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Paura in bici

Domanda(Maurizio Crosetti, giornalista di Repubblica): Le capita di aver paura?
Risposta (Paolo Bettini, campione del mondo in carica di ciclismo su strada): Sì, in allenamento, nel traffico. Basta niente e sei morto. E se reagisci con uno scatto di nervi, magari l'automobilista e il camionista si fermano e scendono con la spranga in mano. A me è successo.

Anche a me spesso capita di aver paura in bici. Paura che la macchina davanti a me accosti in seconda fila e, in una frazione di secondo, dalla portiera aperta scenda l'autista, senza che io abbia il tempo nemmeno di spostarmi. Paura che il motorino che mi sorpassa giri immediatamente a destra (magari imboccando una strada contromano, vero Luca?) tagliandomi la strada a 50 centimetri di distanza.
Ora mi domando: ma perché devo rischiare la pelle per andare in bici? Non inquino, non faccio rumore, faccio del bene al mio fisico...però devo rischiare di finire in terra ad ogni secondo. Non voglio aprire anche qui l'infinita polemica sull'utilità delle piste ciclabili nei piani di mobilità urbana (sul tema segnalo gli oltre 70 contributi postati sul sito "ciclistica.it" al link http://www.ciclistica.it/archives/015070.html ) però voglio reclamare, pretendere, urlare il mio diritto ad essere protetto quando mi sposto in bicicletta.
Però sono scettico. Mi dico "ma se ha paura Bettini, come posso farla franca io, che non ho l'agilità e la concentrazione del campione del mondo?"

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Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA, nemmeno per comprare il pane.
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