Passa ai contenuti principali

Roma non è...

Interrompo brevemente le ciclocronache europee per rispondere ai 2 commenti ricevuti dal post precedente.
L'obiettivo delle mie cronache non è tanto sottolineare le lacune abissali che il nostro paese (e il centro sud in particolare) evidenzia in tema di mobilità ciclabile. Quelle purtroppo le conosciamo fin troppo bene! Né è mio intendimento glorificare solo quello che fanno all'estero.
Il mio scopo è quello di illustrare come possa esistere un altro modo di muoversi (e, in fondo, di vivere), un modo che non vede sempre e solo l'automobile privata al centro del mondo ma che sia articolato, con spazi adeguati ai trasporti pubblici urbani, ai treni e alle biciclette.
La bicicletta quindi vista non solo come mezzo di svago, ma come elemento, a pari dignità degli altri, per muoversi in città e fra le città.
E questo risultato è una realtà nei paesi dove i cittadini l'hanno preteso, i giovani per primi. Nessun amministratore avrebbe pianificato km e km di percorsi ciclabili se non ci fosse stata una richiesta forte da parte della cittadinanza.
Perciò il mio invito è quello di non scoraggiarci, ma anzi di trovare nelle belle situazioni che incontriamo all'estero nuova forza per importarle anche da noi.
Forse non saremo noi a godere i frutti di questa "pressione", forse saranno i nostri figli, ma sono certo che entro pochi anni le città non saranno più terreno incontrastato di dominio automobilistico.
E ora... avanti con le cicloeurocronache!

Commenti

Cormarco ha detto…
Non dico una novità ma, oltre al cronico problema delle ciclabili, qui a Roma il problema più grande è quello del mancato rispetto dei limiti di velocità. In questi giorni di scarso traffico assisto ogni giorno a decine di mini gran premi. Il primo, il più antico e prestigioso, avviene sul tratto dell'Olimpica che attraversa Villa Pamphili. Una volta c'era il limita a 70, le macchine andavano a 90; ora è stato abbassato a 50 (ma c'è solo un timido cartello a segnalarlo, per non turbare le residue coscienze dei automobilisti) le macchine vanno sempra a 90. Recentemente sono stato superato, da tutti come al solito, ma anche da una macchina della poliza municipale, amch'essa a 90. Di cosa stiamo parlando!.
Secondo gran premio, inaugato da poco tempo ma già con una grande tradizione e numero di lapidi sui bordi della strada, è quello di via Newton. Il solito mini cartello indica 70, ma si raggiungono tranquillamente i 140, autovelox? ma de che! Tanto le multe non si pagano, anzi la nostra giunta si vanta di aver cancellato le multe passate, Di cosa stiamo parlando!.
Terzo e ultimo, almeno per me, si svolge subito dopo sul viadotto della Magliana. Ma qui c'è una giustificazione tecnica. Come tutti sanno, con l'eccezione del mese di agosto, si crea un gigantesco imbuto all'imbocco del viadotto. Ora è sacrosanto pulire il motore dopo tanto penare allora via di corsa sul viadotto (limite 50 che qui diventa veramente pericoloso rispettare). Spesso e volentieri il risultato di questo continuo e quotidiano gran premio è il classico tamponamento che blocca per ore la carreggiata facendo perdere a tutti ore di vita. Tutto questo perchè qualcuno possa guadagnare non più di 30 secondi. Siamo veramente fatti strani.
Soluzioni? Autovelox, multe certe con ritiro patente. Seganlazione continua dei limiti di velocità con cartelli di dimensione tali che anche il più insensibile automunito non possa evitare di vedere. Forse potrebbero servire delle campagne televisive di sicurezza stradale.
Ciao a tutti
Anonimo ha detto…
Magociclo anche se lo dico in continuazione, non lascerei mai Roma per un'altra città!
Se i romani avessero un po' più di sale in zucca e rispetto della vita oltre che delle regole (!!), non ci sarebbe bisogno alcuno di ciclabili protette.
Bisogna crederci fortemente e le cose prima o poi, mooolto poi, cambieranno; nel frattempo ci si rifà gli occhi con ciò che sono già riusciti a realizzare gli altri (e quindi é possibile!!!) e si lanciano battutine irriverenti.
E poi io non ho neanche la carta d'identità per l'espatrio °_°

Mamaa
Bikediablo ha detto…
"E questo risultato è una realtà nei paesi dove i cittadini l'hanno preteso"
"Forse non saremo noi a godere i frutti di questa "pressione", forse saranno i nostri figli"

Sono d'accordo con te!
grande Mago!

Post popolari in questo blog

Luce per bici senza batterie e senza dinamo: la Magnic Light

E' ancora in fase sperimentale, ma se dovesse essere prodotta in scala industriale la Magnic Light promette di essere un'ottima soluzione per rendere visibile il ciclista nel buio e per illuminarne la strada. Si tratta di una innovativa dinamo sviluppata dal tedesco Dirk Strothmann, che la definisce la prima dinamo compatta per biciclette senza contatti. Non ci sono batterie, è una vera e propria dinamo, che però non è in contatto fisico con il cerchione.


Funziona con tutti i tipi di cerchioni metallici (di solito fatti in alluminio, acciaio o magnesio). Anche l'alluminio e il magnesio, pur non essendo magnetici (ma paramagnetici) sono però materiali conduttivi. I movimenti relativi dei magneti e del materiale conduttivo vicino inducono delle correnti parassite - dette anche correnti di Foucault - nel materiale conduttivo, nel nostro caso il cerchione metallico. Queste correnti parassite hanno i loro campi magnetici che vengono assorbiti dal generatore del Magnic Light, pr…

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso.
Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono:
Efficacia antifurtoEfficacia ancoraggioValore della biciLuogo di sostaDurata della sosta
mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio.

Per iniziare tre regole ASSOLUTE:
Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA, nemmeno per comprare il pane.
Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte.

Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico della bici ad un palo …

L'acqua a Roma. 2017: fine di una spensieratezza millenaria

La grandezza di Roma nei secoli si è basata anche sulla grande capacità dei romani di gestire l'acqua, costruendo acquedotti, terme, bagni pubblici. Ovunque andassero, i romani provvedevano a far arrivare l'acqua nelle terre conquistate.
E per quasi tremila anni gli abitanti di Roma non si sono mai preoccupati della loro acqua.
Dovevamo arrivare al 2017 per doverci improvvisamente confrontare con la siccità, la penuria di acqua e l'onta delle turnazioni.
E oggi, forse ultima domenica del millenario periodo di spensieratezza idrica dei romani, ho fatto un giro per la città per documentare quanto l'acqua e il suo uso sia parte integrante della vita delle nostre strade.
Ecco cosa ho visto