Passa ai contenuti principali

Ora voglio vedere se qualcuno riesce a bucare!

Ron Arad, designer israeliano, ha sviluppato una proposta davvero innovativa. Togliere dalle bici le delicate ruote composte da un cerchione e da un rivestimento (tubolare, oppure copertoncino e camera d'aria) rigonfio di aria. Sono un oggetto antiquato, roba del XIX secolo. Ora, nel XXI secolo si deve dare spazio alle leghe e ai metalli. Ed ecco allora l'idea: sostituire la vecchia ruota, quella che siamo abituati da sempre a vedere, con una "ruota" che ha la forma di una corolla di fiore, come la disegnerebbe un bambino.

18 petali di acciaio temprato per ogni "ruota", uno accanto all'altro, a creare la forma sferica, con una superficie di contatto con il suolo maggiore di quella di una normale ruota di bici.

la Soft-ride bike di Ron Arad
Il comfort? nessun problema dichiarano i collaboratori di Ron. Anzi, aumentando la velocità, il comfort è superiore a quello di una bici con le gomme. Magari in curva non terrà proprio benissimo, forse sul pavé di via dei Fori Imperiali traballerà un po'...ma vuoi mettere? e poi è molto chic, senza cavi, guaine...ops, ma non si vedono nemmeno le leve dei freni. Delle due, una: o è una "fixed" o ha un freno nel mozzo posteriore. Bisognerà chiedere agli amici "fissati" come potrebbe "skiddare" questa ruota di metallo. E se durante una "skiddata" si apre la corolla e i petali vanno ognuno per conto loro?

Ron Arad mostra orgoglioso la sua soft ride bike



Questa bici è all'asta. Se qualcuno fosse interessato può partecipare facendo un'offerta fino al 29 di ottobre su questa pagina di Facebook. E' la pagina dell'hotel "W", che ha promosso un'asta il cui ricavato andrà alla Associazione contro l'AIDS creata da Elton John. In questo momento la bici quota 5.250 sterline (circa 6.100 euro). Un po' costosa, ma vuoi mettere andare sulla al ciclo picnic o al bike-to-work lunch con questa bici? E poi stavolta voglio proprio vedere chi riesce a bucare!!

Commenti

Lug il Marziano ha detto…
Chissà com'e' silenziosa, poi...

Post popolari in questo blog

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...

Il Chopper di Alan Oakley e i miei sogni di ragazzino

È morto ieri a 85 anni Alan Oakley, l'uomo che nel 1967 progettò per la Raleigh uno dei più singolari e fortunati modelli di bicicletta, la "Chopper", che salvò dal fallimento la fabbrica inglese. Il primo esemplare della strana bici fu messo in vendita in Inghilterra nel settembre del 1969, ed uscì di produzione nel 1984 con il record di 1,5 milioni di pezzi venduti. Per noi adolescenti degli anni '70 la chopper era rivoluzionaria, con il suo sedile largo con lo schienale, il cambio con la leva come un'automobile, la ruota posteriore grande e quella anteriore piccolissima, il manubrio altissimo e ripiegato all'interno. Per noi ragazzi nati alla fine degli anni '50 la bici era solo quella pesante d'acciaio da corsa o da città, non c'era l'alluminio, al massimo l'olandesina, ma solo per le donne o per contadini emiliani. Ancora non erano nate le mountain bike e l'unica altra rivoluzionaria apparsa sulle strade era la Graziella...

Botero a Roma

 Siamo tornati a Roma, bisogna farsene una ragione. Le vacanze, belle o brutte che siano state, sono finite. E allora, cosa fare per alleviare la pesantezza di questi giorni di ripresa della routine quotidiana? Io una proposta ce l'ho: una breve passeggiata nelle bellezze del centro storico di Roma per ammirare, oltre a tutte le opere monumentali, le chiese, i musei che già conosciamo, anche l'esposizione temporanea di 8 opere di Botero, lo scultore colombiano. Il giro è semplice: si parte dal piazzale del Pincio, dove sono esposte la "Donna sdraiata" e la "Venere dormiente" Poi si scende a piazza del Popolo, dove, proprio davanti al celebre ristorante "Il Bolognese", troviamo le due statue "Adamo" e "Eva" Proseguiamo ora per via del Corso. La successiva opera è "Cavallo con briglie", in largo San Carlo al Corso. Ancora avanti lungo via del Corso, fino a piazza San Lorenzo in Lucina, dove al centro della piazza (pedona...