Passa ai contenuti principali
Il Corriere.it oggi paragona l'Italia alla Springfield di Homar Simpson, lo scalcinato personaggio del cartone animato americano. Anzi, l'articolo sostiene che siamo proprio governati da tanti emuli di Homar Simpson, senza che però, aggiungo io, ci siano la moglie Marge o la figlia Lisa a riportarlo alla ragione.
Fra gli esempi citati ce n'è uno in linea con i temi che tratto qui sul blog, il disprezzo verso i ciclisti. Leggete un po:

"Meno bici più gipponi

Il Comune di Milano (tasso di smog pari alla simpsoniana Springfield) aveva approvato finanziamento e costruzione di sei nuove piste ciclabili, così, per traversare il centro pedalando senza venire uccisi. Roba da sciurette. Perciò: dopo una consultazione con Homer, gli assessori competenti hanno bloccato il tratto Duomo-Porta Nuova e altri cinque percorsi. Utili per i «bacarospi» (direbbe Homer) che pedalano; disastrosi per i portatori sani e virili di auto e Suv. Le piste cancellerebbero centinaia di parcheggi. Essenziali per chi sta in centro, si muove solo in auto, ha partners che vogliono trascinarli a fare giri in bici. Senza piste sicure, avrà i soliti buoni motivi per starsene a bere birra davanti alla tv. Alla Homer."

Difficile contestare questo paragone

Commenti

Anonimo ha detto…
Homer...si scrive Homer.

Homàr è un'altra cosa ('Vide Homàr quanto è bello').

Senza entrare nel merito di quello che scrivono i quotidiani.

L'altro giorno hanno scritto 'Arriva il Telepass per i tifosi' e si parlava di una carta che bisognava strisciare all'entrata dello stadio.

Post popolari in questo blog

Il Chopper di Alan Oakley e i miei sogni di ragazzino

È morto ieri a 85 anni Alan Oakley, l'uomo che nel 1967 progettò per la Raleigh uno dei più singolari e fortunati modelli di bicicletta, la "Chopper", che salvò dal fallimento la fabbrica inglese. Il primo esemplare della strana bici fu messo in vendita in Inghilterra nel settembre del 1969, ed uscì di produzione nel 1984 con il record di 1,5 milioni di pezzi venduti. Per noi adolescenti degli anni '70 la chopper era rivoluzionaria, con il suo sedile largo con lo schienale, il cambio con la leva come un'automobile, la ruota posteriore grande e quella anteriore piccolissima, il manubrio altissimo e ripiegato all'interno. Per noi ragazzi nati alla fine degli anni '50 la bici era solo quella pesante d'acciaio da corsa o da città, non c'era l'alluminio, al massimo l'olandesina, ma solo per le donne o per contadini emiliani. Ancora non erano nate le mountain bike e l'unica altra rivoluzionaria apparsa sulle strade era la Graziella...

Di che colore erano le città del medioevo?

Spesso, visitando le splendide città medioevali italiane, maturiamo la convinzione che esse fossero molto austere, nelle forme e nel colore. Le mura, le case, le torri, le cattedrali ci appaiono oggi nei colori della pietra, anche scurita dal passare del tempo. E invece sbagliamo. Dobbiamo dire grazie ad artisti come Benozzo Gozzoli e Giotto se oggi sappiamo con certezza che le città medioevali erano delle vere e proprie "follie cromatiche " ( cit.  Philippe Daverio ). Ad esempio Arezzo, nel quadro di Benozzo Gozzoli, era così all'epoca di S. Francesco, con facciate delle case rosso vivo o blu intenso: E anche Giotto ci ha lasciato una sua immagine di Arezzo sgargiante nei suoi colori: Ma anche le grandi cattedrali gotiche (aggettivo che oggi usiamo per indicare realtà austere, essenziali) del nord Europa dovevano essere tutt'altro che grigie. Ad esempio, questa è la facciata della cattedrale di Limburg an der Lahn, in Germania, 70 km a nord di Francoforte, ...

Botero a Roma

 Siamo tornati a Roma, bisogna farsene una ragione. Le vacanze, belle o brutte che siano state, sono finite. E allora, cosa fare per alleviare la pesantezza di questi giorni di ripresa della routine quotidiana? Io una proposta ce l'ho: una breve passeggiata nelle bellezze del centro storico di Roma per ammirare, oltre a tutte le opere monumentali, le chiese, i musei che già conosciamo, anche l'esposizione temporanea di 8 opere di Botero, lo scultore colombiano. Il giro è semplice: si parte dal piazzale del Pincio, dove sono esposte la "Donna sdraiata" e la "Venere dormiente" Poi si scende a piazza del Popolo, dove, proprio davanti al celebre ristorante "Il Bolognese", troviamo le due statue "Adamo" e "Eva" Proseguiamo ora per via del Corso. La successiva opera è "Cavallo con briglie", in largo San Carlo al Corso. Ancora avanti lungo via del Corso, fino a piazza San Lorenzo in Lucina, dove al centro della piazza (pedona...