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Una riflessione amara sul declino dell'Italia

"Cresce il superindice per l'area OCSE a maggio, portandosi a 110,1 punti dai 109,9 precedenti. Il superindice dell'Area Euro resta pressocchè stabile a 107,6, con la Francia a 102,4 da 101,9, il Regno Unito a 97,7 da 97,2 e la Germania a 115,9 da 115,5. Il leading indicator degli Usa evidenzia un miglioramento a 107,9 punti dai 107,4 precedenti, mentre in Giappone si è portato a 106,8 da 106,1. In Italia il superindice e' sceso a 93 punti da 93,6 e la tendenza a sei mesi e' passata da -2% a -3%."
Questa la fredda notizia di agenzia. Ogni mese l'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) aggiorna un cd "superindice" che fotografa le prospettive di crescita dei paesi che aderiscono all'Organizzazione, sulla base di rilevazioni oggettive, che poco si prestano ad interpretazioni.

Due parole per spiegare cosa è L'OCSE. Questa organizzazione ha sede a Parigi; fu istituita con la Convenzione sull'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, firmata il 14 dicembre 1960, sostituendo l'OECE, creata nel 1948 per amministrare il cosiddetto "Piano Marshall" per la ricostruzione postbellica dell'economia europea.
Ne fanno parte 30 Paesi (Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Repubblica Slovacca, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria).
Gli obiettivi dell'OCSE, che tendono alla realizzazione di più alti livelli di crescita economica alla luce del concetto di sviluppo sostenibile, di occupazione, di tenore di vita, favorendo gli investimenti e la competitività e mantenendo la stabilità finanziaria, sono altresì orientati contribuire allo sviluppo dei Paesi non membri.

Vi domanderete ora il perché di una notizia così tecnica e poco vicina ai topics generalmente affrontati in questo blog. Perché secondo me nella notizia c'è un dato raggelante: l'Italia è l'unico paese, fra quelli che aderiscono all'OCSE, il cui indice, già ben lontano dalla media degli altri paesi, sta scendendo inesorabilmente. E questo significa che al di là di valutazioni soggettive, il nostro Paese sta scivolando, sta arretrando. Non è l'effetto di un miglioramento inferiore a quello di altri paesi, no, siamo noi, proprio noi che stiamo perdendo valore. E questa riflessione ci aiuta a capire il senso di questi mesi, delle polemiche su ogni argomento, l'incapacità della politica di decidere su qualsiasi argomento fondamentale per il nostro progresso, il degrado delle amministrazioni locali, l'incapacità della scuola di formare i futuri cittadini, l'incapacità di programmare il futuro nostro (pensioni) e dei nostri figli (lavoro). E' questo è il quadro di un paese allo sbando! E io sono davvero molto, molto preoccupato!

Commenti

cormarco ha detto…
Condivido pienamente le tue preoccupazioni. Sono ormai troppi anni che stiamo andando avanti (avanti?), per inerzia, Viviamo al di sopra delle nostre possibilità, adagiandici su un'eredità che le varie generazioni trascorse ci hanno così abbondantemente lasciato. Anche se sono pessimista andrò comunque a guardare il nuovo indice previsto per il 10 agosto. Nel frattempo andiamo a farci un bel giro in bicicletta per sfruttare ancora un pò di quell'eredità achitettoniche che abbiamo noi a Roma e che ci ripagano dello smog, della mancanza di piste e della fatica.

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