Passa ai contenuti principali

E DAI, MOBILITATI ANCHE TU

Allora, l'hai capito?
Quando? domani, sabato
A che ora? alle 17.00
Dove? a Roma, al Colosseo
Con chi? con tutte le persone di buona volontà
A far che? Ad urlare la nostra rabbia perché siamo stritolati dalle macchine fin dentro le case
Contro chi? contro nessuno, a favore nostro, ciclisti e pedoni, utenti debolissimi, ignorati (se ci va bene, accoppati se ci va male)
Ma insomma. cosa c'è domani al Colosseo? C'è il
MOBI
LITY
DAIIII
Ti aspettiamo, vieni

Commenti

Anonimo ha detto…
Dal Corriere della Sera del 19/9/08:
Doveva scapparci il morto per correre ai ripari. Doveva morire una donna mentre attraversava la strada in un tratto dove avrebbero dovuto esserci le strisce pedonali per smuovere chi di dovere. Tutto é accaduto in meno di 24 ore, mercoledì mattina un'anziana di 80 anni é stata investita da un tir lì dove non erano state ridisegnate le strisce dopo la riasfaltatura terminata il 29 agosto. Poche ore dopo la sua morte sono state disegnate le strisce pedonali.
Per legge entro 8 giorni dal termine dei lavori di asfaltatura il comune deve provvedere al ripristino della segnaletica.
E' successo a Milano, ma succede tutti i giorni in tutte le città italiane, anche a Roma.
MOBILITY DAI!

Mamaa

Post popolari in questo blog

Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso. Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono: Efficacia antifurto Efficacia ancoraggio Valore della bici Luogo di sosta Durata della sosta mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio. Per iniziare tre regole ASSOLUTE: Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA , nemmeno per comprare il pane. Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte. Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico ...

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...

Il Chopper di Alan Oakley e i miei sogni di ragazzino

È morto ieri a 85 anni Alan Oakley, l'uomo che nel 1967 progettò per la Raleigh uno dei più singolari e fortunati modelli di bicicletta, la "Chopper", che salvò dal fallimento la fabbrica inglese. Il primo esemplare della strana bici fu messo in vendita in Inghilterra nel settembre del 1969, ed uscì di produzione nel 1984 con il record di 1,5 milioni di pezzi venduti. Per noi adolescenti degli anni '70 la chopper era rivoluzionaria, con il suo sedile largo con lo schienale, il cambio con la leva come un'automobile, la ruota posteriore grande e quella anteriore piccolissima, il manubrio altissimo e ripiegato all'interno. Per noi ragazzi nati alla fine degli anni '50 la bici era solo quella pesante d'acciaio da corsa o da città, non c'era l'alluminio, al massimo l'olandesina, ma solo per le donne o per contadini emiliani. Ancora non erano nate le mountain bike e l'unica altra rivoluzionaria apparsa sulle strade era la Graziella...