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Un paio di riflessioni e una domanda a Dario Esposito (assessore alle Politiche Ambientali e Agricole del comune di Roma)

Nel mese di Aprile l'associazione FIAB Ruota Libera rilasciò un comunicato stampa con alcune critiche sulle modalità di svolgimento dei lavori di costruzione della pista ciclabile lungo via Palmiro Togliatti, un'importante arteria di scorrimento tangenziale nella periferia romana, che collega quartieri ad altissima densità abitativa. Il 25 maggio l'assessore comunale Dario Esposito ha risposto con una nota "incolore" che mi ha indotto a sviluppare pubblicamente alcune riflessioni e a porgergli alcune domande.

"Innanzitutto "bravo" a Esposito che mostra competenza nella conoscenza della geografia italiana: afferma con sicurezza che Ferrara non è Roma, e questo mi sembra un buon punto di partenza per l'elaborazione di un programma politico e tecnico di mobilità ecosostenibile. Credo che all'esame per la conclusione della quinta classe elementare sarebbe stato promosso, almeno in questa materia. Meno bravo però Esposito diventa quando polemicamente sibila che a Ferrara i ciclisti pedalano sui sampietrini. Assessore che fai, polemizzi? Ti senti così forte e sicuro da poter ingaggiare un dibattito con i ciclisti romani sul sampietrino romano? Assessore Esposito, tu hai promesso pubblicamente che nel 2007 l'Estate Romana non avrebbe coinvolto la ciclabile Tevere, e proprio ieri Repubblica ha sollevato l'ultimo velo di ipocrisia: i lavori sulle banchine sono già iniziati. Assessore, se leggi (o fai leggere da qualche assistente) questo blog, per favore, informaci di cosa intendi fare. Io vedo solo tre possibilità, ma sono sicuramente limitato nell'analisi. La prima soluzione sta nelle tue dimissioni. Hai sostenuto un'idea che politicamente non ha retto, sei sconfitto, ti dimetti, con onore e dignità, lasciando il posto a qualcuno più capace. Oppure, e questa è la seconda possibilità che vedo, ritieni di avere ancora forza politica per contrastare questo progetto di degrado ambientale e incompatibile con le esigenze dei ciclisti romani, e quindi ti batti come un leono (sic!) per recuperare la legalità perduta sulle banchine del Tevere. La terza, indegna però di un uomo politico come te, sarebbe quella di far finta di niente, continuare a rilasciare inutili comunicati, dichiarazioni smentite nel momento stesso in cui sono rese, e rimanere comodo al tuo posto fino a termine della legislatura comunale. Dario Esposito, ci fai sapere cosa farai? Così anche noi sapremo cosa fare!!"

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