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Visualizzazione dei post con l'etichetta bicipensiero

Bicipensiero

"Per portare quarantamila persone al di là di un ponte in un'ora ci vogliono dodici corsie se si ricorre alle automobili e solo due se le persone vanno pedalando in bicicletta." Elogio della bicicletta, Illich Ivan,Bollati Boringhieri editore

Continuiamo a parlare di bici a Roma

G. Fontani ci racconta perché il progetto della ciclabile Nomentana è a rischio. Si tratta solo di un piccolo estratto dell'intervento, un cammeo a testimonianza dell'impegno di tanti ciclisti romani per una città più a misura d'uomo Alla fine del video si intravedono Caio Fabrizio, altro grande lottatore per una ciclabilità urbana, e Mrco Bikediablo (di spalle con la maglia rossa). La ripresa è stata effettuata all'interno della libreria Rinascita il 21 febbraio 2009, nel corso dell'incontro "Il ciclismo urbano nella Roma dell'auto".

Bicipensiero

Voglio iniziare questa settimana con un "pensiero" positivo, proponendo una bella foto di Ilaria Rinaldini. Foto di Ilaria Rinaldini

Siamo arrivati alla fine dell'anno

Un post di fine anno richiederebbe un bilancio del 2008 ciclistico, cominciando magari dal bike sharing interruptus per proseguire con le ciclabili, sempre più dissestate ed abbandonate a se stesse. O magari approfondendo i temi di una politica inesistente sulla mobilità, che favorisce l'utilizzo dell'autovettura privata (con l'abolizione delle vie verdi) ovunque, consentendo anche l'invasione dei marciapiedi e infischiandosene del collasso del traffico e dell'aria ormai mefitica. Certo il 2008 è stato anche l'anno del "Mobility day" o delle splendide visite guidate da Caio Fabrizio alle bellezze di Roma Proviamo perciò, con un grande sforzo, a guardare avanti con entusiasmo. Voglio augurare a tutti noi ciclisti romani di essere così, usando la metafora del "gruppo": tutti uniti, impegnati a pedalare per le vie di Roma (nella foto siamo a via dei cerchi) lungo lo stesso percorso, tutti in gruppo, ognuno con il suo ruolo e con le sue capacit...

Bicipensiero: "...ora che c'è la guerra ci mettiamo a buttare soldi in una bicicletta?"

All'interno dell'officina, invasa da vecchie biclette, ... Renato è inginocchiato ad adorare una bicicletta bluastra. In piedi accanto a lui ci sono il ragioniere Pietro Amoroso, suo padre, perplesso, a braccia conserte, e don Mimì il meccanico, orgoglioso del miracolo realizzato. Don Mimì: "telaio Maino, mozzi Atala, manubrio D'Ambrosio, cerchioni Bianchi, cambio Vittoria e Margherita Atala. Un lavoro a regola d'arte!" Consegna al ragazzo una pompetta d'olio mimando il gesto di oliare la catena. Don Mimì: "la catena però è nuova, la devi oliare spesso." Renato annuisce soddisfatto. Suo padre tentenna perplesso... Padre: "Non sarà pericolosa?" Renato: "Ma quale pericolosa!" Il meccanico, ferito nell'orgoglio, sbotta: "Ragioniere, ci sono pure quelle nuove." Padre: "Mimì, ora che c'è la guerra ci mettiamo a buttare soldi in una bicicletta?" E sospirano tutti e due, in sintonia. Malèna: sceneggiatura,...

Bicipensiero: la caduta

"...se t’appassioni a qualcosa, devi accettare che questa fiamma possa pure presentarti un conto, in qualche modo qualche volta. Sono gli inevitabili lati negativi, quelle situazioni che accadono – tu lo sai, hai già visto i risultati sulla pelle degli altri – ma che speri, o credi, che per te salteranno il turno, inghiottendo il malcapitato tuo prossimo... Tutto accade in un attimo, sei in sella e poi è una centrifuga e quando tutto è finito speri che quello dietro di te faccia in tempo ad accorgersi e spostarsi prima di colorarti con le sue ruote. Accade che ti tocchi con il manubrio del tuo vicino e da veloce plani a lento lentissimo sulla strada che t’accoglie a calci e pugni. Accade che ti rialzi ed il primo pensiero sia “accidenti, ho rigato la bici”; pensiero che dura fino alla prima fitta acuta, al primo amico che s’avvicina e ti chiede se ti gira la testa, se ti senti qualcosa di rotto." tartaluca

Bicipensiero. La (pre)storia della bicicletta 8

1869. Velocipede Finisce qui la breve (pre) storia della bicicletta. Abbiamo un veicolo a 2 ruote che si sposta, in equilibrio, spinto dalla pedalata. Certo, manca la trasmissione (catena, corona e pignone), mancano tanti componenti, ma la bicicletta "c'è"!. Da quegli anni tanti passi sono stati fatti, ma la gioia di pedalare è rimasta sempre la stessa.

Bicipensiero. La (pre)storia della bicicletta 7

1868. Velocipede

Bicipensiero. La (pre)storia della bicicletta 6

1850. Triciclo Immagine tratta da "The Story of the Bicycle", di John Woodforde Pubblicato da Routledge, 1977 ISBN 071008644X, 9780710086440

Bicipensiero. La (pre)storia della bicicletta 5

1839. Aellopodes Immagine tratta da "The Story of the Bicycle", di John Woodforde Pubblicato da Routledge, 1977 ISBN 071008644X, 9780710086440

Bicipensiero. La (pre)storia della bicicletta 4

1821. Gompertz Immagine tratta da "The Story of the Bicycle", di John Woodforde Pubblicato da Routledge, 1977 ISBN 071008644X, 9780710086440

Bicipensiero. La (pre)storia della bicicletta 3

1819, Inghilterra. Donne su un veicolo a 2 ruote "hobby-horse" Immagine tratta da "The Story of the Bicycle", di John Woodforde Pubblicato da Routledge, 1977 ISBN 071008644X, 9780710086440

Bicipensiero. La (pre)storia della bicicletta 2

Velocifero o Draisina. 1818 Immagine tratta da "The Story of the Bicycle", di John Woodforde Pubblicato da Routledge, 1977 ISBN 071008644X, 9780710086440

Bicipensiero. La (pre)storia della bicicletta 1

Celerifero. 1793 Immagine tratta da The Story of the Bicycle, di John Woodforde, pubblicato da Routledge, 1977 ISBN 071008644X, 9780710086440

Bicipensiero (Einstein)

1933. Albert Einstein fa un giro in bicicletta davanti alla casa di un amico, a S. Barbara, in California.

Bicipensiero (la bicicletta della nonna 2)

"...Aveva il telaio robusto e un colore grigio cielo, i freni a stecche che erano un prodigio meccanico, le manopole di madreperla e il carter che girava tutto intorno alla catena. Nonostante abbassasse il sellino fino al limite, la nonna, che era piccolina, non è mai riuscita a dare un colpo di pedale intero, per cui abbozzava solo la pedalata e, appoggiata col busto tutto davanti, sul manubrio, il suo non sembrava un andare in bicicletta, ma un gioco d'altalena sui pedali, un volo di zanzara." Alberto Garlini, Una timida santità, Sironi editore - Pagina 147

Bicipensiero (la bicicletta della nonna1)

"...la prima cosa che il nonno ha regalato alla nonna è stata la bicicletta. Correva l'anno 1947, o forse 1948, quando un mattino il nonno ha aperto la porta di casa e ha chiamato forte il nome della nonna: "Tina...Tina...!" , "Cosa c'é?... " ha risposto lei dall'alto, dalle camere da letto, "Vieni giù!..." ; la mattina possiamo immaginarla bella e luminosa e calda, non costa niente; e la nonna è scesa per le scale e, uscita nell'aia, contro il muro, ha visto quel portento tecnico, che allora doveva luccicare nei cerchioni, odorare di gomma nei pneumatici, squillare come un cardellino nel campanello tondo. "E' per te..." le ha detto il nonno e alla nonna è venuto da piangere: era il primo regalo della sua vita..." Alberto Garlini, Una timida santità, Sironi editore - Pagina 147