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In memoria di Rosario, Franco, Domenico, Pasquale, Fortunato, Vinicio, Giovanni

Questi i nomi dei sette uomini che ieri sono stati falciati come oggetti sulla statale 18, in Calabria, da un'automobile guidata da un giovane di 21 anni, senza patente e drogato: Rosario Perri, Franco Stranges, Domenico Palazzo, Pasquale De Luca, Fortunato Bernardi, Vinicio Puppin e Giovanni Cannizzaro.
A voi, fratelli ciclisti, il mio pensiero e le mie preghiere. Alle vostre famiglie la partecipazione ad un dolore atroce. A tutti i ciclisti italiani l'invito a non mollare e a lottare per ottenere il rispetto al nostro diritto di voler vivere.
Questa è la canzone che Rosario, Franco, Domenico, Pasquale, Fortunato, Vinicio, Giovanni avevano scelto come loro "inno":

Commenti

Anonimo ha detto…
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/07/news/italia_pedala_pericolosamente-9908072/

GRANDE PAOLO RUMIZ!

MI PERMETTO DI SOTTOLINEARE ALCUNE FRASI DA MANDARE A MEMORIA O DA STAMPARE SU BIGLIETTO DA VISITA da tenere con sè come sostitutivo di rissa con sorciocorrente microcefalo sles

“Non ti guardano, non ti vedono. Non ti considerano una persona. Sei una bici, non un uomo, una donna e un bambino che va. Un bersaglio nel parabrezza. Un gioco della playstation a destra della mezzeria. Loro non ti sentono, hanno musica nell’abitacolo, telefonano, sono sigillati con l’aria condizionata, e poi c’è anche il motore che non fa rumore, non dice loro che vanno oltre il limite. L’elettronica li rende senza peso, massa inerziale; nasconde che il motore è un’arma e la patente un porto d’armi. E nemmeno tu li senti arrivare, perché oggi le macchine sono cose carenate e silenziose come ghepardi nella savana. Arrivano da dietro, a tradimento…..

La strada italiana è diventata un campo di battaglia e chi non ha la grossa cilindrata soccombe. Macchine sempre più potenti, fretta e frustrazione in aumento, insofferenza per chi va piano….

….È uno scontro culturale prima che urbanistico: la bici è vista un intralcio al traffico non la base per decongestionarlo. Aveva ragione Ivan Illich in quel geniale testo di economia che è “Elogio della bicicletta”. C’è una guerra civile in corso tra il mondo ad alta energia e bassa comunicazione interpersonale, e il suo opposto.

È sempre peggio: le statistiche che vantano la diminuzione degli incidenti stradali sono un bluff perché riguardano solo gli automobilisti. Per pedoni e ciclisti il numero dei morti è costante, se non in aumento, e di questo non si parla. ….se depuri il dato dagli incidenti in autostrada e quelli del sabato sera dove le bici sono assenti e il traffico a piedi pure, scopri che i ciclisti e i pedoni falciati in situazioni normali sono il cinquanta per cento e non il quindici come si afferma

Una delle cose più fenomenali è la faccia ebete di quelli che ti spalancano la portiera e anziché chiedere scusa dicono con gli occhi: ma tu che ci fai qui….

All’estero gli italiani li riconosci da una cosa: sono gli unici che ringraziano se li lasci passare sulle strisce pedonali
PAOLO RUMIZ

Ave Caiofabricius VALE
magociclo ha detto…
Mi piace così tanto l'articolo di Paolo Rumiz che ne faccio un post ad hoc

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