Passa ai contenuti principali

Istanza di matrimonio: caro Cavaliere, e come la mettiamo con l'Alitalia da far salvare ai figlioli?

AGI, 2008-03-20 (Silvio Berlusconi) su un suo eventuale interesse su Alitalia ha precisato che "non c'e' nessun interesse da parte mia o di Fininvest ma se lo chiedessero ai miei figli, se fosse necessario, non si tirerebbero indietro".

E no, cavalier Silvio Berlusconi, così però non si fa! Prima fa correre voce che i Suoi figlioli sarebbero disponibili a sanare le situazioni traballanti delle precarie italiane (consentendo peraltro a questo blog, con il rilancio della notizia, di raggiungere la vetta dei contatti giornalieri, grazie anche alla citazione sul Sole 24 Ore on line della giornalista Nicoletta Cottone e sul sito del Messaggero) e poi me li impegna nell'oneroso e costoso salvataggio di Alitalia.
Non si illudono così le precarie italiane!
Ora i due giovanotti si sentiranno emotivamente condizionati a preparare la cordata di salvataggio della compagnia aerea e...addio fiori d'arancio!!

Però...sa cosa si potrebbe fare? invece di far sposare le precarie ai suoi figlioli, le facciamo assumere come hostess, magari stagionali (tanto sono precarie, non si lamenterebbero) e così salviamo la capra (precaria) e il cavolo (suo)!

Commenti

Anonimo ha detto…
Questa si che e' una proposta accettabile...........spero che il cavaliere (volutamente con c minuscola) ci rifletta su!!

MAP
Anonimo ha detto…
I gilgi di Berlusconi, debbono sposare le precarie.
I figli di Berlusconi debbono comperare l'Alitalia.
I filgi di Berlusconi debbono occuparsi delle aziende di famiglia.
Ma al resto del mondo cosa rimane?

Post popolari in questo blog

Roma non è Valencia

Roma non è Ferrara, ma nemmeno Valencia. In questi giorni si discute a Roma della costruzione di un ponte ciclopedonale sull'Aniene che sarà pronto nel 2011 e di un ponte sul Tevere, all'altezza di lungotevere Flaminio, che la città aspetta da oltre 100 anni. E mentre Roma parla a Valencia, terza città della Spagna, 800.000 abitanti e 78 km di piste ciclabili, hanno costruito in 4 anni scarsi, praticamente dal nulla, un porto gigantesco e bellissimo per l’America’s Cup. Hanno creato un parco urbano, quello del Turia, deviando l’omonimo fiume, (avete capito bene: hanno deviato il letto del fiume dal centro della città alla periferia!!) che offre uno sfogo verde a tutta la città. Il vecchio corso del fiume è diventato il Jardín del Turia, grande giardino e polmone verde della città. Lungo questo giardino si alternano impianti sportivi e prati. Lungo le due (ex) rive si trovano alcuni dei principali musei, monumenti e punti di interesse turistico della città che rendono questo gra...

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico ...

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...