, l’aveva detto un anno fa: «Roma deve aumentare le bici in centro», tuonò il primo cittadino londinese durante una visita nell’Urbe. Nulla di fatto. Il bike sharing è fermo, graniticamente fermo, ed è scivolato ancora (dopo la proroga di un mese) il bando per l’assegnazione del nuovo gestore per le due ruote «in condivisione». Ed è di questi giorni la sciabolata di Legambiente: a Roma solo lo 0,4% degli spostamenti avviene in bicicletta, risultato inferiore rispetto a tutte le grandi città italiane. Insomma, la mobilità sostenibile resta un miraggio nella Capitale. Associazioni e ciclisti urbani sono sul piede di guerra: sotto accusa inoltre le assai precarie condizioni delle piste ciclabili.
Foto di magociclo pubblicata su Corriere.it/Roma
 SOSTENIBILITA’ E AMBIENTE – Secondo l’indagine resa nota da Fiab, Legambiente e Città in Bici, una Capitale virtuosa dovrebbe registrare almeno il 15% di spostamenti su due ruote ecologiche e una mobilità in auto (e moto) minore del 50%. Ma i dati caratterizzano invece la Città eterna come fanalino di cosa in Italia con solo il 34% di “spostamenti sostenibili”, realizzati in bici (0,4%), a piedi (6,1%), con il mezzo pubblico (27,7%), e ben il 66% di “spostamenti insostenibili”, attuati in auto o moto. Tra le grandi città, Milano conta 15 mila cicloparcheggi, Padova una bicistazione da 900 posti. Nella fascia delle città medie, Reggio Emilia ha 56 chilometri di “zone 30” (con limite di velocità fissato a 30 chilometri orarii) e 175 chilometri di rete ciclabile, Parma una bicistazione da 3 mila e 400 stalli. E i centri più piccoli non sono da meno: Cremona presenta oltre 2 mila cicloparcheggi, Asti 28 chilometri di “zone 30”. CAPITALE FANALINO DI CODA – «E' uno scandalo – sottolinea il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati – In quattro anni Roma non ha fatto nulla per i ciclisti, l'Assemblea capitolina non è stata nemmeno in grado di approvare il piano della ciclabilità. Il piano è stato presentato più volte, approvato in giunta il 24 marzo 2011, presentato il 9 maggio: che altro dobbiamo aspettare per vederlo approvato e finanziato? Per far partire gli interventi per nuove piste? Per dotare Roma di un bike sharing
Questo è lo stato comatoso del Bike Sharing romano:
stalli vuoti circondati da moto e scooter
come quello di tutte le altre città italiane ed europee?  Vanno subito reperiti i 40 milioni necessari ad anticipare la realizzazione degli interventi a breve e medio periodo». E, aggiunge Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio «chiediamo all’assessore Visconti, interventi forti: l’obiettivo finale di 986 chilometri di piste al 2020 è lontanissimo». PIANO CICLABILITA’ IN STALLO – Dal Campidoglio ricordano i progetti già avviati. «La pista ciclabile della Nomentana è in corso di progettazione e sarà realizzata entro la prossima primavera - afferma l’assessore all’Ambiente, Marco Visconti. - Con l'adesione alla Campagna del Times di Londra “Salva-ciclisti”, il Campidoglio si è impegnato ad accelerare i tempi di approvazione del Piano della ciclabilità». E, continua Visconti, «sono in realizzazione 4 importanti percorsi ciclabili che si aggiungono a quello appena realizzato con il Ponte della Scienza, che raccorda i quartieri Ostiense e Marconi: il raccordo Tor Pagnotta-stazione metro Laurentina, all'interno del corridoio della mobilità; la pista ciclabile che mette in collegamento il Santa Maria della Pietà con la stazione di Valle Aurelia; la pista di via Palmiro Togliatti-Parco della Cervelletta e quella che dal Torrino conduce all'Eur. Ad aprile installeremo i primi 200 portabici nei principali nodi di scambio». «OBIETTIVI LONTANI» – Il Parlamento Europeo, già nel 2002, ribadiva la necessità di incrementare gli spostamenti con bicicletta e il Piano Quadro di Roma pone obiettivi precisi: passare da 225 a 1.200 chilometri di rete ciclabile (oggi 115 chilometri sono nel verde e solo 110 su strada), da 26 a 350 stazioni per il bike sharing, con nuovi parcheggi nei nodi di scambio. Ad oggi risultano già finanziati solo 65 chilometri di nuovi itinerari. Nel piano, la rete ciclabile principale è composta da 361 chilometri di piste, di cui 70 esistenti, 50 finanziati e il resto da finanziare. La rete ciclabile locale ha invece circa 40 chilometri di piste già realizzate, 17 già finanziati e circa 550 pianificati. Accanto a queste, ci sono, nel piano, quasi 150 chilometri di corridoi verdi. E, lunedì 5 marzo vengono consegnate le nuove biciclette ai ragazzi del progetto Pica, Percorsi ciclabili sicuri, iniziativa a cura dell’assessore Visconti e dal presidente della commissione sicurezza, Fabrizio Santori, «per monitorarne lo stato e ideare interventi di ottimizzazione della fruibilità». «Troppo poco», concludono le associazioni.

venerdì 2 marzo 2012

Il contributo della bicicletta all'economia della Germania

L'ETRA (European Twowheel Retailers' Association), l'Associazione Europea dei rivenditori di veicoli a due ruote, ha pubblicato sul suo sito alcuni dati molto interessanti sul contributo che l'industria della bicicletta porta all'economia della Germania.
In Germania lo scorso anno sono state vendute circa 4 milioni di biciclette, a fronte di 3,7 milioni di autovetture e il volume di vendite totali nel settore ciclistico (compresi accessori e assistenza) è stato di circa 5 miliardi di euro. Il potenziale di crescita annuale del mercato delle bici è stimato in 3,65%, mentre per altri beni di consumo è di circa l'1,02%.
Ma c'è di più: in Germania l'industria della bicicletta dà lavoro a 278.000 persone, fra fabbriche, negozi, infrastrutture, turismo e altri settori di nicchia.
La bicicletta è il mezzo di trasporto più diffuso e popolare nel paese dove si fabbricano Mercedes, BMW, Volkswagen, Opel... Ci sono infatti 69 milioni di bici in circolazione: (a fronte di 42,9 milioni di automobili) e l'80% dei tedeschi adulti possiede almeno una bicicletta.



Fra il 2008 e il 2010 il prezzo di una bici è aumentato del 19,2%. In media un cliente spende circa 600 euro per acquistare una bicicletta nuova, mentre nei negozi specializzati il prezzo medio di una bici di marca è cresciuto da 1.057 euro del 2010 a 1.089 euro del 2011.
Anche le bici elettriche hanno avuto un ruolo in questa crescita del mercato: ben 300.000 e-bikes sono state vendute in Germania nel 2011, al prezzo medio di 1.975 euro. A solo titolo di confronto si pensi che nello stesso anno sono state vendute solo 1.800 automobili elettriche.
Questi dati sono stati comunicati durante la conferenza stampa tenutasi lo scorso 23 febbraio al VivaVelo da mr.r Mr Herrestahl, membro tedesco dell'ETRA e rappresentante del VSF (Verbund Service und Fahrrad).
Concludendo il suo intervento, Mr Herrestahl ha affermato che "la mobilità in bicicletta rappresenta oggi la risposta ad un sacco di problemi: traffico, inquinamento, rumore, cambiamenti climatici, incremento del prezzo dei carburanti. Tutti questi problemi non riguardano chi va in bici. per non parlare delle abitudini sedentarie della nostra società, che generano aumenti dei costi sanitari nazionali. Le biciclette possono essere acquistate ed usate senza ricetta del medico!"



Corviale, un quartiere vivo

A Roma, nel quartiere di Corviale, in un ampio locale nella "pancia" del Serpentone, Roma Capitale ha aperto un Farmer's Market, 
un mercato a km zero, dove il sabato e la domenica gli agricoltori e gli allevatori della regione possono vendere direttamente i loro prodotti,
 evitando lunghi, costosi ed inquinanti trasferimenti della merce. 
Corviale purtroppo viene spesso citato, a sproposito, come esempio di degrado urbano e come fonte di problemi legati principalmente all'ordine pubblico.


Invece Corviale è un quartiere complesso, con mille anime, con tanti problemi 
ma anche con tanti aspetti positivi, quali il movimento di rugby giovanile, che richiama oltre 500 ragazzi e adolescenti, 
la piscina, la biblioteca, il centro commerciale.
Il Farmer's market è un altro segno di vitalità di un quartiere poco conosciuto e spesso mal giudicato.

mercoledì 29 febbraio 2012

Luce per bici senza batterie e senza dinamo: la Magnic Light

E' ancora in fase sperimentale, ma se dovesse essere prodotta in scala industriale la Magnic Light promette di essere un'ottima soluzione per rendere visibile il ciclista nel buio e per illuminarne la strada. Si tratta di una innovativa dinamo sviluppata dal tedesco Dirk Strothmann, che la definisce la prima dinamo compatta per biciclette senza contatti. Non ci sono batterie, è una vera e propria dinamo, che però non è in contatto fisico con il cerchione.


Funziona con tutti i tipi di cerchioni metallici (di solito fatti in alluminio, acciaio o magnesio). Anche l'alluminio e il magnesio, pur non essendo magnetici (ma paramagnetici) sono però materiali conduttivi. I movimenti relativi dei magneti e del materiale conduttivo vicino inducono delle correnti parassite - dette anche correnti di Foucault - nel materiale conduttivo, nel nostro caso il cerchione metallico. Queste correnti parassite hanno i loro campi magnetici che vengono assorbiti dal generatore del Magnic Light, producendo in questo modo energia elettrica.


Benchè non vi sia frizione, l'assorbimento dei campi magnetici genera un minimo di effetto frenante, quindi l'ottenimento dell'energia non è esattamente a costo zero. Magnic Light contiene i LED più efficienti al momento disponibili sul mercato (i (CREE XM-L T6) per ottenere la massima luminosità con la minima energia."
Il progetto è interessante, ma per essere finanziato e sviluppato cerca sostenitori: sul sito è attivo un count-down. Occorrono 50.000 dollari entro il 19 marzo. Attualmente la sottoscrizione è a 32.000 USD, quindi il traguardo non appare impossibile.

 

Marco Visconti censura i commenti nel suo blog AGGIORNAMENTO

AGGIORNAMENTO DEL 29 FEBBRAIO, ORE 22.20.
Grazie allo stratagemma di "er magister", che ha postato il mio commento all'interno di un suo commento, il gestore del blog di Visconti ha dovuto togliere il filtro della moderazione e, come per miracolo, il commento di magociclo è stato reso visibile. Giustificazione, risibile: filtro automatico anti spam. Risposta: non può essere perché il commento era stato accettato e non respinto dal gestore del blog, ma reso invisibile ai lettori con l'artificio della coda di moderazione. Grazie dunque a "er magister". Ma mi domando se con questi politici sia utile un qualunque tipo di dialogo.

A seguire il testo postato prima che l'artificio di "er magister" sbloccasse la situazione.
L'assessore all'ambiente del comune di Roma, Marco Visconti, censura i commenti all'interno del suo blog.
Il 28 febbraio Marco Visconti posta nel suo blog queste parole: "Roma Capitale aderisce e promuove la campagna “Salva ciclisti” lanciata dal Times di Londra che recentemente ha stilato otto punti per favorire ed incentivare la mobilità ciclistica, garantendo le condizioni di sicurezza per chi pedala. Il Sindaco Alemanno, che ho sentito a riguardo, ha assicurato l’adesione della Capitale alla Campagna che, dunque, oggi avviamo ufficialmente anche nella nostra Città."
Sempre il 28 febbraio, alle 18.53, posto il seguente commento, firmando con il nickname "magociclo" ed inserendo la mia email: "Non prenda impegni assessore, visto che ancora non siete riusciti a mantenere quelli presi in questi anni. Limitatevi, se volete e se potete, a fare un po’ di ordinaria amministrazione (tipo multe per eccessi di velocità, multe per sosta in doppia e tripla fila. rimozione auto in sosta su strisce, fermate bus, discese da marciapiede), che già sarebbe di grande aiuto per noi ciclisti, visto l’abbandono in cui dobbiamo muoverci. Gli impegni solenni speriamo che li prendano, seriamente, i prossimi amministratori di Roma. Sul tema della mobilità voi siete stati già bocciati."

Quindi una critica aspra, severa, ma corretta, senza insulti, minacce o termini che possano giustificare una censura. Eppure, a 15 ore dall'invio del mio commento, questo appare ancora in moderazione, mentre è stato pubblicato il commento di un altro lettore, sempre critico, ma più pacato del mio.

Insomma, sembra che a Marco Visconti non piacciano le critiche troppo severe. Io credo che se un politico apre un blog, deve mettere nel conto che non gli arrivino solo complimenti, ma anche critiche, anche aspre. Ma allora forse Marco Visconti dovrebbe smettere di fare il politico e tornare a fare il suo lavoro. Già, ma qual è il lavoro di Marco Visconti? qual è la sua qualificazione professionale? Dalla biografia riportata sul sito del comune di Roma purtroppo non traspare una specifica competenza professionale, né una qualificazione accademica e sembra che Marco Visconti si sia dedicato sempre e solo alla politica a partire dall'età di 28 anni. Ma forse è solo modestia: Marco Visconti non vuole dare informazioni che esulino dal suo ruolo di uomo pubblico.
Questa è la biografia citata:

Nato a Roma nel 1966, un figlio. Iscritto fin da giovanissimo nelle liste del Msi-Dn Eletto nelle liste del Msi-Dn consigliere della XIX Circoscrizione nel 1994. Confluito in A.N. dopo la svolta di Fiuggi. Vicepresidente della XIX Circoscrizione dal 1994 al 1995 e presidente dal 1995 al 1997, rieletto consigliere nel 1998. È stato quindi presidente del Municipio XIX dal 2001 al 2006. Eletto consigliere comunale nelle liste di An nel maggio 2006. Dal 2006 al 2008 vicepresidente della Commissione consiliare Patrimonio e membro delle Commissioni consiliari Sicurezza e Lavori pubblici e Trasporti del Comune di Roma. Ha fatto parte dell'esecutivo romano di Alleanza nazionale ed è stato vice capo, nell’esecutivo provinciale, del Dipartimento politico delle infrastrutture. Con l'elezione del sindaco Gianni Alemanno ha assunto la carica di presidente della Commissione Patrimonio e Casa ed è divenuto membro delle Commissioni Lavori pubblici e Commercio.

martedì 28 febbraio 2012

Lezioni di pieghevole al ciclopranzo

Impariamo a chiudere o aprire una pieghevole Dahon MU Uno (oggi però fuori produzione) in meno di 15 secondi:


Mi fa piacere ricordare che a Roma le bici pieghevoli possono essere trasportate in metropolitana gratuitamente senza limiti di orario

PS: grazie a Diego, che si è reso disponibile con gentilezza a mostrare la praticità della sua Mu Uno. Grazie anche perché l'ha prestata a chi, incuriosito, ha voluto provarne le caratteristiche su strada.

Ciclopranzo a piazza del Popolo

Oggi Ciclopranzo a piazza del Popolo, Roma. Tanti i ciclisti, che, approfittando della pausa pranzo, si sono incontrati per mangiucchiare insieme qualcosa parlando di biciclette e traffico.

C'è anche un breve documento video:



Verso le 14.00 siamo poi stati raggiunti da un drappello di #salvaiciclisti provenienti da via dei Fori,

dove alla presenza di giornalisti e parlamentari, hanno mostrato a che velocità vanno le automobili nel centro di Roma. Al ciclopranzo grande interesse hanno suscitato le bici pieghevoli, presenti in gran numero.

Anche un carabiniere dei reparti a cavallo si è avvicinato (senza il cavallo, ma con speroni e mantello!) per chiedere informazioni dettagliate sulla Brompton di Marco Bike, la famosa "dama bianca"


In sintesi: tante persone, con età, esperienze, lavori, storie personali differenti, accomunati dalla convinzione che un mondo migliore, più semplice, più pulito, meno basato sui soldi e sul petrolio è possibile, se solo lo vorremo. E un passo verso questo mondo nuovo può essere davvero lo scegliere di muoversi con la bicicletta.

Qualche foto dell'incontro:

lunedì 27 febbraio 2012

Perché gli Olandesi vanno in bici? qui si parla delle ciclabili, ma anche di politica, economia, salute e vite umane

Guardare alle esperienze degli altri può essere di aiuto. Questo video spiega come hanno fatto gli olandesi a trasformare le loro città in amiche della bicicletta.
A seguire ho inserito la traduzione in italiano dei testi, che possono anche essere letti direttamente sui sottotitoli in inglese cliccando su "cc":


Traduzione del testo (l'ordine segue, in via di massima, la sequenza delle slides. Ad ogni cambio di slide corrisponde, più o meno, un "a capo" del testo tradotto):

  • l'Olanda è il paese con la maggior percentuale di ciclisti al mondo
  • ma è anche il posto più sicuro al mondo dove si possa pedalare,
  • soprattutto grazie alle magnifiche infrastrutture a servizio dei ciclisti, che si trovano
  • ovunque nel paese.
  • Come hanno fatto gli olandesi ad ottenere questa rete
  • di piste ciclabili di alto livello?
  • Molti, compresi anche tanti olandesi, credono che
  • le piste ciclabili siano sempre esistite.
  • Questo è solo parzialmente vero.
  • Sì, (nel passato) esistevano alcune piste ciclabili
  • ma erano del tutto diverse da quelle odierne.
  • Strette, di materiali scadenti, pericolose o addirittura assenti agli incroci e non collegate fra di loro.
  • E poi, in realtà, le piste ciclabili non erano indispensabili (in quell'epoca)
  • I ciclisti erano di gran lunga più numerosi di ogni altra forma di traffico.
  • Dopo la 2a Guerra Mondiale tutto mutò.
  • Gli olandesi dovettero ricostruire il loro paese
  • e divennero molto benestanti.
  • Dal 1948 al 1960
  • il reddito medio crebbe del 44%
  • fino ad uno strabiliante + 22% raggiunto nel 1970.
  • La gente ora poteva permettersi beni costosi.
  • E, soprattutto dal 1957 in poi, questo benessere portò molte automobili nelle strade.
  • Strade che, nella maggior parte delle vecchie città, non erano fatte per le automobili.
  • Così edifici vennero demoliti per lasciar posto alle automobili
  • ed anche alcune delle vecchie strutture per il ciclismo vennero distrutte.
  • Le piazze delle città furono trasformate in parcheggi
  • e il nuovo modello di sviluppo ebbe immense strade per il traffico motorizzato.
  • La distanza quotidiana media percorsa da un olandese passò da 3,9 km del 1957
  • a 23,2 nel 1975.
  • Ma i costi di questo progresso furono tremendi:
  • la mobilità in bicicletta divenne marginale, diminuendo del 6% ogni anno.
  • E 3.300 vite vennero perse
  • nel solo 1971.
  • Oltre 400 di questi morti
  • furono bambini sotto i 14 anni.
  • La mattanza di bambini
  • fece scendere la gente nelle strade
  • per protestare.
  • Stop agli assassinii di bambini.
  • Chiedevano strade più sicure per i bambini...
  • per i pedoni e per i ciclisti.
  • Le loro proteste furono ascoltate.
  • Soprattutto quando nel 1973
  • la prima crisi del petrolio fermò il paese.
  • L'allora primo ministro disse ai cittadini olandesi che quella crisi
  • avrebbe cambiato la vita.
  • Che il paese avrebbe dovuto cambiare strada e diventare meno dipendente dal petrolio.
  • Ma disse anche che quel cambiamento sarebbe potuto avvenire senza un peggioramento nella qualità della vita.
  • Le norme per incoraggiare la mobilità in bicicletta si adattavano perfettamente a questo scenario.
  • Le domeniche a piedi per risparmiare petrolio
  • servirono anche per far ricordare alla gente
  • come fossero le città senza automobili.
  • Proprio in quel periodo
  • i primi centri cittadini furono liberati dalle automobili
  • permanentemente.
  • E le proteste continuarono.
  • La motorizzazione di massa uccideva la gente,
  • le città e l'ambiente.
  • Manifestazioni di massa di ciclisti
  • attraverso le città dell'Olanda e minori iniziative di protesta in favore di
  • infrastrutture al servizio della mobilità in bicicletta
  • crearono quella consapevolezza che
  • alla fine portò ad un cambiamento del pensiero verso le politiche dei trasporti.
  • Alla metà degli anni '70
  • le cittadine iniziarono a sperimentare percorsi ciclabili completi e sicuri,
  • separati dal traffico (motorizzato)
  • Finanziate dal governo nazionale
  • le prime piste ciclabili furono create da zero 
  • a Tilburg e L'Aia.
  • Guardandole ora, quelle possono essere viste come l'inizio delle moderne politiche a favore della mobilità in bicicletta.
  • La mobilità in bicicletta crebbe in misura esponenziale:
  • all'Aia dal 30 al 60%.
  • E a Tilburg del 75%.
  • Il detto "Costruitele (le ciclabili) e (i ciclisti) verranno"
  • in Olanda si è dimostrato vero.
  • Quindi, per ricapitolare
  • cosa ha determinato il cambiamento in Olanda?
  • C'erano problemi di:
  • città che non potevano affrontare incrementi di traffico,
  • che portarono a demolizioni e a espropri di spazi pubblici
  • consegnati al traffico motorizzato;
  • un intollerabile numero di morti per incidenti stradali che portarono a proteste pubbliche di massa;
  • crisi petrolifere ed economiche che portarono alla penuria di benzina e ad alti
  • prezzi dell'energia.
  • La soluzione fu trovata nella volontà politica a livello nazionale e locale
  • dove entrambi i livelli parteciparono alle decisioni ed alla pianificazione degli interventi
  • per risolvere la situazione.
  • Allontanarsi da politiche centrate sull'automobile
  • per passare a soluzioni basate su trasporti alternativi all'auto,
  • come la mobilità su bicicletta.
  • Oggi la mobilità su bicicletta è parte integrante delle politiche dei trasporti
  • E quali risultati hanno portato le proteste?
  • Le morti dei bambini (per incidente stradale) sono passate da oltre 400
  • a 14 lo scorso anno.
  • Questa strada (riferito alle fotografie presentate) oggi ha la sua pista ciclabile.
  • Questo ponte non aveva la pista ciclabile,
  • invece oggi ce l'ha.
  • Questa pista ciclabile solo verniciata sul selciato
  • è diventata una pista ciclabile permanente,
  • e le macchine sono state definitivamente allontanate da questa zona.
  • Questo è il famoso posto dell'insegna "I Amsterdam"
  • nel passato uno dei primi luoghi delle proteste
  • I manifestanti sarebbero stati molto più comodi oggi a sdraiarsi per terra!
  • Questi non erano e non sono problemi esclusivi dell'Olanda 
  • e anche le soluzioni non dovrebbero esserlo.

Starke, la bici con presa USB

Paura di restare con l'Ipod scarico oppure di avere il tablet con la carica agli sgoccioli?
Ora esiste la possibilità di ricaricare smart phone e tablet pedalando su una bici lungo le strade delle nostre città.  L’idea è semplice ma, al contempo brillante. E così l’azienda tedesca Silverback ha lanciato un prototipo di bicicletta (la Starke) dotata di porta USB incorporata, posta proprio sotto il manubrio.



Dunque, mentre il ciclista pedala, l’energia prodotta dalla dinamo posta nel mozzo della ruota anteriore può essere utilizzata per ricaricare tablet, lettori MP3 e smart-phone tramite la porta USB; oppure per far funzionare le luci della bici.


Silverback Starke, il cui telaio è in lega di nichel, è una linea di biciclette (costose!) che comprende anche i modelli a pedalata assistita, dotati di una piccola batteria di sostegno per tratti di particolare difficoltà.  Comunque tutte le bici sono dotate della dinamo al mozzo, che produce anche l'energia per l’illuminazione, e della porta USB.
Qui c'è un filmato, con audio in inglese, dove vengono spiegate le caratteristiche del modello a pedalata assistita. Però c'è anche una veloce illustrazione della presa USB

giovedì 23 febbraio 2012

Salviamo i ciclisti - 2a fase

Sindaco Alemanno,
come avrà già avuto modo di apprendere dalle notizie degli ultimi giorni, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per mortalità in bicicletta. Negli ultimi 10 anni ben 2.556 ciclisti hanno perso la vita sulle nostre strade ed è per porre freno a questa situazione che due settimane or sono abbiamo lanciato in Italia la campagna #salvaiciclisti con cui abbiamo chiesto al Parlamento italiano l’applicazione degli 8 punti del Manifesto del Times. In questi i giorni il Parlamento sta facendo la propria parte ed una proposta di legge sottoscritta da (quasi) tutte le forze politiche è pronta per la presentazione alla Camera e al Senato. Senza il suo preziosissimo contributo di amministratore locale, però, anche la migliore delle leggi rischia di restare lettera morta ed è per questo chiediamo la sua adesione alla campagna #salvaiciclisti per il miglioramento della sicurezza dei ciclisti nella sua città. Aderendo a #salvaiciclisti si impegnerà quindi a:
  1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale, 
  2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali, 
  3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili), 
  4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle “Zone 30″ e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti, 
  5. Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan, 
  6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali, 
  7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell’arte nel proprio comune di competenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell’anno appena trascorso e gli obiettivi futuri, 
  8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista, 
  9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza, 
  10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città
È perché riteniamo che la campagna #salvaiciclisti sia dettata dal buon senso e da una forte dose di senso civico che chiediamo un suo contributo affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail al sindaco della propria città e ai sindaci delle città capoluogo di regione. Il gruppo su Facebook sta aspettando nuove idee per continuare la campagna.
Hanno aderito alla seconda fase della campagna #salvaiciclisti:




  • http://www.magociclo.blogspot.com/
  • http://piciclisti.wordpress.com
  • http://amicoinviaggio.it
  • http://rotafixa.it
  • http://biascagne-cicli.it
  • http://nuovamobilita.wordpress.com
  • http://mazzei.milano.it
  • www.ediciclo.it
  • www.ciclomundi.it
  • http://festinalente.ztl.eu
  • http://milanonmybike.blogspot.com
  • http://areabici.blogspot.com
  • www.greenme.it
  • www.bicizen.it
  • http://Fiab-onlus.it
  • http://LifeGate.it
  • http://lifeintravel.it
  • http://Lucaconti.blogspot.com
  • www.raggidistoria.com
  • http://www.ciclonauti.org
  • http://riky76omnium.wordpress.com
  • http://34×26.wordpress.com
  • http://ilikebike.org
  • http://rotalibra.wordpress.com
  • http://mammiferobipede.wordpress.com
  • http://Urbancycling.it
  • http://biciebasta.com
  • http://muoviequilibri.blogspot.com
  •