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Alex Bellini

Sto ascoltando distrattamente la radio, nella più classica (per me) delle situazioni: da sotto la doccia. Sento che alla voce degli speaker della trasmissione si alterna una voce lontana, compressa, preceduta da lunghi intervalli, tanto da far capire che è in corso una telefonata con il satellitare. Però non riesco a sentire niente altro che voci confuse, lo scroscio dell'acqua copre tutti gli altri suoni. Ma la curiosità prevale sul piacere della doccia calda: mezzo insaponato chiudo l'acqua e mi concentro ad ascoltare, e quello che ascolto è così avvincente che quando dopo alcuni minuti il collegamento si conclude scopro di essermi gelato e ancora coperto di schiuma.

Cosa c'era di così interessante da ascoltare alla radio? un collegamento con Alex Bellini, che pochi giorni fa ha iniziato un'impresa che ha il sapore della follia: la traversata A REMI dell'oceano pacifico, con partenza da Lima, in Perù, e arrivo, dopo circa 10.000 miglia nautiche, sulle coste dell'Australia.

Si tratta di una sfida completamente ecologica: oltre alla propulsione a remi, Bellini fa affidamento per l'energia elettrica solo su speciali pannelli solari ad alta tecnologia.

Un'impresa impegnativa, sia per la lunghezza del percorso, sia per le potenziali condizioni meteo, con la presenza di tifoni e l'incognita di “el nino”, la corrente che potrebbe risultare favorevole alla navigazione, ma anche modificarsi rendendo l'impresa improba. Bellini, perciò, sarà seguito da un team tecnico che lo terrà aggiornato sulle condizioni meteo durante tutta la traversata e monitorerà le condizioni atmosferiche nei giorni precedenti alla partenza per stabilire una.

L'organizzazione deve essere stata ovviamente minuziosa, perché sul sito di Alex è riportato, con un dettaglio da contabile di ufficio approvigionamenti, la precisa quantità e qualità di provviste e materiali imbarcati su "Rosa di Atacama II" (questo è il nome della barca), oltre alle notizie su previsioni meteo e rotta da seguire.

Alex chiede 2 cose: la prima è di fargli sentire la nostra vicinanza, così da aiutarlo a superare la solitudine dell'oceano (è previsto che la traversata duri circa 350 giorni) inviandogli, tramite il suo sito internet, un sms.
La seconda è di partecipare insieme a lui a sostenere una campagna dell'AMREF per la vaccinazione contro le più comuni malattie di bambini che vivono nell'Uganda del nord. Chi vuole troverà le indicazioni per effettuare il versamento di un contributo.

L'idea di questa impresa mi spaventa e mi affascina, ma sento che non possiamo lasciare solo Alex. Ti invito a leggere le pagine del suo sito, la sua storia, le sue motivazioni, per capire meglio perché si è lanciato in questa avventura.

Proverò anche a seguirlo quotidianamente su questo blog comunicandovi le miglia percorse: mi sembra un modo per dargli coraggio e forza.

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