Passa ai contenuti principali

Mezzi ecologici e...mezzi vecchi. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende

In questi giorni Poste Italiane ha comunicato che a breve sarà intrapresa nella città di Milano una sperimentazione per il trasporto ed il recapito della corrispondenza mediante utilizzo di mezzi "ecologici", in linea con le direttive europee e con le norme nazionali in tema di protezione dell’ambiente.
Uno dei mezzi utilizzati sarà questa bicicletta a pedalata assistita, dotata di un motore elettrico integrato con il mozzo anteriore che si aziona automaticamente quando si pedala, fornendo trazione.

Tuttavia magociclo, che è diffidente per natura, è andato a controllare la scheda tecnica del veicolo ed ha verificato che l'alimentazione è fornita da un pacco batterie al piombo. Questo tipo di batteria è molto pesante, circa 15 kg, e di difficile smaltimento al termine del ciclo di vita. Oggi le bici "elettriche" di nuova generazione usano batterie al Nichel Metalloidruro (NiMH) o agli Ioni di Litio (Li-Ion), batterie che pesano circa 3 kg, ed hanno un ciclo di vita doppio rispetto a quelle al piombo (600 ricariche complete contro 300). E allora la domanda sorge spontanea: non è che l'iniziativa di poste spa ha l'obiettivo di aiutare qualche fabbrica "amica" a smaltire prodotti tecnicamente superati, che sul mercato privato troverebbero difficoltà ad essere venduti a prezzo pieno?

Qualcuno prova ad informarsi e a verificare che le mie sono solo le errate elucubrazioni malevole di un vecchio mago del passato?

Commenti

magister ha detto…
...qualcosa tipo i leggendari PC Olivetti sbolognati alle Poste da De Benedetti nei favolosi anni 80?
paolo ha detto…
Yessss, proprio di quella serie! O come le Fiat marea berlina, vendute alla polizia per le pattuglie del 113!!

Post popolari in questo blog

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico ...

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...

Il Chopper di Alan Oakley e i miei sogni di ragazzino

È morto ieri a 85 anni Alan Oakley, l'uomo che nel 1967 progettò per la Raleigh uno dei più singolari e fortunati modelli di bicicletta, la "Chopper", che salvò dal fallimento la fabbrica inglese. Il primo esemplare della strana bici fu messo in vendita in Inghilterra nel settembre del 1969, ed uscì di produzione nel 1984 con il record di 1,5 milioni di pezzi venduti. Per noi adolescenti degli anni '70 la chopper era rivoluzionaria, con il suo sedile largo con lo schienale, il cambio con la leva come un'automobile, la ruota posteriore grande e quella anteriore piccolissima, il manubrio altissimo e ripiegato all'interno. Per noi ragazzi nati alla fine degli anni '50 la bici era solo quella pesante d'acciaio da corsa o da città, non c'era l'alluminio, al massimo l'olandesina, ma solo per le donne o per contadini emiliani. Ancora non erano nate le mountain bike e l'unica altra rivoluzionaria apparsa sulle strade era la Graziella...