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Bici elettrica: ecocompatibile o bomba ad orologeria?

Che bello! Pensa, una bici che sembra andare sempre in piano, anche se stai “scalando” la collina di Monte Mario. Una bici che non ti fa sudare, che scivola tranquilla e silenziosa lungo le strade della città e ti porta velocemente in ufficio. Insomma, una bici elettrica!
Quali sono le caratteristiche tecniche di una Bicicletta Elettrica a pedalata assistita? E’ una normale bicicletta a cui è stato applicato un motore elettrico collegato ad una centralina computerizzata grazie alla quale il motore si attiva sin dalla prima pedalata diminuendo lo sforzo del conducente e si disattiva automaticamente quando viene raggiunta la velocità di 25 Km/h o quando si smette di pedalare, come in discesa. L’aiuto alla pedalata dipende dalla potenza del motore, dal tipo di percorso e dal peso del conducente. L'energia elettrica necessaria al funzionamento è erogata da un'apposita batteria, che oggi, nei modelli più recenti è del tipo "Ni-mh", simile alle batterie usate nei cellulari. Tuttavia ancora tante di queste bici elettriche sono alimentate da batterie al piombo, trasformando una bici apparentemente amica dell'ambiente in una vera e propria bomba ad orologeria.

Infatti anche un'innocua bicicletta a pedalata assistita può trasformarsi in un pericolo per l'ambiente, utilizzando inquinanti materie prime. La batteria a 48 volt – modello meno diffuso di quello a 36 volt, ma diffusissima nei paesi orientali – di una bici elettrica contiene infatti quasi 10 kg di piombo, e dura circa 1 anno. Dopo di che si butta e se ne deve montare una nuova. E che fine fa questo piombo? In Italia una parte (circa il 96% delle batterie "di avviamento" di motori a combustione) viene riciclato dal COBAT, ma ancora grosse quantità finiscono nelle discariche abusive, lungo i corsi d’acqua, nei prati delle periferie urbane. Infatti la normativa relativa allo smaltimento delle batterie esauste è ampiamente disattesa, soprattutto dai privati e marcatamente per tutte le batterie che non sono considerate "d'avviamento" di motori, perché mancano meccanismi che intercettino le batterie esauste rimosse da privati cittadini. Il COBAT - Consorzio Obbligatorio per le Batterie al Piombo Esauste e i Rifiuti Piombosi-,istituito nel 1988, fa quel che può ma non riesce ancora a canalizzare la raccolta totale delle batterie usate.

E all’estero? il problema assume dimensioni di vera e propria emergenza se guardiamo fuori dai nostri confini, in particolare verso i paesi asiatici.
In Cina, come testimonia un documentato articolo di “Il Sole 24 ore”, nel 2006 le fabbriche del Paese hanno sfornato ben 19 milioni di bici elettriche (contro 7,3 milioni di automobili) e per il 2007 si attende una crescita dei volumi del 30 per cento. L'industria cinese delle biciclette nel 2006 ha assorbito 400mila tonn. di piombo.
A prescindere dalla considerazione che il costo del piombo nel 2007 è più che raddoppiato al London Metal Exchange, mi domando come le autorità cinesi intendano smaltire questa quantità impressionante dell’inquinante metallo.
Le preoccupazioni sono tante se è vero, come riporta Asia News , che nel settembre 2006 ben 250 bambini rimasero avvelenati dal piombo contenuto in tonnellate di scarichi industriali rilasciati in maniera illegale nei pressi di una contea abitata nella Cina occidentale. Bambini che, con molta probabilità, porteranno per tutta la vita i segni di questo incidente.

Ma davvero non è possibile immaginare un progresso che sia compatibile con gli equilibri del pianeta? Uno sviluppo economico e tecnologico che garantisca la nostra salute ed eviti che la terra diventi un’enorme discarica?

L'unica accortezza che posso suggerire è quella di diffondere sensibilità verso questo problema e di dare ampia diffusione (per chi abita a Roma) alla campagna “Il tuo quartiere non è una discarica”, promossa da AMA e TG3 Lazio. Questa iniziativa prevede che una domenica al mese venga allestito all'interno di ogni municipio (alternando ogni volta municipi "pari" e "dispari") un'isola ecologica per la raccolta di rifiuti ingombranti o speciali.

Per il mese di ottobre tornerà eccezionalmente con un secondo appuntamento previsto per domenica 28 nei 10 Municipi dispari.
Per informazioni sull’iniziativa, sul calendario e sui siti coinvolti i cittadini romani possono contattare il NUMERO VERDE AMA, 800867035, attivo dal lunedì al giovedì dalle ore 08:00 alle ore 17:00 e il venerdì dalle ore 08:00 alle ore 14:00.

Commenti

Anonimo ha detto…
Ragionando così ci si spara domani mattina e non ci si pensa più !

Prima di tutto ricicliamo nella maniera corretta, chi ha una bici elettrica ha sensibilità e inquina il meno possibile.

Chi ha la macchina non inquina ?
Con la bici elettrica uso molta benzina in meno e inquino moltissimo meno, poi non tutte le bici hanno questo genere di batterie.

In ogni caso ogni attività umana inquina per cui meglio scegliere che cosa inquina meno, se puoi evitare una batteria al piombo ok, altrimenti almeno cerca di riciclarla correttamente.

Ragionando in questo modo neppure i pannelli solari vanno usato dato che il procedimento di produzione è molto inquinante e dispendioso.

By
Anonimo ha detto…
E' corretto quel che dici "By" quando affermi che ogni nostra attività ha un impatto sul mondo che ci circonda. Non mi sento un radicale dell'ecologia, e penso che riciclare bene sia un obbligo morale ed etico, finché non sarà anche un obbligo legale.

Però, e qui dissento da te, non posso nemmeno accettare immobile che in nome del progresso e del principio che la vita deve comunque andare avanti, si debba accettare tutto: il piombo è altamente inquinante. Nel post ho riportato, traendo i dati da fonti qualificate e controllabili, informazioni molto gravi sui rischi che in molti paesi del mondo si corrono per l'inquinamento da piombo. Come forse avrai capito, vivo a Roma, e non è raro trovare batterie per auto abbandonate vicino ai cassonetti o sui marciapiedi, anche del centro storico. Allora, parafrasando la tua affermazione, SAREBBE bene riciclare correttamente, ma spesso questo non accade. E allora, invece di insistere su tecnologie obsolete, come le batterie al piombo, credo sia meglio investire in tecnologie più moderne e meno inquinanti.
Sui pannelli solari non so risponderti perché non conosco il tema. Ma mi informerò e scriverò un post ad hoc. Se ti va, seguici.

Magociclo
Anonimo ha detto…
Ma della EF 38 della Monty (Spagna)non la conosce proprio nessuno ?
Vorrei acquistarla e mi piacerebbe saperne di più.
Ciao e buone vacanze a tutti
Anonimo ha detto…
solidale all'idea che dobbiamo fare le cose con criterio e coerenza non possiamo mica farci la doccia e uscir con le mani sporche...
www.pugliainmovimento.com

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