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Sorciocorrente? SUVmunito? Scooterattone? attenzione, si rischia il "coccolone"

Lo so, anche io mi sto stancando, ma devo ancora una volta parlare (bene) di Ferrara, della serie..."Roma non è Ferrara"!

Ieri è stato presentato alla stampa il progetto "L'esercizio fisico come farmaco" promosso dall'Azienda Unità Sanitaria Locale di Ferrara, appunto.

Di cosa si tratta? Nei prossimi 3 mesi è previsto l’arruolamento di circa 11.000 persone a rischio individuate tra la popolazione sedentaria, quella con patologie sensibili all’esercizio fisico, per vedere se, con un po' di movimento quotidiano, le loro condizioni di salute migliorano.
A questi soggetti, individuati dai medici di base, verrà consegnata una guida teorico–pratica sull’attività motoria da svolgere, e un contapassi per registrarla. Ogni due mesi il medico verificherà l’attività fisica svolta registrata con il contapassi, e in più una serie diparametri quali il peso corporeo del paziente, l’indice di massa corporea, la circonferenza addominale, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, i valori di colesterolo e trigliceridi.

I benefici attesi per gli arruolati nel progetto, che seguiranno il programma per un anno, sono: riduzione di tutti gli indicatori sopra elencati e l’aumento del colesterolo HDL, oltre a una generale e progressiva riduzione del rischio di contrarre malattie cardiovascolari.

I costi? 25 euro a paziente!! I risparmi? Una consistente riduzione della spesa farmaceutica e della spesa sanitaria, miglioramenti clinici ed economici, che si basano sui risultati ottenuti da ricercatori statunitensi che hanno sperimentato programmi analoghi in USA.

Come al solito...Roma non è Ferrara!

Commenti

Anonimo ha detto…
Roma non é Ferrara...
Però Ferrara é ancora Italia e questo mi fa ben sperare, almeno per il futuro... anche se per taluni l'Italia é solo fino a Firenze, dopo é penisola Africana.

Mamaa
cristiano dalianera ha detto…
Piccola storiella attinente.
Una mattina di qualche tempo fa si presentò in ospedale un signore sulla sessantina. Capelli brizzolati, giacca tecnica antivento, guantini a mezzodito, calzamaglia con inserti rifrangenti, caschetto in una mano, zainetto nell'altra. A Napoli è una visione singolare e per me, che ne sono appassionato, attraente. Seguii per un pò il tizio, preconcettualmente convinto che stesse cercando il pronto soccorso. Invece lo superò, proseguendo per i piani alti. Io, giunto a destinazione, smisi di stargli dietro. indugiai però pensando a cosa ci facesse quell'attempato, inusuale "ciclista urbano" in giro per il policlinico. A cose fatte, sulla via del ritorno, lo trovai seduto su una panchina a sorseggiare un succo di frutta, con di fianco una bicicletta da corsa rossa con manubrio diritto. "Lo devo conoscere, questo quà" e mi avvicinai con un sorrisone presentandomi come appassionato di biciclette. Facemmu una cordiale chiacchierata, nella quale mi raccontò la sua storia: "Sono venuto a controllo. Sai, il cuore. Tre anni fa sono stato operato, mi hanno messo 5 bypass. Pesavo 110 chili e fumavo almeno 2 pacchetti di sigarette al giorno. Sono arrivato che 'nun c'ha facev' chiù' (trad. al limite umano). Ischemia, ricovero d'urgenza, operazione. Ringrazziandoaddio è andato tutto bene. Il chirurgo, scherzando, mi ha detto che con il cuore revisionato sarei potuto andare a fare il giro d'italia. Morale: appena uscito dall'ospedale mi sono comprato una bicicletta. Ho smesso di fumare, ho perso 35 chili e faccio almeno 4000 chilometri all'anno a pedali".
Mi fermai a bere anche io un succo di frutta. Sorridendo.
magociclo ha detto…
Bellissima questa storia! più passa il tempo e più mi convinco che i ciclisti sarebbero degli eccellenti narratori o romanzieri, per tutte le storie che conoscono e per come le sanno raccontare con passione.
Peccato solo che abbiamo troppo da fare appresso alla bicicletta...
Anonimo ha detto…
Il rischio più grosso della sedentarietà è l'insorgenza del diabete. In bici si può prevenire SENZA FARMACI questa pericolosa, debilitante e costosa DERIVA occidentale.
Basterebbe solo questo per giustificare economicamente MILIONI DI KM di piste ciclabili.

AVe Caio magna e pedala

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