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Le olimpiadi in Cina: festa di amicizia e incontro fra i popoli o Giochi del sospetto e del silenzio?

Ieri sera ascoltavo la radio distrattamente mentre facevo altre cose: ad un certo punto la voce che parlava mi ha colpito, forse per il tono, forse per le parole usate, chissà. Ho prestato maggiore attenzione ed ho sentito il nome della persona che mi aveva incuriosito: p. Bernardo Cervellera, direttore di Asia News e autore di un libro sulle imminenti olimpiadi di Pechino, "Il rovescio delle medaglie". Cervellera ha esposto una serie di numeri e di fatti che mi hanno colpito e che mi sono ripromesso di verificare. In serata ho fatto una "navigata" sul sito Asia News e quello che ho letto mi ha profondamente impressionato.
Operai edili, provenienti dalle più lontane province della Cina, non pagati per gli anni di lavoro svolti a Pechino senza orario e senza regole pur di concludere nei tempi assegnati la costruzione degli impianti e delle infrastrutture della capitale.
Divieto a chiunque, ma in particolare ai giornalisti locali, di parlare con gli inviati stranieri che iniziano a raggiungere il paese, divieto di pubblicare sui blog notizie relative alla situazione della democrazia in Cina e, più in generale, qualsiasi critica, arresti preventivi di giornalisti e attivisti impegnati nella difesa dei diritti civili.
Uno degli aspetti che maggiormente mi ha colpito, descritto nel libro di Cervellera, è il divieto di presentare petizioni di giustizia. Detta così non si capisce, bisogna approfondire il tema della giustizia in Cina. In questo paese per un cittadina, specie se povero ed ignorante, è difficile ottenere gisutizia nella propria comunità locale. Perciò è prevista la possibilità di presentare una petizione alle autorità centrali di Pechino per un riesame del giudizio locale. Ebbene, dall'inizio dell'anno, ad oltre 20 milioni di "petitori" è stato impedito l'esercizio di questo diritto, per paura che la loro presenza a Pechino potesse creare tensioni aggiuntive.
Insomma, la verità è che queste olimpiadi nascono su un gigantesco bluff, accettato in silenzio per convenienza economica e politica dai grandi del mondo: la Cina è una gigantesca macchina da soldi, dove a nessuno è consentito intralciare i programmi della classe dirigente. Se si è funzionali a questo mega progetto, la vita scorre più o meno serenamente (a condizione di poterla iniziare, questa vita, vista la durezza delle leggi sul controllo delle nascite), altrimenti si passa subito nel girone dei dannati, estromessi dal lavoro, dall'istruzone, dai diritti civili, e così via...
E allora, queste Olimpiadi saranno una festa di amicizia ed incontro fra i popoli o saranno i Giochi del sospetto, del silenzio e della repressione?

Commenti

Anonimo ha detto…
Queste Olimpiadi sarebbero un'ottima occasione per fare critica e portare alla luce i molti orrori quotidiani di un grande colosso quale la Cina; orrori che, in proporzioni diverse, ci sono cmq in tutti i paesi del mondo, anche da noi!
Ma proprio perché non vogliamo vedere i nostri, nessuno ha intenzione di andare a sottolineare quelli degli altri; fa troppo comodo a tutti che le cose stiano così, é molto più conveniente.
Una tra le note più tristi é che per primi gli atleti che parteciperanno, in nome di chissà quale spirito olimpico, se ne guarderanno bene dal dire anche solo mezza parola. Alla faccia di più illustri e meno "sponsorizzati" atleti di altri tempi che correvano scalzi o mostravano il pugno sul podio in segno di protesta.
Mamaa

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