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Che differenza c'é tra chi va in bicicletta e un vero ciclista?

Su "L'Internazionale" di alcuni giorni fa è uscita la traduzione di un post di un "collega" blogger di New York, Bike Snob Nyc.

Mi è piaciuta la sua classificazione dei ciclisti, divisi tra chi va in bicicletta e il vero ciclista. E questa è la motivazione: il primo lo fa per necessità, l'altro per passione. E non si affida mai a un benzinaio per gonfiare le ruote!
Ecco come il blogger di New York dettaglia la sua teoria:

"C'è una grande differenza tra un ciclista e uno che usa la bici: il primo è una tipologia umana, il secondo è una coincidenza. La mia definizione si basa su due punti precisi:
  1. Il ciclista va in bici anche quando non è necessario.Chi usa la bici per necessità non è per forza un ciclista: l'automobilista ubriaco che deve usare la bicicletta perché gli hanno ritirato la patente è uno che va in bici. Invece chi pedala anche quando avrebbe un modo più comodo per spostarsi è un ciclista.
  2. Il ciclista è uno che possiede una pompa professionale. Avere l'attrezzatura giusta non farà di voi un ciclista, neanche se si tratta di pedali ad attacco rapido, rotelle per bambini o un armadio pieno di tute. Ma la pompa professionale è fondamentale. Usare una minipompa indica un preoccupante disinteresse per le più appropriate tecniche di gonfiaggio. E fare affidamento sul negozio di bici più vicino (o peggio ancora, sul benzinaio) per gonfiare le ruote, è come mangiare tutti i giorni in un autogrill."
E per concludere Bike Snob ci dà anche la sua idea della bicicletta perfetta:

"E il materiale ideale? Immagino che a questo punto pensiate che il telaio sia irrilevante, l'importante è che la bici vi permetta di pedalare. Purtroppo non è così. Il materiale migliore è un ibrido: il telaio ideale dovrebbe essere formato da un tubo obliquo in fibra di carbonio che garantisca rigidità ed elasticità, un tubo piantone in titanio per attutire le vibrazioni, un fodero verticale in acciaio e uno in alluminio, un fodero orizzontale in titanio e uno in fibra di carbonio, un tubo orizzontale con tanto di massaggia-inguine brevettato e una forcella in bambù per ammortizzare il tutto. Guidare una bici del genere sarebbe una gioia esplosiva che vi proietterebbe dritti verso il nirvana. Proprio come l'uomo del circo che, in estasi, viene sparato fuori dal cannone."

Commenti

david santos ha detto…
EURO 2008

ITÁLIA Congratulations!!!!!!!!!!!!
cormarco ha detto…
Trovo questa definizione di ciclista del tutto in linea con il nick del blog: snob e newyorkese. Disapprovo completamente e benedetti i benzinai quando servono a gonfiare le gomme.
alberto ha detto…
Snob e newyorkese? Può darsi, ma per quanto riguarda la pompa professionale ha ragione da vendere. Nella mia vita ciclistica, uno dei punti di svolta è stato proprio l’acquisto di una pompa con manometro: ha sancito il passaggio da un uso saltuario ad un uso molto più continuo!
magociclo ha detto…
Internet è il regno della condivisione, e allora credo sia opportuno arricchire questo post con i commenti che i lettori dell'Internazionale hanno inviato a fronte della pagina su Snob Bike:

1
Nella mia città, Ferrara, la bici è il principale mezzo di locomozione. Ma non per necessità, per passione. Secondo il punto uno saremo ciclisti. Non soddisfiamo però i punti successivi. Noi abbiamo bici distrutte e vecchie e ci piacciono da matti cosi,niente fibra di carbonio o diavolerie simili. E niente pompa professionale. Noi gonfiamo dove possiamo. Benzinaio negozio amico garage. Tutti abbiamo cmq una minipompa nel sottoscala.
Secondo me però siamo ciclisti lo stesso. Nell'animo. Per noi la bici è un modo di intendere la vita.

2
con la bici ho scoperto ed imparato le vie della mia città a 13 anni, uscivo al pomeriggio per mezz'ora, dicendo che ero "giù" in strada con gli altri amici (nei '60 si poteva); quando i miei compagni avevano i motorini io giravo con la bici a tre rapporti, oggi vado al lavoro, al cinema, a far la spesa, ovunque con la bici e sebbene cinque giorni fa mi sia stata rubata domani ne acquisterò una usata, una qualsiasi ma mia ; a proposito uso la mini pompa, insieme ad una chiave dell'8 ed una del 14 sono sempre nella mia borsa, ai controlli di sicurezza in aeroporto c'è stato da ridere, siamo ciclisti? ciao

3
Io non riesco a gonfiare le gomme della bici, vado sempre al negozio all'angolo, sulla strada per l'ufficio. Però sono orgogliosa di essere bicicletta e non ciclismo, come dice Philippe Delerm (La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita). In fondo, "ci si innamora solo in bibicletta".

4
...la bici perfetta è quella levigata dalla consuetudine, il materiale non c'entra e neanhe la minipompa. ciao.

5
chi come descrivi tu trae del divertimento puro dall'andare in bicicletta, paragonabile all'uomo sparato dal cannone è definibile CIRCOTURISTA... (ultima frontiera del cicloturismo. Per questo genere di soggetti, l'abbigliamento o i gadget del professionista non sono condizione necessaria per uscire a fare dei giri. noi diamo un punteggio ad ogni uscita: criteri il divretimento, il panorama, la compagnia, le condizione atmosferiche incontrate e vabbè... fa punteggio anche i km e la salita... ovviamente senza prendersi troppo sul serio

6
io la bici la sto scoprendo in palestra..comincio con la spinbike, e so che non è la stessa cosa ma provo un'insana gioia a pedalare..a sudare..a resistere..io e lei..forti a fine giornata o il sabato mattina. mentre pedalo immagino sempre di essere in spiaggia e nn so cosa ne direbbe freud di questo: so che è ora di scoprire la bici all'aperto e non vedo l'ora!

7
io la bici l'ho comprata tanto tempo fa perche prevedevo la crisi e gli aumenti dei carburanti; mi dicevano che ero matto, ma adesso mi danno ragione. A parte questo la bici ti porta in un'altra dimensione, sconosciuta agli automobilisti stressati. La pompa non ce l'ho, ma vado dà "Rossì" in stazione che ha venduto e mandato in bici generazioni di anconetani. Uso la bici sempre, sarò un ciclista? boh!!
Anonimo ha detto…
Mi sento tanto di Ferrara pure io!
Da bambina andavo in bici su e già per via Arrigo Davila con una biciclettina azzurra di seconda mano.
D'estate a Cerenova si girava solo in bici e rigorosamente in due (sulla mitica graziella, anche questa di seconda mano) altrimenti non eri della comitiva e a volte me la fregava mio cugino.
Quando ho cambiato casa mi sono portata dietro la mia Graziella e ho iniziato ad esplorare il quartiere...
In vacanza in Trentino prendevo a prestito la mtb di uno zio e scorrazzavo sulla Tuenno-Cles tutti i giorni.
Quando é nato mio figlio ho comprato la mia prima bici nuova, una di quelle da supermercato, e la uso ogni giorno sempre di più.
Ma mai, mai mi sono posta il problema del tipo di telaio, di pompa, o qualsiasi altra cosa. Un minimo di manutenzione ogni tanto e via a pedalare.
Non mi sento una ciclista, non so un tubero di ciclismo, ma so che la mia vita senza la bici sarebbe più grigia, molto più grigia.
Mamaa
Acer ha detto…
Della bici di Don Camillo avevi già parlato, vero?
Anonimo ha detto…
.... mitica la scena in cui Don Camillo e Peppone fanno a gara per arrivare primi in paese!
Mamaa
magociclo ha detto…
La descrizione della bicicletta fatta da Guareschi in "Mondo Piccolo" è nelle radici stesse diquesto blog, tanto da essere sempre presente nella colonna dx dello schermo. La riporto, perché mi piace troppo:
""La vera bicletta deve pesare almeno trenta chili. Scrostata della vernice in modo da conservarne soltanto qualche traccia, la vera bicicletta, tanto per incominciare, deve avere un solo pedale.....Allora la bicicletta fa veramente parte del paesaggio e non dà neppure lontanamente l'idea che essa possa servire a dare spettacolo: come appunto succede con le biciclette da corsa che rispetto alle vere biciclette, sarebbero come le ballerinette da quattro soldi nei confronti della brave e sostanziose donne di casa." (G. Guareschi, Mondo Piccolo)
Anonimo ha detto…
Perche non:)
Anonimo ha detto…
leggere l'intero blog, pretty good
Anonimo ha detto…
Molto, ma molto meglio "La macchina perfetta. Teoria,pratica e storie della bicicletta" che hanno scritto Giò Pozzo e Adriano Maccarana e che è edito da Il Saggiatore. Qui si può anche leggerne un capitolo gratis:
http://saggiatore.it/catalogo/la-macchina-perfetta-2/

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