Passa ai contenuti principali

Perché i francesi sì e noi no?

Ansa - Mar 5 Feb - 13.42 PARIGI, 5 FEB - Nicolas e Carla Sarkozy hanno vinto la causa contro Ryanair che aveva pubblicato senza autorizzazione una foto della coppia per pubblicità. Il tribunale ha stabilito un risarcimento di 60.000 euro per danni e interessi alla neo "première dame", e non i 500.000 euro da lei richiesti.

Questa la notizia, per il cui contenuto ho pochissimo interesse. Quello che mi interessa commentare è la velocità del procedimento: in soli 15 giorni (la campagna pubblicitaria è stata pubblicata sul quotidiano "Le Parisien" nell'ultima settimana di gennaio) la magistratura francese ha istruito il giudizio, ha preso la decisione ed emanato il verdetto. Sembra fantascienza se paragonato con i tempi della nostra giustizia. Come mai i francesi (anche loro popolo latino e con un sistema di leggi e procedure derivanti dal diritto romano) riescono a farcela e noi no?

Questi sono i tasselli per costruire (o distruggere) la fiducia del cittadino nello stato.

Commenti

Anonimo ha detto…
Forse ci sono riusciti perchè riguardava Sarkozy? La butto là, così.
paolo ha detto…
Mah, che dire...secondo me allora è più probabile che la cortesia sia stata usata a M.me Bruni...la femme fatale!
Anonimo ha detto…
Concordo: questi sono i tasselli per costruire o distruggere la fiducia del Presidente della Repubblica nella magistratura.

O del Paese nel PresdelRep.

Allons enfants !

Post popolari in questo blog

Il Chopper di Alan Oakley e i miei sogni di ragazzino

È morto ieri a 85 anni Alan Oakley, l'uomo che nel 1967 progettò per la Raleigh uno dei più singolari e fortunati modelli di bicicletta, la "Chopper", che salvò dal fallimento la fabbrica inglese. Il primo esemplare della strana bici fu messo in vendita in Inghilterra nel settembre del 1969, ed uscì di produzione nel 1984 con il record di 1,5 milioni di pezzi venduti. Per noi adolescenti degli anni '70 la chopper era rivoluzionaria, con il suo sedile largo con lo schienale, il cambio con la leva come un'automobile, la ruota posteriore grande e quella anteriore piccolissima, il manubrio altissimo e ripiegato all'interno. Per noi ragazzi nati alla fine degli anni '50 la bici era solo quella pesante d'acciaio da corsa o da città, non c'era l'alluminio, al massimo l'olandesina, ma solo per le donne o per contadini emiliani. Ancora non erano nate le mountain bike e l'unica altra rivoluzionaria apparsa sulle strade era la Graziella...

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...

Botero a Roma

 Siamo tornati a Roma, bisogna farsene una ragione. Le vacanze, belle o brutte che siano state, sono finite. E allora, cosa fare per alleviare la pesantezza di questi giorni di ripresa della routine quotidiana? Io una proposta ce l'ho: una breve passeggiata nelle bellezze del centro storico di Roma per ammirare, oltre a tutte le opere monumentali, le chiese, i musei che già conosciamo, anche l'esposizione temporanea di 8 opere di Botero, lo scultore colombiano. Il giro è semplice: si parte dal piazzale del Pincio, dove sono esposte la "Donna sdraiata" e la "Venere dormiente" Poi si scende a piazza del Popolo, dove, proprio davanti al celebre ristorante "Il Bolognese", troviamo le due statue "Adamo" e "Eva" Proseguiamo ora per via del Corso. La successiva opera è "Cavallo con briglie", in largo San Carlo al Corso. Ancora avanti lungo via del Corso, fino a piazza San Lorenzo in Lucina, dove al centro della piazza (pedona...