Passa ai contenuti principali

E se copiassimo Città del Messico?

Città del Messico: 9 milioni di abitanti (l'area metropolitana ne conta circa 20 milioni), 2.300 metri di altitudine sul livello del mare, una delle città più inquinate del mondo.
Ciò nonostante, o forse proprio per questo, il capo del governo del distretto federale di città del Messico, equivalente al nostro sindaco, Marcelo Ebrard Casaubon, ha disposto che tutti i funzionari pubblici vadano in ufficio in bicicletta almeno ogni primo lunedì del mese.

La cosa interessante è che parliamo di circa 16.000 funzionari pubblici che, toltisi per un giorno al mese la giacca e la cravatta (nella foto un gruppo di assessori che si reca al lavoro in bici),
indosseranno abbigliamento sportivo ed andranno al lavoro in bici in una delle città più inquinate e caotiche del mondo!
L'obiettivo ovviamente è quello di dare un esempio di forte volontà nel cambiare le regole della mobilità individuale cittadina, che purtroppo sembrano scontate nelle nostre città convulse ed inquinate: macchina, scooter, oggi anche "macchinette" da guidare senza patente (inquinantissime perché dotate di motore diesel agricolo, quello della motozappa, per intenderci!).
I giornali messicani ovviamente hanno parlato di provvedimento populista, di sola immagine, ed hanno reclamato a gran voce il miglioramento della rete di trasporto pubblico e la costruzione di nuove vie ciclabili per dare concretezza al progetto.
Tuttavia stamattina mi guardavo sconsolato intorno: centinaia di motociclette ed autovetture ferme ai semafori, un'aria fetida ed irrespirabile...mi domandavo: ma che fine vogliamo fare? non sarebbe utile copiare anche dagli altri? e se non siamo all'altezza di Amsterdam o Parigi, vogliamo almeno prendere spunto da Città del Messico?

Commenti

radiobeba ha detto…
lavoro al centralino di una ditta di auto blu.
portiamo in giro amministratori, funzionari, dipendenti della "cosa pubblica" tutti i giorni - con effetti devastanti sulla mia gastrite.

non so se la scelta di città del messico sia solo populista, certo che l'esempio qualcosina conta -e vuoi mettere la soddisfazione di vedere l'assessore strapagato coi ciappetti al fondo delle braghe?
yban ha detto…
ieri sono rientrata in serata e ho visto un ciclista, due motociclisti, pochi pedoni e moltissime automobili con i vetri ben chiusi
vale anche andare a piedi? perché non voglio più subire furti di biciclette

Post popolari in questo blog

Luce per bici senza batterie e senza dinamo: la Magnic Light

E' ancora in fase sperimentale, ma se dovesse essere prodotta in scala industriale la Magnic Light promette di essere un'ottima soluzione per rendere visibile il ciclista nel buio e per illuminarne la strada. Si tratta di una innovativa dinamo sviluppata dal tedesco Dirk Strothmann, che la definisce la prima dinamo compatta per biciclette senza contatti. Non ci sono batterie, è una vera e propria dinamo, che però non è in contatto fisico con il cerchione.


Funziona con tutti i tipi di cerchioni metallici (di solito fatti in alluminio, acciaio o magnesio). Anche l'alluminio e il magnesio, pur non essendo magnetici (ma paramagnetici) sono però materiali conduttivi. I movimenti relativi dei magneti e del materiale conduttivo vicino inducono delle correnti parassite - dette anche correnti di Foucault - nel materiale conduttivo, nel nostro caso il cerchione metallico. Queste correnti parassite hanno i loro campi magnetici che vengono assorbiti dal generatore del Magnic Light, pr…

L'acqua a Roma. 2017: fine di una spensieratezza millenaria

La grandezza di Roma nei secoli si è basata anche sulla grande capacità dei romani di gestire l'acqua, costruendo acquedotti, terme, bagni pubblici. Ovunque andassero, i romani provvedevano a far arrivare l'acqua nelle terre conquistate.
E per quasi tremila anni gli abitanti di Roma non si sono mai preoccupati della loro acqua.
Dovevamo arrivare al 2017 per doverci improvvisamente confrontare con la siccità, la penuria di acqua e l'onta delle turnazioni.
E oggi, forse ultima domenica del millenario periodo di spensieratezza idrica dei romani, ho fatto un giro per la città per documentare quanto l'acqua e il suo uso sia parte integrante della vita delle nostre strade.
Ecco cosa ho visto


















Come cercare di non farsi rubare la bici - gli errori più comuni e qualche consiglio

I furti di bici sono in costante aumento, per varie ragioni. Qui proviamo a fare qualche riflessione sugli errori più comuni che noi ciclisti commettiamo, per imparare a non commetterli più, sui più diffusi antifurti e sul loro uso.
Premesso che gli elementi da considerare quando si lascia in strada la bici sono:
Efficacia antifurtoEfficacia ancoraggioValore della biciLuogo di sostaDurata della sosta
mi limiterò ad una rapida panoramica dei più frequenti modi di posteggiare la bici in strada, valutando l'efficacia dell'antifurto e dell'ancoraggio.

Per iniziare tre regole ASSOLUTE:
Prima regola: MAI LASCIARE LA BICI APPOGGIATA AL MURO SENZA LEGARLA, nemmeno per comprare il pane.
Questa bici non è a rischio di furto, è a certezza di furto, anche se il proprietario sta solo comprando il giornale all'edicola di fronte.

Seconda regola: MAI LEGARE AD UN PALO LE SOLE RUOTE DELLA BICI. In particolare è del tutto inutile legare l'antifurto meccanico della bici ad un palo …