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Cicloeuroviaggio 2009: la Drauradweg (ciclabile della Drava)

Eccoci arrivati all'ultima tappa del cicloviaggio 2009 in Europa: la Drauradweg,ovvero la ciclabile della Drava (Drau, in tedesco). Partendo da Dobbiaco, in Italia, si segue il corso della Drava, prima in Austria e poi, dopo oltre 360 km, in Slovenia fino a Maribor.
Purtroppo non ho il tempo necessario per percorrerla tutta, ma un "assaggio" me lo voglio fare. E allora eccomi a Dobbiaco, pronto a partire.Nei primi chilometri, fino al confine con l'Austria, la pista corre praticamente in piano. Da lì inizia una discesa, che si accentua dopo Sillian e, dopo 50 km, arriva a Lienz. Il percorso è davvero stupendo: corre a fianco del fiume, che all'inizio è un veloce torrentello, ma che via via e si ingrossa rapidamente, alimentato dai tanti affluenti che scendono dalle montagne. E dopo Lienz la Drava si mostra già come un fiume "serio Pedalare qui è una vera festa: giovani, anziani, famiglie, cicloamatori, appassionati in mountain bike che raggiungono la base dei sentieri che si inerpicano in montagna... Tantissime persone con età, capacità, aspettative diversissime, ma tutti uniti dalla gioia di pedalare in pace!
Percorro un'altra ventina di km e arrivo a Oberdrauburg.
Qui purtroppo, dopo 70 km, il mio viaggio deve terminare e, per tornare indietro, prendo il treno. Ovviamente senza nessun problema: alla biglietteria, che è regolarmente aperta nonostante il giorno festivo, acquisto il biglietto. Il treno arriva puntuale, provvisto deI regolamentarI vagonI bici (notate il plurale), dove un addetto carica la mia bici, e da dove lo stesso addetto la scaricherà alla stazione di arrivo.
La parte della ciclabile della Drava che ho percorso è davvero incantevole e da sola varrebbe una vacanza, sia per la bellezza dei paesaggi attraversati sia per la piacevolezza dell'itinerario ciclistico. I segnali sono frequenti e chiarissimi ed è impossibile smarrire la pista.

Rispetto alla ciclabile del Danubio c'è meno confusione, soprattutto dopo Lienz, e l'atmosfera è più tranquilla: c'è maggior vicinanza alla natura e spesso si è accompagnati solo dai rumori del fiume e del bosco. Insomma, il paradiso del ciclista!
Peccato che sia giunto il momento di preparare i bagagli per tornare nell'inferno del ciclista, l'Italia. Ma di questo e delle speranze che nonostante tutto continuo a nutrire, parleremo nei prossimi giorni.
E per terminare la cronaca del cicloeuroviaggio vi saluto così, con l'immagine di due persone anziane che hanno percorso con me un tratto di ciclabile e poi, pacatamente mi hanno salutato ed hanno imboccato un altro itinerario. Ho intitolato questa foto "Vita in due in bici", e voglio chiudere questo lungo resoconto con la speranza, per me e per tutti i ciclisti, di un lungo viaggio in bici insieme alle persone a cui si vuole bene.

Commenti

Anonimo ha detto…
Che bella quest'ultima foto, da farne un poster!

Mamaa
Anonimo ha detto…
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAhhhhhhhhhhhhh......BBasta, bbbasta, cos'altro vuoi? Basta sale sulle ferite piagate. Il dolore dell'inferno si acuisce sapendo E VEDENDO che c'è un paradiso.
Per farci sentire a casa nostra, adesso facce vede qualche bell'ingorgo strombazzante fra casone abusive, centri commerciali in plastica lucida e piccole lingue di terra superstite inaridita e gonfia di squallore, monnezza e violenza. Ohhhhhh, visit itali.
AVE

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