Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta economia

Il contributo della bicicletta all'economia della Germania

L'ETRA (European Twowheel Retailers' Association), l'Associazione Europea dei rivenditori di veicoli a due ruote, ha pubblicato sul suo sito alcuni dati molto interessanti sul contributo che l'industria della bicicletta porta all'economia della Germania. In Germania lo scorso anno sono state vendute circa 4 milioni di biciclette, a fronte di 3,7 milioni di autovetture e il volume di vendite totali nel settore ciclistico (compresi accessori e assistenza) è stato di circa 5 miliardi di euro. Il potenziale di crescita annuale del mercato delle bici è stimato in 3,65%, mentre per altri beni di consumo è di circa l'1,02%. Ma c'è di più: in Germania l'industria della bicicletta dà lavoro a 278.000 persone, fra fabbriche, negozi, infrastrutture, turismo e altri settori di nicchia. La bicicletta è il mezzo di trasporto più diffuso e popolare nel paese dove si fabbricano Mercedes, BMW, Volkswagen, Opel... Ci sono infatti 69 milioni di bici in circolazione: ...

Siamo meglio noi o la Germania?

La città di Mannheim, nel Land meridionale del Baden-Württemberg, in Germania, ha promesso nei giorni scorsi di dare 50 euro a chi decide di acquistare una nuova bici. L'operazione riguarderà solo i primi cento abitanti di Mannheim che si recheranno in un apposito ufficio del comune a partire dal 2 maggio. Riceverà il bonus chi ha acquistato una bicicletta da città, escluse quindi le mountain bikes o altri tipi di due ruote. L'obiettivo naturalmente è di incentivare i consumi, aiutare la produzione locale, con un occhio all'ambiente. Da noi invece il governo ha stanziato quasi 9 milioni di euro per erogare bonus a chi acquista un veicolo a 2 ruote, moto e bici comprese. E questo già è un problema, perché le moto e gli scooter si papperanno una bella fetta di incentivi. L'aspetto interessante è che per usufruire del bonus bici (30% del costo della bici e comunque fino ad un massimo di 700 euro) non bisogna rottamare niente. Però, e qui vengono le note dolenti, il bonus s...

Ma allora sperare non è ancora un reato!!

Come avrete notato, ho inserito in testa al blog il banner prodotto da Legambiente per pubblicizzare le iniziative di opposizione al nucleare. Del tema nucleare già avevo parlato in un precedente post , ma ho ritenuto utile evidenziare per qualche settimana che in questo blog la linea di pensiero è chiara: sono contrario all'utilizzo su larga scala dell'energia elettrica prodotta da centrali nucleari. Sono contrario per paura ma anche per convinzione economica. Purtroppo però i nostri attuali governanti vedono lontano quanto una talpa affetta da miopia, e preferiscono misure di respiro cortissimo a iniziative di tipo strategico. Basti pensare a quello che sta avvenendo per fronteggiare la crisi economica che ci attanaglia: la risposta migliore che hanno dato qual è stata? incentivi per la vendita di nuove automobili. Quindi, in altre parole, saranno spesi soldi pubblici per aumentare il traffico, continuare ad avere un'aria mefitica (tranquilli, inquinano ben bene anche gl...

Cosa ne pensano gli italiani del nucleare

Nei giorni scorsi molti quotidiani hanno dato risalto ad una ricerca Demos dal titolo "gli italiani e il nucleare". I titoli erano più o meno di questo tenore: Gli Italiani e il nucleare, maggioranza favorevole . Sono allora andato a cercare la ricerca Demos ed i risultati che trovato non sembrano sostenere questi titoli. Dal grafico emerge che meno della metà degli intervistati è favorevole alla produzione dell'energia elettrica dal nucleare. Questa valutazione si amplia ulteriormente se si vede che solo il 41% è favorevole alla costruzione di una centrale nucleare nella provincia dove abita La sensazione è che nelle valutazioni giornalistiche i risultati siano stati "piegati" alle valutazioni che l'attuale maggioranza di governo ha sviluppato su un ritorno italiano al nucleare. A questo punto allora le domande vorrei porle io oggi ai nostri politici: Poiché allo stato attuale delle conoscenze scientifiche non è possibile rendere inerti le scorie dei mater...

Una bici non finisce mai di essere utile

Chissà se vi è mai capitato di battere con la ruota anteriore della vostra bici contro il bordo di un marciapiede. Le conseguenze spesso sono irreparabili, con la gomma bucata e il cerchio irrimediabilmente piegato. Allora si va dal ciclista, si comprano gomma e cerchio nuovi, si prendono i vecchi e... e no, un momento, oggi non si butta più, si ricicla, come ha ingegnosamente fatto Jan Willem van Breugel, un signore olandese che ha creato un'azienda, la Wheels-on-fire , per vendere oggetti realizzati con parti di recupero di bicicletta. E così il cerchione piegato diventa un lampadario moderno e la camera d'aria bucata, opportunamente lucidata e intrecciata con altre gomme diventa una comoda poltrona o una bella borsa per lo shopping.

Dalla bicicletta all'Alitalia

Nello scorso mese di marzo commentai un articolo del WSJ sulla vicenda Alitalia , mantendo poi, per i motivi personali indicati nel post, un riserbo totale sulla vicenda, che avrebbe meritato invece ampio risalto. Oggi però, leggendo un articolo di Gianni Dragoni, da almeno 2 decenni commentatore dei fatti e dei misfatti diAlitalia sul Il Sole 24 ore, ho deciso di rompere nuovamente il silenzio per parlare della ex compagnia di bandiera. E così, chiedendo scusa agli abituali lettori del blog, dalla bicicletta passo, con un decollo verticale mozzafiato, all'Alitalia. Lasciando perdere le vicende del passato (e non si dovrebbe, perché conoscere e comprendere l'origine dei problemi aiuta a risolverli, e Dragoni ben conosce cosa successe nel passato, i compromessi scandalosi fra politica, sindacato e management non sempre all'altezza), Dragoni si focalizza sul confronto fra il piano di salvataggio proposto in primavera dal CEO di Air France, Spinetta, e il piano "Fenice...