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20 settembre, che giornata intensa!

Nonostante le corse mattutine, arrivo, insieme a Marco, in ritardo all'appuntamento delle 9.30: Caio Fabrizio aspetta i ciclisti romani per una pedalata sotto i ponti di Roma. Siamo circa una ventina, e altri si aggiungeranno durante la mattinata. L'aria fresca ma stimolante ed il cielo, dopo il diluvio di ieri, è azzurro cobalto. Cosa si potrebbe chiedere di più? Una guida preparata, coinvolgente, stimolante. E noi abbiamo anche quella, Fabrizio, il "professore", la guida che tutto sa e che tutto insegna, il professore che tutti avremmo voluto avere a scuola. Fabrizio sale, no, non in cattedra, sul muraglione dell'argine, e l'avventura inizia.Saranno alcune ore nelle quali, immersi in una personalissima macchina del tempo, viaggeremo a velocità ipersonica nella storia, dalle glaciazioni a Olimpia Pamphili, da papa Sisto IV alla dinastia dei Borgia. Ma ci addentreremo anche nei misteri dell'idrologia, dell'ingegneria, dell'architettura, della botanica e della zoologia (ricordate, si dice "vacche" e non "mucche"). Tante parole, tanti nomi che ognuno di noi cerca di appuntare come può nella mente, confidando nel supporto delle meticolose e complete dispense preparate da Fabrizio per l'occasione.

L'ora di pranzo arriva all'improvviso e oggi non è consentito fare tardi, perché alle 17.00 c'è l'appuntamento con il Mobility Dai.

E quindi alle 16.00 di nuovo in sella per arrivare puntuali almeno al Colosseo. Trovo tantissime persone, di cui solo alcune sono già note. Tanti giovani, ma anche famiglie e persone oltre gli "anta" dietro gli striscioni del Bicycle Mobility Forum.
Le parole d'ordine sono pesanti come pietre: "STOP STRAGI DI PEDONI", "BASTA MORTI SULLE STRADE", "UNA CENTO MILLE VITE DA SALVARE" e la gente intorno a noi si ferma a leggere, ad ascoltare, chiede, si informa. Molti conoscono il dramma delle morti sulla strada, ma fingono di non curarsene, "tanto a me non capita". Sbagliato, tutti potremmo essere vittime di un incidente stradale e perdere tutto in 1 istante. Tutti perciò dobbiamo pretendere sicurezza sulle strade, limiti di velocità più bassi in città, strade riservate a pedoni e biciclette, trasporti pubblici efficienti.

Commenti

Anonimo ha detto…
Arricchito dalla tua stima e condivisione.
Grazie.
AVe caiofabricius VALE
cormarco ha detto…
L'ho già fatto di persona ma voglio ripeterlo qui: un grandissimo grazie al professor Fabrizio, per la bella, stimolante e suggestiva mattinata che ci ha donato.
Chi non c'era si perso qualcosa.
Ciao a tutti
Marco
Anonimo ha detto…
molto intiresno, grazie

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