Passa ai contenuti principali

Inaugurazione a scoppio ritardato. La passerella resta chiusa

Peccato! Dopo aver dato risalto alla grande inaugurazione della passerella dentro Fontana di Trevi, celebrata lo scorso 30 giugno, dobbiamo purtroppo rilevare che la passerella non è stata affatto aperta, ma continua sfacciatamente a rimanere chiusa e il passaggio è impedito da grate metalliche.

Gli operai, in italiano stentato, bofonchiano qualcosa del tipo "lavori ancora da finire". E quindi, nonostante l'inaugurazione ufficiale, i discorsi delle autorità, i servizi su giornali e televisioni, la passerella non è stata ancora aperta al pubblico.

Eppure i tanti turisti presenti a Roma, sollecitati dal clamore che l'inaugurazione ha avuto sui mezzi di comunicazione, si avvicinano alla fontana con la speranza di poter traversare la passerella, almeno come parziale compensazione della chiusura dell'acqua, visto che il suo flusso è interrotto da oltre 1 mese e rimarrà ovviamente chiuso fino al termine dei lavori, previsto fra 15 mesi.

Anche un giovane disabile rimane visibilmente deluso: era venuto con la speranza di potersi avvicinare alla grande fontana utilizzando un percorso alla portata della sua sedia a rotelle.

Ma, come tutti, si è dovuto accontentare della solita foto-ricordo e di un gelato di consolazione.

Commenti

Post popolari in questo blog

Roma non è Valencia

Roma non è Ferrara, ma nemmeno Valencia. In questi giorni si discute a Roma della costruzione di un ponte ciclopedonale sull'Aniene che sarà pronto nel 2011 e di un ponte sul Tevere, all'altezza di lungotevere Flaminio, che la città aspetta da oltre 100 anni. E mentre Roma parla a Valencia, terza città della Spagna, 800.000 abitanti e 78 km di piste ciclabili, hanno costruito in 4 anni scarsi, praticamente dal nulla, un porto gigantesco e bellissimo per l’America’s Cup. Hanno creato un parco urbano, quello del Turia, deviando l’omonimo fiume, (avete capito bene: hanno deviato il letto del fiume dal centro della città alla periferia!!) che offre uno sfogo verde a tutta la città. Il vecchio corso del fiume è diventato il Jardín del Turia, grande giardino e polmone verde della città. Lungo questo giardino si alternano impianti sportivi e prati. Lungo le due (ex) rive si trovano alcuni dei principali musei, monumenti e punti di interesse turistico della città che rendono questo gra...

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico ...

Il Chopper di Alan Oakley e i miei sogni di ragazzino

È morto ieri a 85 anni Alan Oakley, l'uomo che nel 1967 progettò per la Raleigh uno dei più singolari e fortunati modelli di bicicletta, la "Chopper", che salvò dal fallimento la fabbrica inglese. Il primo esemplare della strana bici fu messo in vendita in Inghilterra nel settembre del 1969, ed uscì di produzione nel 1984 con il record di 1,5 milioni di pezzi venduti. Per noi adolescenti degli anni '70 la chopper era rivoluzionaria, con il suo sedile largo con lo schienale, il cambio con la leva come un'automobile, la ruota posteriore grande e quella anteriore piccolissima, il manubrio altissimo e ripiegato all'interno. Per noi ragazzi nati alla fine degli anni '50 la bici era solo quella pesante d'acciaio da corsa o da città, non c'era l'alluminio, al massimo l'olandesina, ma solo per le donne o per contadini emiliani. Ancora non erano nate le mountain bike e l'unica altra rivoluzionaria apparsa sulle strade era la Graziella...