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Centrali nucleari: ci vogliono cento anni e centinaia di milioni di euro per chiuderne una

Il Sole 24 Ore, con un report pubblicato sul numero di lunedì 31 gennaio 2011, a pag. 11,  informa chiaramente su tempi e costi necessari per il "decomissioning" di una centrale nucleare. Possono essere necessari, secondo una ricerca dell'Università dell'Ohio, fino a 110 anni, così composti: 50 anni di fermo impianto per ridurre il livello generale di radioattività del sito, cui seguono 60 anni di smantellamento effettivo.
Deposito di scorie nucleari Assen II, in Germania

La Germania sta correndo ai ripari perchè, dopo aver stoccano centinaia di migliaia di fusti di scorie nucleari nelle miniere di sale di Assen, ha scoperto che le impreviste infiltrazioni di acqua nel sottosuolo avevano sciolto il salgemma ed intaccato i fusti contenenti le scorie.
Photograph by Emory Kristof, National Geographic
Insomma, sullo smaltimento delle scorie nucleari ci sono solo due certezze: i costi atronomici e l'impossibilità di renderle innocue. Il meglio che oggi la tecnologia consente è di accantonarle in un posto il più sicuro possibile, in attesa che nel futuro i nostri nipoti gestiscano il problema. In altre parole, la stessa logica che ha portato alla creazione delle mega discariche di immondizia ai bordi delle grandi città.

Commenti

Cristiano dalianera ha detto…
Leggevo da qualche parte che l'Ente Ambiente e Sviluppo di Vigevano ha trovato la soluzione definitiva allo smaltimento delle scorie radioattive. Verranno tutte convertite in Didò. La notiza sta nel fatto che di notte gli gnocchi di Didò brilleranno al buio. Per 12.000 anni.

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