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Ciao Fulvio

Se n'è andato sabato mattina, senza un saluto o una parola, velocemente, quasi a non voler disturbare troppo, com'era tipico del suo carattere... ...24 luglio 1996, sono quasi le 18.00, fa un caldo asfissiante nelle strade del centro di Roma. Entro per la prima volta nel palazzo che sarebbe diventato il mio nuovo ufficio per i successivi 13 anni: c'è l'incontro con i nuovi colleghi. Ne manca uno, mi dicono che è stato trattenuto da un impegno familiare ma ci avrebbe raggiunti più tardi. Dopo circa 1 ora entra nella stanza un signore dall'aria distinta, vestito elegantemente, di un'eleganza "antica", non modaiola, che fa venire in mente gli anni'60, forse anche per quel vezzo di portare a tracolla un inutile borsello. Cammina rapido, quasi scivolando per non disturbare la riunione. E' lui, è Fulvio, la persona con cui avrei lavorato a diretto contatto per 6 anni. Sembra un uomo chiuso, impenetrabile, ma è un'impressione: dopo pochi giorni av...

Pedalando nella Memoria - a Roma il V memorial Settimia Spizzichino

Domenica 25 gennaio 2009 si svolgerà a Roma la Manifestazione “Pedalando nella Memoria” - V Memorial Settimia Spizzichino. L'iniziativa nasce dalla volontà di ripercorrere ed unire i luoghi che hanno segnato i tragici accadimenti avvenuti a Roma durante il secondo conflitto mondiale attraverso attraverso la figura e la preziosa opera di testimonianza di Settimia Spizzichino. Sopravvissuta ai campi di concentramento, dal giorno della sua liberazione, Settimia Spizzichino ha impiegato il suo tempo a raccontare alle giovani generazioni la drammatica esperienza vissuta, con la convizione che l’unico modo per costruire il futuro è quello di conservare la memoria del passato. Una manifestazione programmata ed organizzata dai Municipi I, III, IX ed XI, con il Patrocinio della Provincia di Roma, in collaborazione con l’I.I.S. L. Pirelli, l’ANED – Sezione di Roma – e alla quale hanno aderito numerose Associazioni. La pedalata sarà articolata lungo due diversi percorsi iniziali che si unira...

Ciao Filippo

Lo scorso 20 settembre, partecipando al Mobility Day, non pensai che a pochi giorni di distanza avrei pianto la morte per incidente stradale di un collega ed amico. E invece venerdì scorso, 10 ottobre, in una bella giornata di sole, se n'è andato via così, Filippo, 47 anni, in un incidente stradale in motocicletta in provincia di Grosseto. Filippo Lanzidei amava le attività all'aria aperta, ed in particolare la corsa e la bicicletta, che usava ogni giorno per compiere una parte del percorso casa-lavoro. Spesso ne avevamo parlato: mi aveva chiesto consiglio su quale modello di bici fosse più adatto alle sue esigenze di commuter quotidiano. Era un vero appassionato, capiva di meccanica, ma soprattutto amava pedalare. Filippo amava profondamente la vita e le persone, aveva lo sguardo leale e trasparente ed il vuoto che ha lasciato nella nostra azienda è molto profondo, nonostante stesse con noi solo da poco più di 1 anno. E' difficile dire qualcosa di utile o di sensato in qu...

Un desiderio realizzato: cicloviaggio sul Danubio. Il Donauradweg in 7 giorni

Eccomi qua, rientrato alla base dopo un viaggio in una terra e in una realtà che, se non l'avessi provata di persona, non avrei mai creduto potesse esistere. 230 chilometri di piste ciclabili lungo il Danubio, per lunghi tratti su percorsi completamente riservati alle biciclette e per gli altri su stradine secondarie a traffico quasi inesistente, e comunque rispettosissimo dei ciclisti. Il gruppo, composto da Magociclo, i suoi due figli e dal magofratello, così si è presentato a Linz sulla linea di partenza: Da Linz le 6 tappe si sono sviluppate pianeggianti lungo le due rive del Danubio, offrendo scorci, panorami e sensazioni straordinari. All'inizio è stato necessario familiarizzare con le bici, di buona qualità, capire la segnaletica, orientarsi con il sistema delle ciclabili. Ma superata la fase di avvio il percorso è andato avanti senza intoppi, peraltro ottimamente organizzato dal tour operator che l'aveva organizzato ( girolibero e Donau Touristik) . Innanzitutto ...

Danubio in bici - aggiornamento n. 1

Cari amici, vi scrivo dalle rive del Danubio, da Perg per l'esattezza, dove sono arrivato da pochi minuti, dopo circa 45 km di viaggio da Linz. Come prima impressione credo di dover dare ragione a Caio Fabricius: la sensazione, almeno quella ciclistica, è di provenire dalla barbarie ed essere giunti nella terra promessa. Qui è tutto un intreccio di piste ciclabili, percorsi riservati alle bici, strade che si allontanano dalla viabilità motorizzata per consentire al ciclista di procedere con calma. E dove automobili e bici sono costrette ad incrociarsi non ho rilevato nessun gesto di sopraffazione o prevaricazione da parte degli automobilisti. La seconda riflessione parte dalla constatazione che la grande maggioranza dei ciclisti che ho incrociato lungo il danubio è italiana. Le provenienze sono diversificate: triveneto in testa, direi, poi emilia, toscana e lazio. Mi sono allora domandato: ma se ci sono tanti italiani interessati al cicloturismo, perché in Italia le iniziative che ...

25 aprile

Oggi il comandante B ha lavorato nella sua casa, dove ha ricevuto almeno 30 persone, secondo quanto riferiscono 2 persone al corrente dei suoi impegni. Io invece sono andato con Marco, in bicicletta, al sacrario delle fosse ardeatine: ho visitato la grotta dell'eccidio e recitato una preghiera sulle oltre 300 tombe dove sono sepolti i corpi degli sventurati uccisi per rappresaglia dagli occupanti nazisti. Ho pregato perché non accada mai più qualcosa di così orribile e perché i giovani di ogni paese conoscano e comprendano questi fatti e si impegnino a vivere sempre nella pace. Io ero, con tante altre persone, alle fosse ardeatine. Il comandante B no. La vita è fatta di scelte. Io ho scelto. Il comandante B pure.

23 aprile 1979

Oggi è il 29° anniversario della nostra (mia e di Marco) partenza per il servizio militare. Io destinato all'arma dei bersaglieri, Marco all'artiglieria. Ci aspettavano 5 mesi di corso durissimo, con ore e ore di studio, allenamento fisico, addestramento militare, turni continui di guardia e servizi. E poi altri 10 mesi (io in Liguria, Marco in Emilia) di servizio operativo, alle prese con situazioni sempre nuove, a contatto quotidiano con le armi, con persone di ogni età ed ogni ceto sociale, con il bisogno di definire ed affermare un nostro nuovo ruolo nell'ambiente in cui eravamo stati catapultati. La nostra vita stava per cambiare radicalmente, e ce ne rendevamo conto. Sapevamo che comunque sarebbe andata saremmo tornati, dopo 15 mesi, radicalmente cambiati. Lasciavamo alle spalle studi singhiozzanti, vite tranquille, amici, interessi personali. Dopo 15 mesi quei due ragazzi non ci sarebbero stati più, nel bene e nel male. Sarebbero tornati, a luglio del 1980, due uomin...